Appartamento sotterraneo in Parigi.--Nessuna porta visibile.--Scala
a chiocciola che comunica collʼappartamento superiore.--A destra,
sovra un rialzo, un tavolo con tappeto verde e grande seggiola
a bracciuoli.--In faccia al tavolo, più basso, doppia fila di
sedie.--Sulla parete di fondo, un cartello colla iscrizione: ALTA
SCUOLA DI COMMERCIO E DI INDUSTRIA.--Ai due lati, piccoli cartelli
colle epigrafi: _Emancipazione dal lavoro!--Guerra al capitale...
altrui!..._
=Roberto= _indi_ =Frontino=.
ROB. (_guardando verso la soffitta_) Ecco il segnale! (_va in fondo alla
scena, preme un bottone di ferro che sporge dalla parete; la soffitta
si apre dal lato che comunica colla sala_) Esattissimo, questo Frontino!
FRONT. (_che sarà sceso dalla scala dopo aver rinchiusa la porticela_)
Eccomi! (_tirando lʼorologio dal taschino del gilet_) Le quattro e due
minuti.
ROB.--Come andò la giornata?
FRONT.--A meraviglia!... (_mostrando lʼorologio_) Non ti sei accorto
del nuovo acquisto?...
ROB. (_osservando lʼorologio_) Stupendo! E lʼhai avuto?...
FRONT.--Dalla mia destrezza....
ROB.--Il tempo non è denaro, ma questo misuratore del tempo può valere
da trecento a quattrocento lire... Te ne faccio dono.
FRONT.--Tante grazie!...
ROB.--È venuta gente alla Agenzia?...
FRONT.--Nè troppa nè poca. Fra gli altri, un giovanetto della provincia
per chiedere lʼindirizzo della baronessa De-Cristen, al mondo Deianira.
ROB.--Lʼhai riconosciuto?
FRONT.--Il viso non mi era nuovo....
ROB.--Ebbene: senza averlo veduto, io ti dirò chi è. Quello era il
figlio dellʼalbergatore di Çette, dove abbiamo operato lo scorso
mese....
FRONT.--Verissimo... Ora mi sovvengo...! proprio lui in persona....
ROB.--E gli hai dato lʼindirizzo di... madama la baronessa?
FRONT.--Dopo averlo fatto tornare quattro volte, e dietro una tassa di
lire quaranta.
ROB.--Deianira saprà cavargli ben altro--A proposito: il sarto?
FRONT.--II sarto ha portato il magnifico abito da monsignore che gli
hai ordinato... Il temerario ha avuto lʼardire di domandarmi un a
conto....
ROB.--Era il caso di saldare.
FRONT.--È ciò che ho fatto. Ho riflettuto che quel ladro, partendo a
mani vuote, avrebbe potuto adombrarsi... della ordinazione bizzarra che
gli abbiamo fatta... e tirarne delle conseguenze poco omogenee.
ROB.--Riflessione giustissima.--Del resto, non temete, Frontino!.--La
casa che noi abbiamo scelta a teatro delle nostre grandi strategie
commerciali, non potrebbʼessere più acconcia e più sicura. Chi lʼha
fatta costruire devʼesser stato uno strategico di prima forza.
Lʼ_Agenzia_ e lʼ_Ufficio di indizii_ del piano terreno sono più che
sufficienti a tutelare lʼAlta Scuola di Commercio stabilita nel grembo
della gran madre. Tutte le religioni delle umanità han sempre dovuto,
al loro nascere, rifugiarsi nelle catacombe.--Ciò che importa è di star
sul chi vive, onde lʼocchio della vigile non oltrepassi mai quella
barriera (_addita la porticella attigua alla scala_).
FRONT. (_rabbrividisce_).
ROB.--Ancora delle paure?...
FRONT.--È da molto che non consulti.... lʼamico?
ROB.--Il codice?... Oramai lo so a mente.
FRONT.--Hai tu mai riflettuto che la nostra ultima _tratta_ di Çette,
unitamente a quella che andremo a stendere fra unʼora, ci verrebbe
scontata alla banca delle Assise in quattordici anni di lavori
forzati...?
ROB.--Ragione per cui bisogna assolutamente che i nostri titoli si
scontino altrove.
FRONT.--Eppure: la è una brutta prospettiva, quattordici anni di lavori
forzati!
ROB.--Converrai meco che quella dei lavori forzati a vita è una
prospettiva assai meno lusinghiera...
FRONT.--Ne convengo...
ROB.--Orbene: ad eccezione dei pochissimi a cui le ladrerie del
bisavolo o del padre han procacciato una rendita sufficiente a campare
la vita, tutti gli individui della famiglia umana non rappresentano che
altrettanti condannati al lavoro perpetuo. Frontino: vuoi tu smettere
di fare il ladro? Entra nella galera degli uomini onesti: lavora dieci
ore al giorno, e crepa inosservato e disprezzato sotto il tuo abito da
fatica.
FRONT.--Anche disprezzato...! e tu credi?...
ROB.--La società non accorda la sua stima al lavoratore, se non il
giorno in cui questi collʼopera sua abbia adunato tal patrimonio da
poter dire: io non ho più bisogno di lavorare per vivere.--Orbene:
credi tu che questa stima non sia comunemente accordata anche a
quelli che, dopo aver guizzato parecchi anni fra gli uscieri ed i
birri, ed aver scroccate ai procuratori delle assolutorie molto
equivoche, si adagiano trionfalmente sovra un bel trono di banconote,
guardando di alto in basso quelle milliaja di imbecilli che sudano
per morire di fame?--Non vi è per la società che una sola classe di
uomini disprezzabili--quelli che non hanno denaro. Il giorno in cui
tu, mio povero Frontino, uscissi nella strada cogli abiti logori e
le scarpe corrose per muovere al ricupero della tua patente di uomo
onesto, i ricchi ed i poveri, i superbi e i cortesi, quanti infine
ti occorreranno per via, si tireranno in disparte, lanciandoti una
occhiata di disprezzo e quasi di abbonimento.--Alla miseria non vʼè
alcuno che perdoni. Però ti consoli il pensiero, che allorquando ti
avverrà di dover attraversare una piazza sovra un sudicio carretto,
colle mani legate, in mezzo a due rappresentanti della _tirannide_;
tutti gli onesti esclameranno una parola di compassione pel povero
catturato, e qualcuno ti getterà una moneta mormorando: peccato!
lasciarsi prendere!...
FRONT. (_abbracciando Roberto_) Mi fai piangere di tenerezza....
ROB. (_cavandogli lʼorologio dai taschini del gilet_) Rasciugagli
occhi... e andiamo a pranzo!--questa notte il tuo genio ed il mio
saranno messi ad una gran prova....
FRONT.--Mi farò onore, te lo prometto!
ROB.--Sai dirmi che ora abbiamo?
FRONT. (_si tocca e non trova, lʼorologio_) Diamine!
ROB. (_riconsegnandogli lʼorologio) Prendi...! A tutto rigore di
diritto, sarebbe mio--ma voglio incoraggiarti--te lo dono una seconda
volta!
FRONT. (_con entusiasmo, prendendo lʼorologio_) Ammirabile!
(_salgono insieme per la scaletta_).