saputo finora chi ne fosse l'autore; il Poggi dice in una noticina
(_Storia d'Italia_, Firenze, Barbera, 1883, vol. II, pag. 78):
“L'articolo..... è sottoscritto l'_Imparzialità_, sotto il qual nome
vuolsi che si nascondesse la contessa Riccini„. Ma il Poggi erra: poco
tempo dopo la comparsa di questo articolo, il Riccini pubblicava in sua
difesa un opuscolo dal titolo _Prove di fatto prodotte dal conte G.
Riccini contro le calunnie divulgate dal principe di Canosa_. — Modena,
tip. Soliani, 1835. E in quell'opuscolo dice (pag. 7) “..... insorse
allora l'_Imparzialità_ — sotto il cui nome volli celarmi... e lo
dichiarai [_il Canosa_] pubblicamente per impostore, sfidandolo alle
prove...„. L'opuscolo si conserva nell'Archivio segreto del _Buon
Governo_, Firenze, filza 13, affare 75, anno 1835.
[1374] _Voce della Verità_, 16 maggio 1835, n. 591, nota 23.
[1375] _Pensieri di circostanza_ ecc. — Modena, tip. Camerale,
febbraio-marzo 1835, pag. 29. — Senza dubbio al Vieusseux si allude in
questa pagina, dove si legge che alla folla degl'intriganti egoisti
bisognava “togliere il potere di far del male colle associazioni di
qualunque sorta, o colla diffusione della cattiva stampa, o colla
educazione della gioventú„.
[1376] Lettera inedita a Giovanni Cesari, Pesaro, 5 settembre 1835.
_Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze.
[1377] Lettera al Sismondi, del 20 aprile 1835, pubblicata da A. FRÈNES,
in _op. cit._, pag. 61.
[1378] Tolgo questa notizia da una lettera inedita di Gregorio De
Filippis Delfico al Vieusseux, Teramo, 12 agosto 1836, _Carteggio
Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze.
[1379] Lettera inedita dell'avv. Eugenio Armand al Vieusseux [Livorno]
18 ottobre 1843. (_Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze). Cosí gli
scriveva: “.... je vous dirais qu'une proposition me fut faite dans le
tems par un editeur de Paris d'entreprendre la traduction en français de
l'_Antologie_ et de publier ce travail par livraisons; ne pouvant
prendre au sérieux une semblable proposition, j'ecrivis pour m'assurer
du fait; la même personne persista... _Cosa ne dice?_ Je suis curieux de
connaitre votre opinion à ce sujet. Cela me rappelle la lettre d'un
anglais écrite a Diderot, l'un de principaux rédacteurs de la fameuse
Encyclopédie de 18me siècle, dans laquelle il lui annonce le projet
d'une société de libraires anglais formée pour la traduction en anglais
de cette immense ouvrage dont la publication fut comme celle de
l'_Antologie_, attaquée puis defendue...„.
[1380] Lettera inedita all'avv. Eugenio Armand à Livourne: Florence le
22 octobre 1843 (_Carteggio Vieusseux_, “Nazionale„, Firenze). Cosí gli
rispondeva: “... La nouvelle que vous me donnez qu'un libraire de Paris
penserait à traduire l'_Antologie_ ne peut que me flatter: cependant je
ne saurais jamais conseiller la traduction complète d'un semblable
recueil; mais l'époque _Antologica_ a de l'importance dans l'histoire
moderne litteraire d'Italie, et un choix pour la traduction fait
judicieusement, des articles principaux qui parurent dans les 48
volumes, du 1821 au 1832, pourrai fournir la matière de 5 à 6 volumes
fort interessants. Il faudrait faire préceder la traduction d'un
discours préliminaire sur l'état des lettres en Italie après la
restauration du 1814; et y ajouter comme document important la
biographie de Montani, qui a paru recemment à Capolago et qui vous donne
l'histoire du _Conciliatore_ de Milan, qui fut étouffé à son berceau.
L'_Antologia_, plus heureuse, né perit qu'après 12 années de lutte, et
ne tombât que sur le champ de bataille. La première année fut
extrêmement faible, mais elle ne tarda pas à prendre vigueur et attirer
à elle les hommes les plus distingués, parce qu'elle devint l'expression
des besoins de l'Italie. Certe, un monument élevé en France au journal
qui a été la grande affaire de ma vie serait pour moi un évenement bien
honorable et bien heureux pour l'Italie; mais je le répète, il faudrait
faire un choix bien sévère des articles à imprimer„.
[1381] Lettera del 20 giugno 1846. Pubblicata da F. ORLANDO in _Carteggi
italiani inediti o rari_. — Firenze, Bocca, 1896, serie 1ª, III, pag.
67.
[1382] Insieme con una lettera inedita del 25 maggio [1847] il Vieusseux
mandava al barone Bettino Ricasoli una memoria, da cui ho tolto,
accomodandone i verbi al racconto, le parole citate; _memoria_, che
doveva servire per il Ricasoli, per il Lambruschini e il Salvagnoli. Si
conservano entrambe nell'_Archivio Ricasoli_; ed io ringrazio la
baronessa Giuliana, la quale gentilmente concesse che anche di queste mi
giovassi.
[1383] Conservasi tra le carte del Vieusseux.
[1384] Si conservano le lettere, che a ciò si riferiscono, tra le carte
del Vieusseux.
[1385] Trovasi tra le carte del Vieusseux. In parte la riproduco in
appendice (n. XXIV).
[1386] _Nuova Antologia_, 1866, vol. I, pag. V. E poco dopo Marco
Tabarrini affermava in essa (vol. I, pag. 209) che “la vecchia
_Antologia_ può dare alla nuova insegnamenti ed esempi autorevoli„.
[1387] Lettera da Parma, del 26 luglio 1831. Pubblicata da F. ORLANDO in
_Carteggi italiani inediti o rari_. Firenze, Bocca, 1896, serie 1ª, III,
pag. 122.
[1388] Ne' numeri precedenti, Eusebio è detto _lombardo e giornalista;_
Petronio, _veneziano e caffettiere_.
[1389] cosí aveva scritto il Corsini; ma il Fossombroni mutò come segue,
per comunicare lo scritto al legato austriaco.
[1390] Allude al n. 260.
[1391] Allude alla pubblicazione del _Bollettino del 28 marzo_.
[1392] _Questi è il Censore dell'Ufficio del R. Fisco, Francesco
Gabbrielli._
[1393] Parola illeggibile.
[1394] I puntini sono nel testo.
[1395] _Il Vangelo_, L. XII.
[1396] C. III.
[1397] C. I.
[1398] GIOVANNI, VII.
[1399] C. XIV.
[1400] _Atti_, XVII.
[1401] C. XXII.
[1402] L. VIII.
[1403] MARCO, I.
[1404] _Il Vangelo._
[1405] GIOVANNI, III.
[1406] _Atti_, VII.
[1407] _Ai romani_, I.
[1408] GIOVANNI, XIX.
[1409] Non esattamente ha qui interpretato il prof. A. Bertoldi,
leggendo “che parlan tutti nel nome di Dio„. (_Rassegna Nazionale_,
1901, giugno, pag. 418).
[1410] Le sigle sono qui poste, naturalmente, in ordine alfabetico.
[1411] Molti, e di molti autori, sono gli scritti con questa sigla.
Sapere d'ognun d'essi l'autore non ho potuto, e mi duole; e solo
rammento quelli scritti che so con certezza a cui si devono. Né tutte
qui sono spiegate le sigle: ché resta ancora a sapersi chi firmava P. D.
F.; e chi G. B. C.; e chi P. B.; o A. P. o E. I.: o A. Z.. Sigle coteste
che non frequente, ma pur qualche volta s'incontrano nel giornale. V'è
anche chi segna A. V.; né so chi egli sia. _Forse_ è Vincenzo Antinori,
ma nulla m'induce a confermarlo.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le
grafie alternative (anzichè/anziché, giudizi/giudizî, Frènes/Frénes,
dubbî/dubbj e simili), correggendo senza annotazione minimi errori
tipografici. Le correzioni elencate nella sezione "Correzioni e note" a
pag. 439 sono state riportate nel testo.