I Numi però furono inesorabili.

Poppea, dopo esser rimasta qualche ora in una specie di letargo, fu

colta da violentissima febbre, che la trasse a farneticare.

E anche nel delirio parlavano in lei l’orgoglio e la vanità.

— Perchè volete ch’io fugga? — essa diceva — io non ho paura di lui.

Odio Cesare perchè m’avvelena coi suoi baci, odio suo figlio, perchè

mi deforma; ma lo splendore mi piace.... mi piacciono le mie gemme, le

mie ricche vesti.... la mia diadema.... Non vedete come mi stanno bene,

come sono bella?... Andiamo.... andiamo al circo Massimo.... voglio

essere ammirata da tutti.... voglio tutti innamorare.

Alzò così dicendo la testa dai guanciali, e puntate le braccia sulla

molle _culcita_ cercò di sollevarsi a sedere sul letto.

Le schiave l’aiutarono, sostenendola sotto le ascelle.

Essa, dopo alcuni istanti di silenzio, come presa da visione estatica,

cominciò a fissare i balconi, pei quali penetrava la luce infocata del

tramonto, e riprese a vaneggiare così:

— Giove m’invita nell’Olimpo, mi chiama tra le sue braccia.... Ah come

fremono di gelosia, Giunone e Venere! Non mi vogliono Dea... vogliono

ch’io sia respinta dal regno dei Numi.... Ma chi è quella donna, che

sale dall’abisso, gridando vendetta contro di me?.... È Agrippina....

Agrippina.... Chiede a Giove i fulmini per incenerirmi... Ma io

nulla ti feci... Fu tuo figlio... Lui uccidi, quel mostro, trascinalo

nell’abisso con te.

E presa da agitazione convulsa, ricadde supina sul letto, quasi

agonizzante.

Nerone, che si teneva in ginocchio presso la sponda del letto, balzò in

piedi tutto atterrito mormorando:

— Poppea, sposa adorata, rimani con me!... Medici, è morta forse?

— È viva ancora, — risposero, — anzi, rinviene.

— Ancora, voi dite? Ma io voglio che viva eternamente.

Queste parole udì l’inferma, ch’era tornata in sè, e riconosciuta la

voce, mormorò senza guardarlo:

— Allora non dovevi uccidermi.

Nerone tornò ad inginocchiarsi, implorando perdono, e promettendole

un’esistenza d’amore, di gioia e di splendore.

Poppea non rispose.

Essa dormiva già il sonno della morte.

Le donne di Nerone · 第 42 / 54 题