CAPITOLO XXIX.

Notte funesta.

Nerone, restando in piedi nello stesso atteggiamento, cominciò a

parlare così:

— Padri Coscritti, i voti vostri e quelli del popolo romano sono

esauditi. Parto per ridurre nuovamente sotto il nostro dominio le

Gallie e le Spagne. Questo risultato otterrò colla gloria stessa dei

Cesari, miei antecessori, ma in modo diverso da loro. È prezioso il

sangue delle nostre legioni, ed io voglio tentare di risparmiarlo. Come

qui oggi a voi, io mi presenterò disarmato al cospetto dei miei soldati

e non farò che piangere, richiamando a penitenza i ribelli. L’esito non

può esser dubbio, poichè lo presagirono gli astri, ed io potrò il dì

seguente, insieme ai pentiti, cantare i premii e le lodi della ricevuta

vittoria. Padri Coscritti, approvate voi il mio consiglio?

Come si vede, egli aveva interpetrate a suo modo le parole

dell’Astrologo, e rendeva i pianeti complici della sua viltà.

Le donne di Nerone · 第 40 / 54 题