Notte funesta.
Nerone, restando in piedi nello stesso atteggiamento, cominciò a
parlare così:
— Padri Coscritti, i voti vostri e quelli del popolo romano sono
esauditi. Parto per ridurre nuovamente sotto il nostro dominio le
Gallie e le Spagne. Questo risultato otterrò colla gloria stessa dei
Cesari, miei antecessori, ma in modo diverso da loro. È prezioso il
sangue delle nostre legioni, ed io voglio tentare di risparmiarlo. Come
qui oggi a voi, io mi presenterò disarmato al cospetto dei miei soldati
e non farò che piangere, richiamando a penitenza i ribelli. L’esito non
può esser dubbio, poichè lo presagirono gli astri, ed io potrò il dì
seguente, insieme ai pentiti, cantare i premii e le lodi della ricevuta
vittoria. Padri Coscritti, approvate voi il mio consiglio?
Come si vede, egli aveva interpetrate a suo modo le parole
dell’Astrologo, e rendeva i pianeti complici della sua viltà.