I convitati guardarono per tutta la sala.

«Siamo soli,» disse Verrezzi, «fateci la grazia di continuare.

--Non udiste qualcosa?» sclamò Montoni.

--Parmi di sì,» rispose Bertolini.

--Pura illusione,» disse Verrezzi guardando ancora. «Siam soli.

Continuate, ven prego.»

Montoni ripigliò sottovoce, mentre i convitati si serravano intorno a

lui.

«Sappiate che la signora Laurentini da qualche mese mostrava i sintomi

d'una gran passione e d'un'immaginazione alterata. Talvolta si perdeva

in una placida meditazione, ma spesso farneticava. Una sera di

ottobre, dopo uno di questi accessi, si ritirò sola nella sua camera,

vietando di sturbarla. Era la camera in fondo al corridoio, ch'è stata

il teatro della scena d'ieri sera: da quell'istante non la videro

più.

--Come! Non fu veduta più?» disse Bertolini. «Il suo corpo non fu

trovato nella camera?

--Non si trovò il suo cadavere?» esclamarono tutti unanimamente.

--Mai,» rispose Montoni.

--Quai motivi s'ebbero per supporre che si fosse uccisa?» disse

Bertolini.--Sì, quai motivi?» disse Verrezzi. Montoni gli lanciò

un'occhiata sdegnosa. «Perdonate, signore,» soggiunse l'altro; «non

pensava che la signora fosse vostra parente, quando ne parlai con

tanta leggerezza.»

Montoni, ricevendo questa scusa, continuò: «Vi spiegherò tosto il

tutto: ascoltate.

--Ascoltate!» ripetè una voce.

Tutti tacevano, e Montoni cambiò di colore.

«Questa non è un'illusione,» disse finalmente Cavignì.--No,» disse

Bertolini; «l'ho intesa anch'io.

--Questo diventa straordinario,» soggiunse Montoni, alzandosi

precipitosamente. Tutti i convitati si alzarono in disordine: furono

chiamati i servi, si fecero ricerche, ma non fu trovato nessuno. La

sorpresa e la costernazione crebbero. Montoni fu sconcertato.

«Lasciamo questa sala,» diss'egli, «ed il soggetto del nostro discorso;

è troppo serio.» Gli ospiti, disposti ad uscire, pregarono Montoni di

andare altrove a seguitare il suo racconto, ma invano; malgrado tutti

i suoi sforzi per parer tranquillo, egli era visibilmente

agitatissimo.

«Come!» disse Verrezzi; «sareste superstizioso, voi che vi burlate

dell'altrui credulità?

--Non sono superstizioso,» rispose Montoni «ma convien sapere cosa ciò

vuol dire.» Uscì, e tutti ritiraronsi.

I misteri del castello d'Udolfo, vol. 2 · 第 13 / 15 题