[402] Vedi sopra a pag. 340.
[403] Il Serristori, ambasciador di Toscana, andò, non sapeva se a
congratularsi seco o condolersi del peso toccatogli, e Pio rispose,
esservi più ragione di compatirlo; avrebbe ricusato se non avesse temuto
che il papato venisse al cardinal Morone «o qualche altro soggetto, con
molto danno di questa santa sede» (Legaz. del Serristori, pag. 422). Il
Serristori replicò che l'egual timore era entrato nel granduca, onde
avea ordinato che dal papato si eccettuassero Ferrara, Farnese, Morone:
questo pel medesimo rispetto che avea avuto sua santità, quelli perchè
molto lontani dal servizio della santa sede.
[404] Dispaccio 16 febbrajo 1566.
[405] Lettera 18 maggio 1566.
[406] Carteggio dell'ambasciatore veneto, 29 luglio 1581.
[407] È tratta dall'_Officio della Madonna dei Domenicani_ come
quest'altra,
Per impetrare la conversione degli eretici.
«O vera pace, e fedel Pastore dell'ovile della Chiesa tua, esaudisci le
nostre preghiere, ed abbi pietà delle afflizioni e dei devastamenti del
popolo cristiano. Con tutto il cuore noi supplichiamo la tua
misericordia, perchè ti compiaccia di vigilare paternamente tutti coloro
che abbandonarono la ortodossa e cattolica fede, ed allucinati intorno
a' suoi articoli, e sedotti da falsa persuasione vivono ereticamente:
deh! coi raggi della tua luce illumina i loro cuori, e riducili al
conoscimento dell'errore che professano, affine che per tal modo
rinsaviti, e abbandonando le dispute, e le corruzioni della tua parola,
ritengano costantemente l'unica e vera fede sotto i legittimi nostri
pastori con a capo te, supremo Pastor di tutti, dal quale ogni emission
di luce e di grazia si riflette in tutte le membra, che ti sono
congiunte col vincolo della sacra pace. Così sia».
[408] J. POGIANI _Sunnensis epistolæ et orationes, olim collectæ ab A.
M. Gratiano, nunc ab H. Lagomarsinio adnotationibus illustratæ ac primum
editæ_. Roma 1757, 4 vol. in-4º. Vedansi le lettere del 21 settembre e
del novembre 1566.
[409] Allude a quel di san Paolo ad Rom., c. I, 8. _Gratias ago Deo meo
pro omnibus vestris, quia fides vestra annuntiatur in universo mundo_.
[410] Lo descrive retoricamente il Bartoli nella vita di san Francesco
Borgia: e come in quell'universale abbandono i Gesuiti si offrissero al
soccorso, e vi si sacrificassero principalmente gli alunni del Collegio
Germanico nel servir gl'infermi, e quelli del Seminario Romano nella
cura dei morti.
[411] Conosciamo una _Vita del gloriosissimo papa Pio V_, per Girolamo
Catena. Roma 1587. Sul frontispizio è il ritratto del santo, con in giro
l'iscrizione _Absit mihi gloriari nisi in cruce Domini nostri Jesu
Christi_: e fra varj emblemi il papa che abbraccia due figure, che
pajono Francia e Venezia, colla scritta _Fœdus ictum in Turcos et
vict._: a riscontro _Hæreticorum clades_; a' piedi la battaglia di
Lepanto. Moltissime vite ne enumera il padre Quetyf, _Script. Ord.
Prædicatorum_, che lo fa anche autore della _Praxis procedendi in causis
fidei_. È strano che gli sia da taluni attribuito un opuscolo _Delle
belle creanze delle donne_: il quale è provato esser di Alessandro
Piccolomini senese. Vedi _La Visiera alzata_, ecatoste N. 6.