[176] Vedi l'Appendice I a questo discorso.
[177] Vedi l'Appendice II.
L'indice de' libri proibiti segna _Curio Cælius Horatius e Curio Cælius
Secundus_.
[178] L'originale spagnuolo di quest'opera è perduto o smarrito, onde
nel 1855 fu tradotto in quella lingua, com'anche _l'Alfabeto della pietà
Cristiana_. Le _Cento Considerazioni_ furono riprodotte a Halla di
Sassonia nel 1860 con un'erudita vita del Valdes, distinguendo
diligentemente Giovanni da Alfonso. Alfonso sarebbe stato il segretario
di Carlo V, per cui ordine avrebbe anche tradotta in italiano la
_Confessione di Melantone_, e fatto il libro _Pro religione christiana
res gestæ in comitiis Augustæ Vindelicorum habitis_, anno MDXXX;
com'anche la lettera con cui Carlo V si congratula coi Cantoni cattolici
della vittoria di Cappel ove restò ucciso Zuinglio, chiamandoli
_propugnatores invictos adversus eos qui ritus, hactenus summa religione
observatos, invertere, novaqui dogmata invehere conantur_. Fu amico di
Erasmo e di Pietro Martire d'Angera, quanto nemico del Castiglioni; e
autore dei due dialoghi di Mercurio e di Lattanzio.
Giovanni fu forse cameriero del papa: postosi poi a Napoli, scrisse il
dialogo sulla lingua, dove appajono leggerezze e oscenità, mal
compatibili alla _franchezza spagnuola_. Sua cura principale fu lo
studio della sacra scrittura: tradusse dall'ebraico alcuni salmi, opera
perduta: commentò l'epistola di san Paolo ai Romani e la prima ai
Corintj.
L'ultimo storico della letteratura spagnuola (_History of spanish
literature by_ GEORGE TICKNER, Boston 1865) nota errori del Llorente e
del M'Crie intorno al Valdes, non fa cenno del libro del _Beneficio di
Cristo_, e non distingue i due fratelli. Nota che _his religious views
are, no doubt, much more spiritual than was common in his time, and his
political morals generally were more stringent: so that he might,
perhaps, already be regarded as a follower of Luther, if it were not for
his unbounded admiration of the emperor, his avowed deference for the
Church and the Pope, and his expressed belief of the real presence in
the Eucharist_. Sono a vedere le considerazioni che esso Tickner fa
sugli eretici di Spagna e sulla Inquisizione.
[179] Opere del Curioni, annoverate dallo Stupano nella _Oratio de C. S.
Curionis vita_.
_Encomio della noce: lavoro giovanile._
_Probo: dialogo._
_Il ragno, sulla providenza di Dio._
_Della immortalità delle anime._
_D'una pia educazione ai figli._
_Parafrasi del principio del vangelo di san Giovanni._
_Paradossi cristiani._
_Esortazione alla religione._
_Orazione sulle buone arti._
_Encomio degli scrittori._
_Encomio di chi muor per la patria: orazioni funebri._
_Orazioni contro Antonio Floribello._
_Dell'antica autorità della Chiesa di Cristo._
_L'istituzione della cristiana religione._
_Della dottrina puerile e delle lettere, libri cinque._
_Grammatica latina. Libro del perfetto grammatico._
_Somma di tutto l'artifizio nel dissertare e nel trattare._
_Compendio della dialettica di Perionio._
_Commentarj contro Perionio._
_Storia della guerra maltese._
_Dei pesi dei Romani._
_Continuazione della guerra sabellica._
_Orazioni di Diogene tradotte dal greco._
_Retorica d'Ermogene._
_Nizolio arricchito._
_Tesoro della lingua latina corretto ed accresciuto._
[180] _Angelæ, Cœliæ, Felici, puellis nobilissimus castissimisque,
quarum ingenium, candor, industria, pudor, pietas, morum elegantia et
sanctitas, grata Deo, multis nota, probata bonis, parentibus jucunda
fuerunt, Cœlius Secundus Curio pater et Margarita Isacia mater itali,
tribus filiabus præstantissimis, dulcissimis carissimisque ut earum quod
mortale fuit in beatæ reparationis spem conderetur, h. m. p. Migrarunt
ad Deum in maxima hujus urbis pestilentia mense aug. anno sal. hum.
MDLXIV ætat. singular. an. XVIII, XVII, XVI._
_Vivit ut exigua lucens in lampada flamma,_
_Sic nos æternum vivimus ante Deum._
_Surgemus vivæ: lacrymas cohibete, parentes,_
_Quum tuba supremum fuderit alma sonum._
[181] _Hospes, mane et disce. Non Cœlius hic, sed Cœlii σωμα, imo σημα:
spiritum Christus habet: cætera nomen veræ pietatis, humanitatis,
insignisque constantiæ. Quum σωμα in שׁמים tunc vere erit Cœlius
Secundus Curio hospes. Si didicisti vale. Reliquit ætat. suæ ann. LXVII.
salut. MDLXIX ad VIII kal. dec._
[182] _Vedasi Vita C. S. Curionis; de mirabili sua e vinculis ac ipsis
diræ necis faucibus liberatione dialogus._ SCHOELORN, _Amæn. eccl._, p.
258.
C. SCHMIDT, _L. S. Curioni, nella Zeitschrift für die historische
Theologie di_ C. W. Niedner 1860, fasc. IV.