NOTE

[55] Trovasi anonima nella Vaticana una nota di persone, che sarebbe

convenuto mandar col cardinale Contarini nella legazione di Germania, il

1540. E sono il generale de' Conventuali, il maestro del Sacro Palazzo,

il Cortese, Pietro Ortiz, il Flaminio, Pietro Martire. Del Cortese,

oltre la scienza teologica si loda il bello scriver latino, pel quale

pure si pregia il Flaminio, «buon poeta e buon oratore, ben dotto in

greco, e per molti anni datosi alla scrittura sacra e dottori antiqui,

ben stimato per il commento sopra alcuni salmi». L'Ortiz è vantato come

versatissimo nelle quistioni, sebben eccessivo a segno che dapertutto

vede eresie. L'anonimo dice non conoscere Pietro Martire, ma il

Contarini, secondo riferisce il Flaminio, racconta miracoli della

dottrina teologica di esso e della conoscenza del greco e latino, e

qualcosa dell'ebraico; il che, soggiunge, è molto da considerare, perchè

i Luterani fanno più conto delle lingue che d'altra cosa. _Monumenta

Vaticana_ CLXXXIV.

[56] Florimondo Remond diresse al Vermiglio alcuni capitoli groteschi

(_Histoire de la naissance de l'hérésie_, Parigi 1610, libro III, c. 5)

ove, tra altro, dice che a Basilea e a Zurigo egli era tenuto per un

mascherato agente del papa.

[57] Manoscritto del 3 luglio 1555.

[58] Fu questa lettera tradotta in latino dal Duno di Locarno, com'anche

quella _Del fuggire nella persecuzione_, ove dissipava i dubbj di coloro

che si faceano scrupolo del fuggire dal luogo ove Dio gli avea

collocati. Sono inserite nei _Loci Communes_.

[59] Toccammo nel vol. I, p. 409 e nota 25, delle affinità dogmatiche

non solo, ma anche rituali della Chiesa Anglicana colla nostra. Qui

basti accennare come il dottor Pusey, nell'immutabile suo Eirenikon che

leva adesso tanto rumore, professa che, «fondandosi sulla base delle

parole di Gesù Cristo, _Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue

della nuova alleanza; chiunque mangia la mia carne e beve il mio sangue

ha la vita eterna_, la Chiesa anglicana crede che il corpo e il sangue

di Gesù Cristo, creatore e redentore del mondo, Dio e uomo,

indivisibilmente unito in una sola persona, sono dati, presi, mangiati,

ricevuti dai fedeli nella Cena, sotto la forma visibile del pane e del

vino, che per questa ragione chiamasi la _comunione al corpo e al sangue

di Cristo_: essa crede che l'eucaristia non è il segno d'un corpo

assente, e che i partecipanti ricevono, non una semplice figura,

un'ombra, un segno del corpo di Cristo, ma proprio la realtà».

Il rev. Giorgio Bowier, in un discorso tenuto a Birmingam il 1866 alla

riunione delle congregazioni cattoliche, mostrò come la sapientissima

Inghilterra che imputa d'ignoranza Roma, avesse preso da questa e il

calendario riformato, e le leggi intorno al matrimonio, copiando tutte

le providenze stabilite dal Concilio di Trento per certificare le nozze.

[60] Un costui discorso ai sollevati del Devonshire trovasi nella

biblioteca del Corpus Christi College a Cambridge, colla nota, _Hic

sermo prius descriptus latine a Petro Martyre_.

[61] Fra altri: _Diatribe de hominis justificatione, edita Oxoniæ in

Anglia, anno 1550, adversus_ P. M. Vermelium, _olim cartusianum in

Italia, nunc apostatam in Anglia, acerrimum improborum dogmatum

assertorem, sed imperitum et impudentem cum primis_, per RICARDUM

SMYTHÆUM anglum. Lovanii 1550.

[62] Nella casa del Capitolo della Chiesa del Cristo trovasi in varj

scritti menzionato il Vergerio, e in uno si dice: _Petrus Martyr

Vermilius florentinus, magnus ille et re et nomine theologus, secundus

post mortem Haynesii in hac 1 præbenda præbendarius, 1551, et regis

Eduardi VI, 4; januarii 20. Cum aliquandiu publicæ theologiæ lectioni,

ut cum summo Protestantium applausu, ita non sine summa pontificiorum

indignatone incubuisset, dedit Eduardus VI hanc præbendam, ut susceptum

munus majori cum alacritate obiret_.

[63] _Ep. Zanchii_, 13 luglio 1561.

[64] _At noster Martyr, tum primum loqui exorsus italico sermone ut a

regina intelligi posset, rem totam ab oro usque ad mala explicavit, et

vel invitos ad rem ipsam descendere coegit._ _Ep._ ad Calvinum, 159.

[65] 12 settembre. _Loci communes_, pag. 1137. Il cardinale Commendone

scriveva al Borromeo: «Frà Martire ha di continuo adito aperto alla

Regina, e sebbene non dubiti della buona mente di S. M., temo nondimeno

ciò portare gran pregiudizio alla causa, sgomentando li Cattolici, e

dando ardire agli eretici».

[66] I Riformati apponeano ai Luterani che il corpo di Cristo non può

trovarsi nell'eucaristia, poichè esso siede alla destra di Dio padre.

Lutero e i suoi, per eluder l'objezione, dissero che il Redentore è

presente dapertutto anche come uomo: opinione che poi venne sostenuta da

Giovanni Brenz, e accettata nel simbolo luterano, nel libro della

Concordia. L'opinione di questi Ubiquitarj legavasi con quella degli

antichi Eutichiani, che diceano l'umanità, come la divinità di Cristo,

trovarsi dapertutto, sin nell'inferno. La maggior parte dei Luterani

sono ubiquitarj. Vedi _Johan Brenz, nach gedruckten und ungedrukten

Quellen, von_ J. HARTMANN _und_ K. JAGER, 1841.

[67] _Locorum Communium Theologicorum_; Tomi tres, Basilea 1580, 81, 83.

Ecco le Opere principali di Pietro Martire, oltre i commenti a molti

libri sacri:

_Una semplice dichiaratione sopra gli XII articoli della fede

cristiana._ Nella inclita città di Basilea, l'anno 1544.

Tradotto in latino col titolo _Symboli expositio_.

_Defensio doctrinæ veteris et aposlolicæ de s. Eucharistia._

Zurigo 1551.

_Dialogus de utraque in Christo natura_, 1561.

_Tractatio de sacramento Eucharistiæ, habita in celeberrima

universitate Oxoniensi._ Londra 1540, ristampata più volte.

_De votis monasticis et cœlibatu sacerdotum._

_Defensio sui contro R. Smithei duos libellos de cœlibatu

sacerdotum_, 1559.

_Aristotelis etnicæ cum illis in sacra scriptura collatæ_,

1555.

_In librum Samuelis comment._ Zurigo 1564.

_In librum Judicum comment._ Zurigo 1565.

_Preces ex salmis Davidis desumptæ._

_An Deus sit causa et author peccati._

_An missa sit sacrificium._

_Oratio de utilitate et dignitate sacri ministerii._

_Oratio de morte et resurrectione Christi._

_Adhortatio ad cænam Domini mysticam._

_Epistolæ duæ ad ecclesias polonicas, J. C. evangelium

amplexas, de negotio stancariano, et mediatore Dei et hominum

J. C., an hic secundum humanam naturam dumtaxat, an secundum

utramque mediator sit._ Zurigo 1561.

_Loci communes sacrarum literarum._ Zurigo 1563: poi a Ginevra

1626, con premessa l'orazione funebre del Simler.

_Precum ex psalmis libellus_; postumo, come i seguenti.

_De libero arbitrio._ _De prædestinatione._ Zurigo 1587.

_Epitome defensionis adversus Stephanum Gardinerum._

_Confessio de cœna Domini exhibita senatui argentoratensi._

_Sententia de præsentia corporis Christi in Eucharistia,

proposita in colloquio Passiaco._

_Epistolæ de causa Eucharistiæ, ad virum quemdam magni

nominis._

_Epistole partim theologicæ, partim familiares._

La biblioteca di Ginevra serba varj trattati di Pietro Martire, fra

altri: «On demande si nous qui faisons profession de la religion

reformée, avons bien fait de nous séparer de l'église romaine». Molte di

queste opere furon tradotte in inglese ed in altre lingue.

[68] Il Vergerio scriveva al duca Alberto il 12 dicembre 1562: _Diem

obiit suum D. Petrus Martyr italus, propter evangelium exul, vir

doctissimus: vix fuit similis_. Teodoro Beza gli fece quest'epitafio:

_Tuscia me pepulit; Germania et Anglia fovit,_

_Martyr, quem extinctum nunc tegit Helvetia._

_Dicere quæ si vera volent, re et nomine, dicent:_

_Hic fidus Christi, credite, Martyr erat._

_Utque istæ taceant, satis hoc tua scripta loquuntur:_

_Plus satis hoc Italis exprobrat exilium._

[69] Il dottor C. Schmidt, professore di teologia a Strasburgo, nella

raccolta delle _Vite e opere scelte dei padri e fondatori della Chiesa

riformata_, stampò quelle di Pietro Martire (Elberfeld 1858), e nella

prefazione dice che esso è una delle più segnalate personalità del tempo

della Riforma, avendo esteso la sua attività all'Italia, a Strasburgo,

all'Inghilterra, a Zurigo, alla Francia, fin alla Polonia; e pochi aver

operato tanto per la fondazione e il consolidamento della Chiesa

riformata. Si valse di molte sue lettere, parte stampate, parte giacenti

a Gota, a Zofingen, a Ginevra, e principalmente nella raccolta dr Simler

a Zurigo.

Gli eretici d'Italia, vol. II · 第 15 / 88 题