56. Ragazzo che fa testimonianza alla madre d'esser stato alla messa.

In Bronte era venuto dalla campagna, ove abitava, un ragazzo servente in

una massaria, e come capitò presso a mezzo giorno, in vederlo la madre

l'interrogò s'avesse udito la messa; quello rispose, che nò. — Presto,

essa ripigliò, và alla Madre chiesa, che deve esservi l'ultima messa, ed

al ritorno dovrai darmi i segni che tu l'abbii udita. Partì il ragazzo,

ed arrivò in tempo che usciva la messa cantata: stiede presente a tutto,

ed osservò tutto, e fece ritorno alla casa. Interrogato dalla madre,

della messa e delli segni, se l'avesse udita, disse ad essa: _Andai a la

chiesa, e cerami tanti persuni, e la_ (là) _a la trasuta c'era un scifu

d'acqua, ed illi si zavavanu la frunti, ed iu andai, e mi lavai lu

frunti, poi nisceru di la sagristia tanti parrini cu li cammiselli in

collu, poi nautri dui parrini puru cu lu saimmarchellu russu, e

all'ultimu vinia lu patri Arcipreti cu lu saimmarchellu russu, e la

pastura a lu vrazzu[97]._

Così distinse le cotte, le tunacelle, pianete e manipulo ed il fonte

dell'acqua santa.

Avvenimenti faceti: Raccolti da un Anonimo Siciliano del secolo XVIII · 第 51 / 62 题