53. Donna inflatata.

Nella terra detta Montagna Regale due miglia sopra la città di

Patti[91], la madre del padre D. Antonio Caruso, che è stato Proposito

[de'] Conviventi nel Santuario del Tinnaro, fece una graziosa burla ad

una femmena contadina, e fù la seguente: Era ita questa, non saprei per

qual caggione, alla casa della madre del sudetto sacerdote, teneva ella

una pegnata impastata con ovi di formiche, quali anno virtù di riempire

il ventre di flati cotanto violenti, ed in numero così esorbitanti, che

a dispetto d'ogni forzo escono con stridore e strepito più d'una

tempesta, che mette in rumore l'aria con suoi spaventevoli tuoni.

Arrivata la contadina alla casa dell'altra donna, fù accolta da questa

colle maniere più cortese; la fece sedere e poi volle onninamente che vi

facesse una piccola merenda. Appena però che il suo stomaco cominciò a

fomentare quel pane se lo sente come se fosse entrata una leggione di

diavoli; tutte le interiora, già mise in rumore, volean dare esito per

qualunque parte trovassero per l'orribile golia che volea scatenarsi; la

povera contadina, premuta da una parte dal orribile ribellione

dell'intestina, ritenuta dall'altra parte dalla natural verecondia,

disse all'altra donna: _Gnura, iu mi nni vaju; bon giornu a V. S._ E

questa, che volea godere della batteria del gioco di foco[92], gli

disse: _Chi fretta aviti? stati nautra picca_[93]. La contadina: _Non

Signura, chi aju di fari._ L'altra proseguiva a trattenerla; mà di già

cominciò lo sparo dell'artiglieria, motivo alla povera contadinella di

rompere ogni ceremonia, e partirsene; ma chè? dava due passi, mà erano

accompagnate da quattro salve; il viaggio fù di un miglio e mezzo, fino

che arrivò alla propria casa, che era nella campagna. Trovasi per sua

disgrazia il marito, e ode darsi il saluto dalla moglie in quella guisa

che le navi salutano le fortezze reali; s'imbestialì, e le rispose da

prima con parole confacenti ad un rustico; mà ella mentre procurava di

giustificarsi diveniva più rea col non voluto suo strepito. Finalmente

impazientato quel villano con un bastone accompagnò quel sono con tal

concertata battuta, che poco mancò a far morire la povera moglie che

tonava insieme, e riceveva sù la schiena i fulmini delle non meritate

percosse.

Tanto a me il sudetto padre D. Antonio Caruso.

Avvenimenti faceti: Raccolti da un Anonimo Siciliano del secolo XVIII · 第 48 / 62 题