Nella terra detta Montagna Regale due miglia sopra la città di
Patti[91], la madre del padre D. Antonio Caruso, che è stato Proposito
[de'] Conviventi nel Santuario del Tinnaro, fece una graziosa burla ad
una femmena contadina, e fù la seguente: Era ita questa, non saprei per
qual caggione, alla casa della madre del sudetto sacerdote, teneva ella
una pegnata impastata con ovi di formiche, quali anno virtù di riempire
il ventre di flati cotanto violenti, ed in numero così esorbitanti, che
a dispetto d'ogni forzo escono con stridore e strepito più d'una
tempesta, che mette in rumore l'aria con suoi spaventevoli tuoni.
Arrivata la contadina alla casa dell'altra donna, fù accolta da questa
colle maniere più cortese; la fece sedere e poi volle onninamente che vi
facesse una piccola merenda. Appena però che il suo stomaco cominciò a
fomentare quel pane se lo sente come se fosse entrata una leggione di
diavoli; tutte le interiora, già mise in rumore, volean dare esito per
qualunque parte trovassero per l'orribile golia che volea scatenarsi; la
povera contadina, premuta da una parte dal orribile ribellione
dell'intestina, ritenuta dall'altra parte dalla natural verecondia,
disse all'altra donna: _Gnura, iu mi nni vaju; bon giornu a V. S._ E
questa, che volea godere della batteria del gioco di foco[92], gli
disse: _Chi fretta aviti? stati nautra picca_[93]. La contadina: _Non
Signura, chi aju di fari._ L'altra proseguiva a trattenerla; mà di già
cominciò lo sparo dell'artiglieria, motivo alla povera contadinella di
rompere ogni ceremonia, e partirsene; ma chè? dava due passi, mà erano
accompagnate da quattro salve; il viaggio fù di un miglio e mezzo, fino
che arrivò alla propria casa, che era nella campagna. Trovasi per sua
disgrazia il marito, e ode darsi il saluto dalla moglie in quella guisa
che le navi salutano le fortezze reali; s'imbestialì, e le rispose da
prima con parole confacenti ad un rustico; mà ella mentre procurava di
giustificarsi diveniva più rea col non voluto suo strepito. Finalmente
impazientato quel villano con un bastone accompagnò quel sono con tal
concertata battuta, che poco mancò a far morire la povera moglie che
tonava insieme, e riceveva sù la schiena i fulmini delle non meritate
percosse.
Tanto a me il sudetto padre D. Antonio Caruso.