D’un balzo la lunga linea che coronava le alture si precipitò al
basso saltando siepi, fossati, precipizii, fermandosi sopra un altro
altipiano a 200 metri dal nemico, aprendo un micidialissimo fuoco a
ripetizione.
La tromba squillò ancora:
_Attenti per l’assalto!_
Una voce stentorea urlò la parola che strappa il glorioso grido di:
_Savoja!_ ai soldati, che li lancia ad occhi chiusi contro i cannoni e
contro le bocche dei fucili.
_Alla bajonetta!!..._
Fu un urlo immenso che tutte le valli ripercossero a lungo, poi
la densa linea si precipitò dalle alture come un torrente umano,
sfrenatamente. Nessuno vedeva più nulla, nessuno sentiva più nulla
all’infuori di un gran bisogno di correre, di gridare.
_Alt!_ squillarono le trombe.
ALT! gridarono gli ufficiali.
_Zaini a terra!_
La battaglia era finita: il sole saliva trionfalmente sulla cima del
Chaberton in tutto il suo splendore.
_Bousson, 8 luglio 189..._