Scendendo dal treno dopo avere per un buon tratto di strada ricostrutto
colla fantasia tutti i capitoli della famosa _Disfida_, mi figuravo
Barletta una grande città e quasi quasi pretendevo di trovarvi
gli abitanti vestiti coi costumi di quell’epoca, maglie, brache e
giustacuore. Era una giornata di novembre splendidissima ed il _verde
malvagio Adriatico_ come per dare una smentita a Gabriele D’Annunzio,
era invece calmo come un olio e azzurro come gli occhi della mia Ninì.
Uscii dalla stazione e mi internai nella città storica.
Potenzinterra!... Di veramente medio-evale non scopersi che il Castello
e il sudiciume addensato nelle vie e sulle facciate delle case. Anzi,
ma che medio-evale! Il sudiciume doveva risalire senz’altro all’epoca
della fondazione della città e rimaneva là trionfalmente a dimostrare
non tanto la mancanza di scope, quanto l’olimpica.... come dire?
indifferenza degli abitanti.
Ma forse il Municipio lo lascia lì apposta per far vedere ai
forestieri.... il _colore locale_.
Domandai quale fosse l’albergo meno.... più.... insomma l’albergo
migliore e mi diressi a quello indicatomi; _La stella_, naturalmente
_d’Italia_, dove mi fu assegnata una camera sul genere famoso di quella
che toccò al Berni
Udite Fracastoro un caso strano....
Ma lasciamo andare. Causa la presentazione dei coscritti al Distretto,
Barletta era animatissima; frotte di contadini affluivano da tutte le
strade di campagna, famiglie intere con gli asini, i muli, le vacche ed
ogni ben di Dio. Accampavano dappertutto come le tribù degli zingari;
sulla riva del mare era tutto un brulicame nero di gente, che mangiava,
beveva, dormiva tranquillamente come se niente fosse; la banchina era
presa di assalto, le osterie rigurgitavano, le scalinate delle chiese
ne erano gremite, la piazza del Castello addirittura invasa. Per le vie
non si camminava se non a furia di spinte, di calci, di gomitate, di
maledizioni.
Come Dio volle arrivai al Distretto; gli ufficiali degli altri
reggimenti aspettavano già di essere ricevuti. Il colonnello ci accolse
affabilmente, ci disse che il giorno seguente ci fossimo trovati tutti
alle otto del mattino e ci mise in libertà.
Un giorno intero di libertà. Oh la divina parola!...