FESSENIO servo, FULVIA.
FESSENIO. Or sei tu fuor di passion, madonna mia.
FULVIA. Come?
FESSENIO. Lidio è per te in maggior fiamma che tu per lui. Non prima gli
dissi quanto me imponesti che in ordine si misse; e a te ne viene.
FULVIA. Fessenio mio, questa è nuova da altro che da calze; e certo ben
ti ristorerò. Odi, di sopra, che Calandro domanda i panni per uscir
fuori. Tira via, ché meco non te veda. Oh che commoditá! oh che piacere
mi fa! Ogni cosa comincia andarmi prospera. Lassami spingere fuora
questo uccellaccio acciò che io libera resti.
FESSENIO. Ti so dir che questi amanti ristoreranno il tempo perso. E, se
Lidio fia savio, doverrá ben fermarla alla cosa di sua sorella, se mai
si ritrovassi. Calandro non sará in casa. Hanno viso per grande spazio
sollazzarsi insieme. Io posso andarmi a spasso. Ma oh! oh! oh! Vedi
Calandro che vien fuora. Lassami discostar di qui perché, fermandosi a
parlare qui meco, potria veder Lidio che omai deve arrivare.