SAMIA serva, FULVIA.
SAMIA. Oh povere e infelici donne! a quanto male siamo noi sottoposte
quando ad Amore sottoposte siamo! Ecco, Fulvia, che giá tanto prudente
era, ora, di costui accesa, non cognosce cosa che si faccia. Non
possendo aver Lidio suo, a trovarlo va vestita da omo; sanza pensar
quanti mali avvenir ne potriano, quando mai si sapesse. Forse ch'ella
non è bene appagata? che ha dato a costui la robba, l'onore e le carne;
ed esso tanto la stima quanto il fango. Ben semo noi tutte sventurate.
Eccola che giá ne viene da omo vestita. Parti che l'abbia fatto presto?
FULVIA. Tu intendi. Vo a trovar Lidio. Tu resta qui; e tien l'uscio
serrato, mentre che io vo e torno.
SAMIA. Cosí farò. Guarda come va!