FESSENIO servo solo.
Ecco, o spettatori, le spoglie amorose. Chi cerca che se gli apicchi
gentilezza, acume, accorgimento queste veste compri ed alquanto indosso
le porti: perché di quel vago Calandro sono, tanto astuto che, d'un
giovane innamorato, si crede che fanciulla sia; di quel che ha tanto
della divinitá che muore e risuscita a posta sua. Chi comprar le vuole
dinari porga; ché io, come cose d'omo giá passato di questa vita,
vendere le posso. Prima si messe da morto nel forziero che arrivato
fusse. Ah! ah! ah! Cosí Lidio galantemente da donna vestito aspetta con
allegrezza questo vezzoso amante che, a dire il vero, è piú schifo che
Bramante. Io son corso inanzi perché qua mi trovi la scanfarda che io ho
ordinato per questo conto. Ed eccola che a me ne viene. E vedi anco lá,
col forzieri, el facchino; el quale si pensa portare preziosa mercanzia
e non sa che ella è la piú vile che in questa terra sia. Nessuno vuol le
veste? no? Addio, dunque, spettatori. Andrò a congiungere il castron con
la troia. Restate in pace.