SCENA I

FESSENIO servo solo.

Ecco, o spettatori, le spoglie amorose. Chi cerca che se gli apicchi

gentilezza, acume, accorgimento queste veste compri ed alquanto indosso

le porti: perché di quel vago Calandro sono, tanto astuto che, d'un

giovane innamorato, si crede che fanciulla sia; di quel che ha tanto

della divinitá che muore e risuscita a posta sua. Chi comprar le vuole

dinari porga; ché io, come cose d'omo giá passato di questa vita,

vendere le posso. Prima si messe da morto nel forziero che arrivato

fusse. Ah! ah! ah! Cosí Lidio galantemente da donna vestito aspetta con

allegrezza questo vezzoso amante che, a dire il vero, è piú schifo che

Bramante. Io son corso inanzi perché qua mi trovi la scanfarda che io ho

ordinato per questo conto. Ed eccola che a me ne viene. E vedi anco lá,

col forzieri, el facchino; el quale si pensa portare preziosa mercanzia

e non sa che ella è la piú vile che in questa terra sia. Nessuno vuol le

veste? no? Addio, dunque, spettatori. Andrò a congiungere il castron con

la troia. Restate in pace.

La Calandria Commedie del Cinquecento · 第 32 / 84 题