LIDIO femina, FANNIO servo.
LIDIO femina. Cosí t'ha detto Tiresia?
FANNIO. Sí.
LIDIO femina. E del parentado mio come di cosa conclusa si parla in
casa?
FANNIO. Cosí sta.
LIDIO femina. E Virginia ne è lieta?
FANNIO. Non cape in sé.
LIDIO femina. E si preparano le nozze?
FANNIO. Tutta la casa è in faccende.
LIDIO femina. E credeno che io ne sia contenta?
FANNIO. Lo tengano per fermo.
LIDIO femina. Oh infelice Santilla! Quel che ad altri giova solo a me
nuoce. Le amorevolezze di Perillo e della moglie verso me mi sono
acutissimi strali per non poter fare el desiderio loro né quel che
sarebbe il ben mio. Deh! me avesse Dio dato per luce tenebre, per vita
morte e per cuna sepultura allor che io del materno ventre uscii; da
che, in quel punto che io nacqui, morir dovea la ventura mia. Oh sanza
fin beato, fratello dulcissimo, se, come io credo, nella patria morto
restasti! Or che farò io, meschina Santilla? ché cosí omai chiamar mi
posso, e non piú Lidio. Femina sono, e conviemmi esser marito! Se io
sposo costei, subito cognoscerá che io femina e non maschio sono; e, da
me scornati, el padre e la madre e la figlia porriano farmi uccidere.
Negar di sposarla non posso; e, se pur niego di farlo, sdegnati, a casa
maladetta me ne manderanno. Se paleso esser femina, io medesima a me
stessa fo il danno. Tener cosí la cosa piú non posso. Misera a me! ché,
da uno lato, ho il precipizio; da l'altro, e' lupi.
FANNIO. Non te disperare, ché forse e' cieli non te abbandoneranno. A me
par che si segua el parer tuo di non te lassar trovare oggi da Perillo;
e lo andare da colei viene a proposito; e io li panni da donna, per
vestirti, ho in ordine. Chi scampa d'un punto ne schiva mille.
LIDIO femina. Ogni cosa farò. Ma dove è quel Ruffo?
FANNIO. Rimanemo che chi prima arrivava l'altro aspettassi.
LIDIO femina. Meglio è che Ruffo aspetti noi. Leviamoci di qui, perché
colui che è lá non ci veda, se fusse alcuno che per ordine di Perillo me
cercasse: se ben de' sua non mi pare.