SAMIA serva, FULVIA.
SAMIA. Come va il mondo! Non è ancora un mese passato che Lidio, della
mia padrona ardendo, voleva ad ogni ora esser seco; e poi che vidde lei
bene accesa di lui, la stima quanto il fango. E, se a questa cosa
remedio non si pone, certo Fulvia ci fará drento error di sorte che
tutta la cittá ne sará piena. E ho fantasia che li fratelli di Calandro,
fin da mò, alcuna cosa non abbino spiato, perché altro non stima, altro
non pensa e d'altro non ragiona che di Lidio. Bene è vero che chi ha
amore in seno sempre ha li sproni al fianco. Or voglia il cielo che a
bene ne esca.
FULVIA. Samia!
SAMIA. Odila che di sopra mi chiama. Ará dalle finestre visto Lidio, ché
lá lo vedo parlare con non so chi. O forse vorrá rimandarmi a Ruffo.
FULVIA. Saaamia!
SAMIA. Veeengo.