_Or ti fa lieta, che tu hai ben onde,_
_Tu ricca, tu con pace, tu con senno._
Dante.
_A egregie cose il forte animo accendono_
_L’urne dei forti, o Pindemonte, e bella_
_E santa fanno al peregrin la terra_
_Che le ricetta._
Foscolo.
Fiorenza, a queste placide
Ore tue sonnolente
Antiponiam la torbida
Tua libertà fremente
Armi e battaglie, allor
Che a Campaldin col brando
In pugno il tuo cantor
Gìa cavalcando
Fra i primi, e allor che il perfido
Gualtiero[19] alle tue mura
Dava le spalle, a un subito
Tuo minacciar — ma impura
In sen ti germogliò
Novella serpe intanto,
Che giorni ti fruttò
D’immenso pianto.
La rea serpe medicea,
Che di blandizie armata
Ingannevol ne l’anime
S’insinuò — fiaccata
O Libertà, nei cor
La tua virtù miravi —
Pure d’un bel chiaror
Folgoreggiavi
Il dì che de l’intrepido
Capponi in su l’ardente
Lingua tuonavi, e il tumido
Re di superba gente,
Poichè il garrir fu van,
Si dipartia veloce,
Chè dei bronzi toscan
Temea la voce.
Ma succedette al gallico
Più abbominoso sciame,
E parricida un Italo
La rabida sua fame,
O Fiorenza, guidò
Pe’ tuoi campi fiorenti,
E ne le tue cacciò
Mura innocenti.
Indarno Michelagnolo
Divin muniale, indarno
I figli tuoi più nobili
L’armi vestir, volarno
A pugnare, a morir
Ne l’agon sanguinoso,
Ed il fulmineo ardir
D’un glorïoso,
Di Ferrucci magnanimo
L’ardire a te fu scudo
Contra il furor barbarico....
A Gavinana il crudo
Oppressor trïonfò,
Ma di feriti e morti
Sur un monte spirò
Quel re dei forti!
Del suo sangue santissimo
Nudrita, ahi più crescea
L’infame serpe, e l’aëre
Che al suon fremuto avea
Di guerresca armonia,
E di liberi accenti,
Turpi lusinghe udia,
Molli concenti.
Esecrata in perpetuo
Sia l’iniqua!... Per ella
De le Muse e di Pallade
Splendea bensì la bella
Luce fra noi, ma i cor,
Vinti al leggiadro incanto,
Si fean d’ogni valor
Vòti frattanto.
Pur d’alcun lauro cingere
N’era dato la fronte,
O Fiorenza, e ogni popolo
Di sapïenza fonte
Ti salutava.... or dì,
In che sorgi valente?....
Gretta hai l’alma oggidì,
Le braccia hai lente.
Unica tua dovizia
Di Santa Croce i marmi
Sono oramai.... deh possano
A libertade, all’armi
Destarti!... avida in lor
Mira, ah mira sovente,
E fia che un novo ardor
T’empia la mente!