CANTO PER GL’ITALIANI DI NAPOLI.

_Salve limpido ciel che le tirrene_

_Onde inzaffiri!_

Maria Guacci Nobile.

Di quant’orme straniere fu impresso

Questo suol! Quante barbare genti

Sui bei campi dall’Orsa a torrenti,

Dall’Occaso, dall’Ostro piombar!

Di lor povere terre cacciate

Dalla fame, qui volser le piante.

Pria del sangue di Roma fumante

D’Alarico ne punse l’acciar.

Dalle rive del Bosforo accorso,

Franse il Greco le gotiche spade.....

A che pro, se dell’alme contrade

A far strazio il Lombardo chiamò?

Ma sul presto navile temuto

Ecco appare il ladron Saraceno,

Il Normanno gli è sopra, e il Tirreno

De’ corsali fa sgombro.... a che pro,

Se la patria non sorge redenta,

E lo Svevo succede al Normanno,

E poi danno s’accumula a danno

Dal Francese e dal cupido Ispan?

Quanto sangue si bevve, quant’oro

Quinci emunse l’Ibero esecrando!....

Va oggidì colle stragi scontando

De’ nostr’avi lo scempio inuman.

Pur le avare sue gioie sovente

I nostr’avi col ferro turbaro.....

Come i polsi all’iniquo tremaro,

Quando all’armi quest’ampia città

Diè di piglio e al feroce Toledo

Tinse il volto di rabbia e di scorno!

Ma chi fia che dimentichi il giorno

In che surta a gridar libertà,

Un gentil pescator le fu duce

Contra un nembo d’estranei soldati?

Senza acciar le migliaja d’armati

Ruppe e all’aure spiegò trïonfal

Del cavallo sfrenato l’insegna,

Che fatidico simbol di guerra,

Fia salute a quest’umile terra,

Fia al borbonico seme fatal....,

Empio seme! Di strage più lune

Queste mure inondava — atterrita

Mirò Napoli tronca la vita

De’ suoi figli più nobili al fior.

Presso il lido sanguigno a banchetto,

Sulla poppa del vile Britanno,

Delle vedove spose il tiranno,

Delle madri insultava al dolor.

Ma feral, minaccioso dall’acque

D’una vittima il tronco sorgea,

Ed un subito gelo mettea

Nelle vene del perfido sir[17].

Libertà per cui mille animosi

A quei dì sul Sebeto periro,

Libertà nostro primo sospiro,

Libertà per cui presti a morir

Sempre siam fra i tormenti o sul palco,

Ah rispondi a nostr’avide brame,

E ne dona lo stipite infame

Del borbonico giglio schiantar!

Spunti alfine, deh spunti quell’alba,

Ed a prova vedrassi se indegna

Sia di noi del corsiero l’insegna,

Se la destra abbiam lenta al pugnar!

Gloria e sventura - Canti repubblicani · 第 7 / 43 题