Petizione civile.
La cerimonia religiosa era compiuta; l'Albani e Fidelia erano sposi
dinanzi a Dio; la benedizione del sacerdote aveva santificato il loro
amore, affermati i desiderii e le promesse con vincolo indissolubile;
ma essi non potevano convivere sotto il medesimo tetto prima di aver
adempiuto alla formalità del contratto civile. Il matrimonio delle
anime non imponeva che alle coscienze--il matrimonio civile stabiliva
i doveri e i diritti dei coniugi, legittimava la prole, si faceva
riconoscere e rispettare dalla _famiglia_.
--Ed ora, mia dolce Fidelia--parlava l'Albani alla sua donna durante
il tragitto aereo--bisogna affrettare il compimento della nostra
felicità... Purchè tu mi assecondi, purchè non insorgano ostacoli
d'altra parte, fra un mese e tre giorni, lo squillo di richiamo non
avrà più forza di separarci...
--Non è dunque compiuta la nostra felicità?--domandò Fidelia con
ingenua sorpresa.--Che altro ci resta a desiderare? sono amata, e ti
amo!
Questa sortita di Fidelia portò un leggiero turbamento nell'anima del
giovane.
--Tu sai bene, sorella mia--affrettossi a dire l'Albani--che noi non
abbiamo diritto di chiamarci sposi dinanzi alla società, fino a quando
la nostra unione non sia riconosciuta dalla _famiglia_.
--È vero!--mormorò Fidelia, e la sua parola parve un gemito.
L'Albani sentì crescere le ansietà.
--Che?... tu dunque non dividi il mio desiderio?
--Poss'io desiderare altra cosa fuor quello che tu desideri?...
Pure... non aveva pensato... non credeva che sì presto...
--Spero di comprenderti, Fidelia! Io so bene che, fra giovani amanti,
il matrimonio spirituale quasi sempre suol precedere di parecchi anni
la unione civile. A diciotto, a venti anni, si stringono i legami
religiosi fra due cuori che si amano, ma difficilmente un cittadino
della Confederazione Europea si trova in grado di passare alla
conferma coniugale, prima di aver compiuto gli studi universitari e
gli esercizi dell'agro. Le fanciulle si compiacciono di questi
ritardi, ed è orgoglio per esse poter dire: il _mio_ è stato fedele per
tanti anni senz'avere altri vincoli che quelli della propria
coscienza! E tu forse, mia buona Fidelia, tu vagheggiavi questa prova
di sentimento, che ha pure le sue dolcezze sublimi!--Tu non riesci a
comprendere perchè io voglia sì presto rinunziare a questa ineffabile
voluttà che deriva dall'amore di una vergine.--Se tu non mi avessi
generosamente dispensato dal confessarti le mie colpe, ora non avrei
mestieri di spiegarti le mie impazienze. Ti basti sapere che la mia
giovinezza non trascorse, come quella dei fratelli, nel severo
esercizio degli studi, nell'operoso lavoro dei campi. Io fui esentato
dalla coscrizione agraria, per una eventualità dolorosa... che ormai
debbo tacerti, poichè tu bramasti di ignorarla. Quei cinque anni per
me furono lunghi, segnati di incredibili angosce; all'agro, il
cittadino corrobora la sua giovinezza; io, precorrendo le esperienze
della vita, ho abbreviato il mio avvenire. Che è mai l'esistenza di un
uomo ai tempi nostri? Per chi non esca dalla strada comune, la vita
finisce a ventisei anni, o a trenta, al più tardi. Per me, trascinato
dalla sventura in una carriera eccezionale, il mondo non ha più
attrattive fuor quelle della solitudine e dell'amore.
«In meno di dieci anni, noi apprendiamo tutta la _scienza vera_--in meno
di due mesi, per mezzo dei palloni aerei, noi vediamo tutto il globo
nella sua vasta circonferenza, noi conosciamo i costumi di tutti i
popoli; nulla più ci resta a sapere. Io aspirava alla gloria, alla
ricchezza--ed ecco, mi chiamano primate dell'intelligenza, e l'invenzione
del mio meccanismo per la pioggia artificiale mi verrà pagata oltre dieci
milioni. Tu vedi bene, o Fidelia, che io non ho quindi più nulla a
desiderare... fuori di te--che tu sola puoi riempiere l'immenso vuoto
della mia esistenza avvenire; che nel tuo aspetto soltanto io potrò
leggere la ragione della mia vita.--Sovvengati, o Fidelia!...--e così
parlando la voce dell'Albani mutò improvvisamente di tono--che se mai un
ostacolo insorgesse fra noi, se qualche anima sleale...
--Ma ciò non può essere, amico mio!--interruppe Fidelia
atterrita.--Poichè tu vuoi... poichè io sono pronta a secondarti...
poichè Iddio ci ha già uniti di un vincolo che vuolsi ritenere il più
sacro, il più indissolubile...
--Ebbene... domani vedrai pubblicata la mia domanda... Per un mese e
tre giorni noi vivremo disgiunti, come impongono le leggi di
_petizione_. Fra noi ogni comunicazione sarà sospesa... E quand'io
tornerò a Milano...
--Quando tornerai a Milano... la tua Fidelia avrà risposto alla
domanda come il tuo cuore desidera, come io pure desidero in questo
momento.
Il conduttore aveva fermata la sua gondola sopra la Cupola maggiore
del _Piccolo Campidoglio_.--Erano cessati gli squilli del _richiamo_.
--Presto! scendiamo!... a sinistra... alla casa del gran Proposto.
I due giovani si abbracciarono, ripetendosi mille giuramenti. Fidelia
discese a terra, e l'Albani si elevò di bel nuovo colla sua gondola,
ordinando al conduttore di dirigersi al _Palazzo di Famiglia_.
Quivi giunto, l'Albani entrò nella _sala d'amore_, e richiesto agli
_anziani di guardia_ il libro di _petizione pubblica_, vi scrisse le
parole seguenti:
«Io, Redento Albani, adulto, costruttore della macchina per la pioggia
artificiale, figlio di Primo Albani, inventore delle _stufe
cittadine_(8) chieggo legittimare con la cerimonia civile il matrimonio
religioso da me precedentemente contratto con la adulta Fidelia
Berretta, figlia di Terzo Berretta, Gran Proposto di Milano.»