L'avvenire comincia a beffarsi del presente.
Conciliare la più ampia libertà individuale colle maggiori guarentigie
di sicurezza e di ordine pubblico, ecco il principio a cui si
informano tutte le istituzioni politiche e sociali dell'_Unione
Europea_.
Il secolo precedente disputava di forme. _Monarchia costituzionale o
Repubblica_, tale il dilemma rappresentato da due frazioni ugualmente
ispirate da liberalismo.
Le moltitudini si lasciavano imporre dalla parola senza badare
all'essenza. Ignare di storia o dimentiche, non comprendevano che la
tirannia può prendere tutti i nomi e inalberare tutte le bandiere.
Si discuteva, si pugnava per le apparenze, per le etichette, per il
timbro delle carte pubbliche.
L'_Unione Europea_ riflette quegli antichi assurdi nei mirabili
risultati della sua tolleranza. I capi dei dipartimenti, e perfino i
capi dei comuni si chiamano capricciosamente _Gran Proposti_,
_Sindaci_, _Presidi_, _Re_, _Imperatori_, _Capo-famiglie_, _Padri_,
_Czarri_, _Sultani_, _Borgomastri_, _Consoli_, _Dogi_, _Centurioni_,
_Pretori_, _Custodi_, _Moderatori_, _Gonfalonieri_, _Istromenti_,
_Bani_, _Governatori_, _Commissarii_, ecc., ecc. Tanto è vero che la
nuova civiltà non fa caso dei nomi.
Le attribuzioni di questi Capi, comunque si chiamino, sono
perfettamente identiche. Vittorio Emanuele III _re_ del comune Dora,
Berretta III _gran proposto_ dell'Olona, Manin II _doge_ di Venezia,
Libeny II governatore di Vienna, Camillo Ugo presidente di Parigi,
Carlo Bixio borgomastro di Genova, non sono che mandatarii del popolo,
eletti per voto universale, incaricati di presiedere il _Consesso degli
Anziani_ o _Padri di famiglia_ nelle adunanze Comunali. Vittorio Emanuele
III, con titolo di Re, rappresenta il capo del dipartimento Italia,
sebbene i _proposti_ dei singoli comuni sieno affatto indipendenti da
lui.
Tutti i proposti (usiamo questo titolo per intenderci) sono anche
rappresentanti del comune nelle assemblee del dipartimento e nei
congressi generali della _Unione_. Le _assemblee parziali_ del
dipartimento, per l'Italia, si tengono a Napoli nell'ultimo giorno di
ciascun mese. I congressi _generali_ si adunano a Berlino due volte
all'anno, alla fine di ciascun semestre. I rappresentanti del popolo
_Europeo_ sommavano, nel 1976, a duemilasettecento quattordici.
Lo statuto della Unione ha per base la santificazione di un diritto
naturale che l'umanità per lunghi secoli disconobbe; il diritto di
esistenza. Ciascun cittadino di Europa, dal giorno della nascita fino
al giorno dell'estinzione, è alloggiato, vestito, nutrito a spese del
comune.
Questo comune, che noi chiameremo _Famiglia_ per conformarci al
linguaggio dei tempi, diviene necessariamente l'esclusivo proprietario
delle terre, l'amministratore della sostanza pubblica.
Tutti i cittadini della _Unione_ sono guarentiti dalla miseria, e
l'educazione si estende a tutte le classi del popolo.--Ed ora, chi
vorrà consacrarsi alle manuali fatiche? Chi vorrà sottomettersi ai
disagi, alla servitù dei lavori agricoli? I campi e le officine
rimarranno deserte...
I terrori del nostro parroco reverendissimo si sono realizzati da
oltre venti anni. La rivoluzione del 1935 ha tolto di mezzo le ultime
tirannie sociali. Il mondo ha dovuto convincersi che disuguaglianza di
condizioni non può esistere dove tutti abbiano raggiunto l'uguale
sviluppo di civiltà.
L'uomo _che pensa_ non può essere il volontario dell'aratro. La scienza
conquistava gli intelletti, le braccia disertavano dal campo. La
reazione del 1835 si provò di respingere alla gleba gli spiriti
ribelli, ma si riconobbe impotente. I paria si emanciparono.
L'Europa tremò del futuro--l'umanità tutta intera ebbe a dubitare
della propria conservazione.
L'agricoltura è una necessità della esistenza umana--l'agricoltura è
dunque un dovere di ciascun uomo.
Questo assioma sociale arresterà il disastro minacciato. La
_coscrizione agraria_ prenderà il posto della coscrizione militare. Dai
venti ai venticinque anni, per legge del nuovo Statuto, ciascun
individuo della _Unione_ sarà coltivatore.
Vanno esenti dalla coscrizione gli impotenti ai lavori manuali, e gli
_Eletti dell'intelligenza_. A questi ultimi, di numero assai limitato,
lo Statuto accorda l'esenzione per rispetto ai privilegi del genio.
Godremo più tardi l'imponente e giocondo spettacolo di un campo di
coscritti. Vedremo come la vegetazione si avvantaggi da questa nuova
coltura operata da braccia vigorose e intelligenti. I cinque anni di
_agraria_ sono pei contadini dell'_Unione_, i più felici, i più caramente
ricordati nella vita. Qual differenza fra l'antica e la nuova
circoscrizione! Questa destinata a fecondare la terra, a portarvi la
salute e il ben'essere; quell'altra condannata a distruggersi
distruggendo, al _soldo_ di una idea non compresa o ripugnante!
I lavori campestri sono un esercizio riparatore pel giovane estenuato
dalle lunghe fatiche della mente. Lo Statuto dell'Unione, accordando a
tutti i cittadini i mezzi di esistenza a patto che lavorino, pretende
altresì che tutti sappiano. Ma il sapere non è facile conquista--non
lo fu mai--oggi meno che mai.
Eccovi, brevemente tracciato, il programma degli studi obbligatorii a
ciascun individuo dell'_Unione_.
La lingua _cosmica_ è la sola adottata nel pubblico insegnamento. Fra
pochi anni lo studio di questa lingua sarà molto semplificato. Purchè
i padri e le madri si facciano scrupolo di parlarla in famiglia a
tutto rigore di grammatica e di stile, i figliuoli la apprenderanno
naturalmente, si risparmierà il tempo e la noia degli esercizii
scolastici. Ma i padri e le madri, nel 1977, risentono un poco
dell'antica barbarie. La lingua _cosmica_ non ha peranco distrutti gli
antichi dialetti, e a Milano si odono ancora dei vecchi sessagenarii
ricambiarsi il loro meneghino con qualche pretesa di municipalismo.
Lo studio della lingua _cosmica_ fa dunque parte del programma
scolastico. Il fanciullo l'apprende dai cinque ai sette anni. A otto
anni egli ne sa quanto basta per comporre i suoi temi in prosa ed in
versi, e sostenere un dibattimento improvvisato dalla cattedra di
eloquenza.
Poichè tutta Europa parla in lingua _cosmica_, ne viene di conseguenza
che lo studio d'altre lingue si rende superfluo. Se l'Asia o l'America
vorranno intendersela coll'_Unione_ converrà bene che apprendano a
parlare come noi. Questa massima vanitosamente praticata dai francesi
in epoca più remota, oggi è all'ordine del giorno in Europa.
Ciò fa sperare che fra un altro mezzo secolo la lingua _cosmica_ diverrà
praticamente la lingua di tutti.
Dagli otto ai quindici anni--il tempo che i barbari del secolo
precedente sprecavano nel latino e nel greco--oggi viene impiegato
negli studi matematici e filosofici, nella storia, nella fisica, nella
astronomia, nella geologia, e nella spiritodossia, di cui fa parte il
magnetismo, il galvanismo animale, e l'ipoteticonia.
Grulli, grullissimi i nostri nonni, che si ebetizzavano dieci anni a
imparare una lingua morta, per non averne più traccia cinque anni
dopo!
Ma venti volte più grulli, e pazzamente spietati, quando alla povera
vittima del Ginnasio e del Liceo, inesperta dei propri talenti, della
propria individualità, imponevano la scelta indeclinabile delle
quattro professioni universitarie--la medicina, la farmacia, le
matematiche, o il diritto!
Forse che ciascun uomo non è tenuto a conoscere le leggi del proprio
paese, i diritti e gli obblighi che gli insegnino a governarsi, a
tutelare i propri interessi? E la scienza della economia animale,
dell'organismo umano, non è forse un bisogno di tutti? Come può l'uomo
provvedere alla propria conservazione, alla igiene propria, esercitare
la beneficenza e l'amore verso i congiunti e le persone più care,
quando non sia in grado di applicare opportunamente i pochi trovati
dell'arte farmaceutica?... E la matematica? Potete voi reggervi sulla
persona, camminare, muovere un passo--che dico?--affidarvi ad un
consiglio della ragione, se questa scienza non vi presti il suo
appoggio e la sua logica?
Or bene: dopo un corso regolare nella Università della _Unione_, all'età
di venti anni, ciascun cittadino è giurisperito, medico, farmacista,
ingegnere, architetto e magnetizzatore. Vale a dire: egli conosce
delle singole scienze quanto può occorrergli per l'uso proprio e pel
servigio altrui. Le Università della _Unione_ vi danno l'_uomo completo_,
l'uomo che basta a sè stesso, che a tutti può giovare.
Nel secolo gaglioffo del _latino_ e del _greco_, chi avesse osato proporre
un tale programma di studii universitarii si sarebbe buscato
dell'utopista, del matto! Eppure, a quei tempi, uno studente, purchè
si ricordasse di sfogliare il suo testo una settimana innanzi
all'esame, apprendeva in poche ore tutta la scienza medica o legale di
un intero anno scolastico. Che vuol dir ciò? Vuol dire che i
professori di quell'epoca diluivano in otto mesi di insegnamento la
scienza aquisibile in poche ore. Vi pare inverosimile che, dopo cinque
mesi di studi patologici e chimici e dopo altrettanti mesi di clinica
pratica, un giovane di buona volontà sappia conoscere le febbri al
moto del polso, e sia in grado di comporre una purga, di forare la
vena per un salasso, di strappare un molare o una mascella? Eppure, i
grandi dottori del secolo precedente non erano più illuminati nè più
pratici.
Ma il massimo torto dei metodi antichi era di insegnare le scienze _ab
origine_, discutendo i vari sistemi, raffrontando, eliminando,
riproducendo tutte le ipotesi e tutti gli assurdi, pel gusto di
confutarli e di agglomerare nei cervelli una erudizione, al meno
danno, superflua.
Che m'importa di Giustiziano e delle Pandette?--fatemi conoscere il
mio codice, i miei doveri e i miei diritti! ne saprò abbastanza per
l'uso mio, ed anche un poco per l'uso degli altri.--In medicina,
riepilogate il buono degli antichi, e i risultati positivi delle
esperienze più recenti. In una parola: dateci la scienza dei tempi
nostri, la sua ultima parola. Più tardi, per lusso, per capriccio di
erudizione, consulterò le Pandette, o leggerò il vecchio Ippocrate.
Così ragiona il secolo nuovo--su questa logica si basa il nuovo
programma degli studi universitari. I giovani, che in un ramo speciale
della quadrupla scienza, dimostreranno una attitudine fuori della
comune; gli _Eletti della Intelligenza_ godranno la esenzione dalla
legge _agraria_, e a spese della _Famiglia_ verranno mantenuti per altri
cinque anni in qualche _Ateneo di perfezionamento_. Ivi, sotto la scorta
dei più illustri _Primati_ si applicheranno al più ampio svolgimento
della scienza preferita, per divenire più tardi _Medici consulenti_,
_Legali di ricorso_, o _Ingegneri di miracolo_. Meno questi pochi eletti,
tutti gli altri escono dalla Università per divenire coscritti
dell'agro. Ivi si completano con esercizii corporali molto favorevoli
alla salute ed alla vigoria.
Mi sono un po' dilungato sul metodo di educazione, perchè da quello vi
sarà facile argomentare il grado di civiltà generale.
Come vedete, i carichi della _Famiglia_ sono gravi e dispendiosi, ma i
proventi, le rendite sono enormi.
Oltre ai prodotti naturali delle terre, che esclusivamente le
appartengono, la _Famiglia_ percepisce le _imposte sul lusso_, le _multe
criminali_, e gli _accidenti ereditarii_.
Le multe criminali costituiscono per la famiglia una sorgente di
reddito importantissimo. Desse furono sostituite, nel nuovo codice,
alla pena di reclusione. Una volta abolita la pena di morte, dietro il
principio che l'uomo non ha diritto per qualsivoglia ragione di
togliere la vita al proprio simile; come potreste mantenere l'inumana
condanna della carcerazione, per cui il cittadino è privato della
libertà, diritto sacro del pari e forse più inviolabile del diritto di
esistenza? Alla _morte civile_, supremo castigo dei grandi delinquenti,
nel _Codice_ di redenzione si coordinano gradatamente le multe
criminali.
Per comprendere queste multe è mestieri ricorrere alle leggi che
provvedono al diritto di esistenza.
Ciascun cittadino della_ Unione_, nato da legale matrimonio, viene, dal
giorno di sua nascita, iscritto nel libro di _famiglia_, e da questa
iscrizione ha principio l'_assegno di vita_. I genitori, o chi per essi,
ritirano l'assegno fino a quando il fanciullo abbia toccato l'età
_gestiente_, vale a dire ch'egli sia in grado di governarsi. Raggiunta
questa età--dodici anni--l'adulto percepisce direttamente il proprio
assegno. La _Famiglia_ gli fornisce l'alloggio, il mantenimento,
l'_uniforme_, e una somma di cento _lussi_ (franchi) all'anno, fino al
compimento del corso universitario. La posta lettere, le strade
ferrate, i vapori di mare, tutti i mezzi di trasporto sono gratuiti,
ad eccezione dei palloni aereostatici, delle navi sottomarine, e delle
locomotive a ribalzo. Il popolo ha libero accesso in tutti i teatri di
prosa, direttamente amministrati e sorvegliati dal Consiglio di
Famiglia.
Sospendete questi provvedimenti, queste agevolezze, questi comodi,
questi piaceri al cittadino che ha mancato a' suoi doveri verso la
società--ecco un eccellente codice di punizione!
Cento _lussi_!... Ah! voi non potete apprezzare il valore di cento _lussi_
per un nullatenente, per un povero diavolo che non abbia risorse fuori
della piccola pensione che gli viene pagata dalla _famiglia_!
Figuratevi la disperazione di un borsaiuolo, quando, alla scadenza del
suo premio, udrà la voce del pubblico tesoriere gridargli alla
coscienza:--il tribunale ha posto il _veto_ su' tuoi cento _lussi_ per il
_battizza_ che hai fatto sparire, per la catena che ti sei appropriato!
Procedete dai minori ai maggiori delitti, applicate le pene in
proporzione. Sospendete il premio de' cento _lussi_, vietate l'ingresso
ai teatri, negate il trasporto sulle ferrovie, su tutti i veicoli
della _Unione_, diminuite l'assegno _necessario_, salite di grado in grado
alla più terribile delle punizioni, alla morte civile. Voi avrete una
idea generica, ma precisa del nuovo codice criminale.
Però anche in queste leggi tanto provvide e benefiche, apparisce, a
chi ben le consideri, lo stigmate inevitabile della umana
imperfezione.
Perchè esclusi dal _benefizio di esistenza_ i nati da unione
illegittima? Forse hanno colpa i miserelli della loro origine meno
legale? Non hanno diritto alla vita?
I dottori dell'epoca vi rispondono:--la eccezione si è fatta per
ristabilire e generalizzare il matrimonio, orribilmente screditato nel
secolo precedente. Sotto questo aspetto, è mestieri confessarlo, legge
più efficace non potevasi ideare.
E perchè l'_uniforme_ obbligatoria agli adulti che percepiscono
l'_assegno di famiglia_?--Una misura economica basata sull'orgoglio
umano. Non accordandosi l'assegno agli adulti che a patto di indossare
la uniforme del _nullatenente_, molti si asterranno per vergogna, e
penseranno a guadagnarsi l'esistenza col lavoro. Ma i poveretti che
moriranno di inedia piuttosto che far mostra della loro miseria? E i
ricchi sfrontati che indosseranno la livrea per vivere a spese
altrui?--Meno male che la _Legge ereditaria_ restringerà, fino a
renderlo impercettibile, il numero degli accumulatori e degli usurai.
Ma di questa legge, e d'altre importantissime, come di tutti i
progressi giganteschi delle scienze, delle arti e delle industrie, si
vedranno manifestamente gli effetti, quando al breve accenno delle
istituzioni seguiranno le storie del fatto.
L'anno 1977, da cui appunto principiano queste storie, presenterebbe
l'apogeo del moto saliente dell'epoca. L'ordine pubblico, la pace, la
moralità, il sentimento umanitario e religioso diffuso in tutte le
classi e perfettamente armonizzante colla intelligenza e col sapere,
il rapido succedersi delle scoperte, la pronta effettuazione di ogni
idea veramente utile, gli incredibili ardimenti del genio, e
l'impotente cooperazione di tutte le forze animate e materiali che si
associano per tradurli in fatto, ci obbligherebbero a chiamar questo
il vero secolo d'oro, l'era preconizzata della felicità universale,
se...
Questo _se_ è il punto nero di tutti i tempi, di tutte le storie umane.
Noi lo vedremo disegnarsi, prender corpo, agitarsi nella nuova epoca,
mischiarsi a tutte le sue aspirazioni, a tutte le sue feste, a' suoi
trionfi, per gridarle eternamente: «il secolo peggiore e il secolo
migliore per l'umanità non esistono!»
Ma prima che si rivelino i dolori latenti, illudiamoci ancora un
istante su questa superficie di bene.