TIRRENIA

Cosa propria d'amante è, Nobilissima signora mia, desiderare di esser

sempre e interamente unito con la persona amata, e di qui è che oltra

il desiderio il quale io ho che l'anima mia sia con la vostra

indissolubilmente congiunta, bramo ancora che i nomi nostri insieme

siano eternamente letti e che insieme vivano chiari e immortali. E per

tanto, oltra le molte altre rime alle quali l'amor vostro m'è stato

Elicona e voi stata mi sete Musa favorevole, mi è novamente venuto

fatta una mia composizione per avventura più affettuosa che

artificiosa, nella quale ingegnato mi sono di far un disegno di voi

più particolare che altro il quale insino ad ora io abbia visto che

sia stato fatto da altrui. E se io non ho così dotta mano che di voi

possa fare un vero ritratto, penso avervi almeno ombreggiata in

maniera che siccome dalle ombre delle bellezze superiori gli animi

nostri di grado in grado al disio della vera bellezza sono tirati,

così da questa ombra da me fatta di voi, i più gentili spiriti

potranno salire alla considerazione di quel vero ch'è in voi; or quale

che ella si sia, tale la vi mando nè altro vi dirò se non che se un

altra figura poteste vedere con gli occhi corporali la quale io porto

già gran tempo nell'animo e di quella farne comparazione con voi

stessa, sono securo che voi medesima non sapreste discernere se in voi

o in me sia più vera l'imagine di quella forma ab eterno conceputa

nella mente di Dio, alla cui simiglianza vi fabricò natura quando ella

volse

Mostrar quaggiù quanto lassù potea.

Rime di Tullia d'Aragona, cortigiana del secolo XVI · 第 140 / 142 题