XXVI. -- Allo stesso

Ben sono in me d'ogni virtute accese

le voglie tutte, e gli spirti alto intenti;

ma 'l poter e l'oprar sì freddi e spenti,

ch'io mi veggo aver l'ore indarno spese.

Onde non lodi no, ma gravi offese

mi son le rime vostre, e però tenti

vostr'alto stil, fra tante e sì eccellenti,

mille di lui cantar più degne imprese.

Ben può celar il ver finta bugia,

a qualche tempo, o 'n qualche loco, o parte:

ma non sì ch'ei non vinca, e 'n sella stia,

dunque per più secura e corta via,

rivolgete, Ugolin, tanta vostra arte,

ch'in altrui molto, in me poco sarìa.

[Risposta al sonetto, del Martelli: _Se lodando di voi quel che palese._]

Rime di Tullia d'Aragona, cortigiana del secolo XVI · 第 30 / 142 题