No?... (_alzando la testa con gli occhi sfavillanti_) Ah no!? Ma sa

quello che fa? Lo sa che la sua è un’infamia, un’azione senza nome?

CLAUDIO

Oh sì! (_accostandosi_) Sì, sì, ma torniamo, torniamo indietro,

signora; che del cammino n’abbiam fatto in un anno! Detestato, respinto

ed infine denunziato, che dovevo fare? Partire? L’ho fatto, l’ho fatto

convinto che lei mi sacrificava all’onore, al dovere; ho piegato la

testa senza discutere, senz’approfondire; senza rivoltarmi, senza

protestar con un gesto, con una parola, con un pensiero. Partii e fui

morto per lei. Il pensiero di quel che mi costava la repressione d’un

amore qual era il mio non turbò certo i suoi sonni in quest’anno.

Ritornai. Troppo presto? — Non so... Così non fossi tornato mai! Ad

ogni modo agitazioni e desideri erano se non spenti, sopiti. Dopo tanti

disperati pensieri, avevo la pace; vagheggiavo una vita seria, fatta di

studi e di lavoro. Pensavo a lei ancora, sì... Come ad una cosa santa,

inaccessibile e pura. E, se nutrivo speranze, erano placide e serene,

trasvolavano avanti, verso giorni indefiniti, lontani, in cui avrei

potuto riaccostarmi placidamente, oramai vecchio, amico saldo e sicuro.

E..., lo affermo, lo giuro, vi avrei sfuggita, perchè lo dovevo, perchè

lo volevo, perchè con un lungo martirio ne avevo comprata la forza...

Chi mi cercò? (_concitato_) Chi mi chiamò e mi rivolle vicino? Chi

frugò sotto le ceneri e vi scovò i carboni mal spenti e vi soffiò su

tanto da ridestare più viva e più gagliarda la fiamma? — Lei, donna

Ida! — Fui debole, fui vile... Vi è chi può scagliarmi le ingiurie più

atroci che si possano sputare sulla fronte d’un uomo. Ma nessuno al

mondo doveva più di lei rispettare la mia passione! Non vi è voce umana

che valga ad esprimere quello che io provavo, e sapendolo, si è servita

di me per ridursi in casa l’amante, per conservarselo al fianco... Sono

io che gliel’ho buttato nel letto! (_Breve pausa, mutando tono_) Infame

io! Altro che infame. — Ma lei?... La mia è azione senza nome, e sia;

alla sua lo porrà chi dovrà giudicarla. Quello a cui io la scoprirò

nuda e svergognata!

IDA (_trepidante_)

Serra non lo farà ora che è forte.

CLAUDIO

Lo fu a suo tempo e tanto anche lei.

IDA

Non può perdere una donna che piange, che prega, che si metterà ai suoi

piedi, quando lo voglia...

CLAUDIO

Ai vostri, signora, ho pianto a lungo, ho implorato ancor io.

IDA

Espierò tutto, soffrirò, morirò, ma mi renda le mie lettere. Per quanto

ha di caro, di sacro nel mondo...

CLAUDIO

Più nulla di caro, più niente di sacro, morto l’amore; l’amicizia

morta, tutto è infamia, è tradimento, non vai più la pena di vivere!

IDA

Sì... la morte, questo sarà la mia morte; conosco Galliari, mi

ucciderà...... E voi lo volete?... Non potete volerlo, se mi avete

amata, se forse... se ancora... Oh poi, sentitemi... vi vendicate di

me, di Piero,... ma anche di Carlo: ed è troppo; anche lui ne morrà, o

perderà la ragione, o sarà infelice, disperato per sempre. (_con somma

energia_) Sta in voi, sta in voi il risparmiarlo, il salvarlo. Ma Carlo

non ha colpa, perchè punirlo con noi?

CLAUDIO (_terribile_)

Mi vendico; non penso, non cerco, non so. Non ho tempo a guardar la

giustizia, a pensare al futuro; tutto è finito, e vada ogni cosa in

perdizione!

IDA (_venendo a lui_)

Rendetemi le lettere per... oh! mio Dio! per l’amore che provaste per

me!

CLAUDIO

Oh! (_battendo insieme le palme_).

IDA (_indietreggia e cade sul canapè_)

CLAUDIO (_viene a lei_)

IDA (_fissandolo mentre s’avvicina_)

Serra, non vi amo, no... no...

CLAUDIO

Eh, chi parla d’amore, chi ve lo chiede?! Abbiamo giocato ed avete

perduto. Pagate... Rivincita, ricatto, che fa a me la parola! Tornerete

a Piero con le lettere; a Piero che aspetta, come ho aspettato io nella

vostra sala. (_con un riso convulso_) Ieri a te, oggi a me, così va il

mondo!

IDA (_puntando le mani verso di lui, come per tenerlo lontano_)

Oh, l’infame!... Oh! ma non sentite come, quanto vi sprezzo?

CLAUDIO

Ed io?

IDA (con accento intensissimo)

Ma vi odio, io! (_si copre la faccia_)

CLAUDIO

Giuro a Dio che fra un’ora Carlo avrà le vostre lettere!

IDA (_scopre il volto pallidissimo; rimane colle braccia piegate, i

pugni chiusi alle guance, il capo fra le spalle; abbandonata, ma muta,

fredda ed inerte_)

CLAUDIO (_dopo un momento si getta ai suoi piedi, cerca invano

d’attirare le mani. Ritraendosi subito_)

Sei di gelo, sei un cadavere, sei la morte! (_alzandosi rapidissimo,

prende le lettere e gliele getta in grembo_).

IDA (_le prende, si alza, e si avvia_)

CLAUDIO (_seguendola_)

Ida!... Ma Ida,... ti amo io, ti amo sempre, ti amo ancora, ancor

tanto...

IDA (_è sulla soglia_)

CLAUDIO (_disperatamente_)

Ida, pietà! Guardami... una parola... una parola! una parola!...

IDA (_senza voltarsi_)

Vi perdono!

(_Claudio rimane un attimo come impietrito a guardar l’uscio

rinchiuso, poi balza alla scrivania, fruga e ne toglie un

revolver. Cala la tela_).

=Dello stesso Autore=

LA CONTESSA IRENE

ROMANZO

Un vol. in-12º, 1889 — L. 3.

. . . . . . .

I LANCIA DI FALICETO

CON PREFAZIONE DI G. GIACOSA

Un vol. in-12, con 30 illustrazioni — L. 4.

. . . . . . .

I PIFFERI DI MONTAGNA

UN PALADINO

RACCONTI

Seconda ediz. — Un vol. in-12, 1890 — L. 2,50.

. . . . . . .

_VECCHIO PIEMONTE_

RELIQUIE

LE MASSE CRISTIANE

NOVELLE

Seconda ediz., I vol. in-12º, con illustrazioni — L. 2

. . . . . . .

LA BELL’ALDA

LEGGENDA

Un elegante vol., con illustrazioni, in-8, 1885 — L. 2.

(_Legato alla Bodoniana_ L. 2,50).

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo

senza annotazione minimi errori tipografici.

Ad oltranza · 第 3 / 3 段