pastorali dove i vescovi esaltavano il presente ordine, e,
ispirati dal ministero, lanciavano qualche motto contro gli
scismatici Russi, gli eretici Inglesi, le persecuzioni che i
cattolici soffrivano in Irlanda: non doveano mai mancar le lodi al
restaurator della Chiesa, e venivano rimproveri se fossero scarse.
Introdusse di far leggere nelle chiese i bullettini dell'esercito,
ma poi gli parve che con ciò si desse ai preti un'ingerenza nelle
cose politiche, ch'ei non voleva. Da ciò il volere che i preti non
potessero salire a gradi nel ministero dei culti senza aver laurea
dall'università (30 luglio 1806), la quale potrebbe ricusarla «a
chi fosse conosciuto per idee oltramontane, pericolose
all'autorità». Che se anche semplici curati dessero segno
d'indipendenza, faceali mettere prima in conventi, poi in
prigioni; e quelle di Vincennes, di Santa Margherita, di
Fenestrelle, d'Ivrea furono piene di sacerdoti, non processati,
non condannati, che o morirono, o furono liberati alla caduta di
lui, senza sapere il perchè fossero stati presi. Ciò in appresso,
ma fin dal principio lagnavasi altamente delle sofisticherie di
Pio VII, e assicurava che con ciò portava la ruina della
religione. Minacciava che la Francia fosse per divenir
protestante, e al nunzio Caprara rimproverando qualche
opposizione, diceva: «Non è più il tempo che i preti faceano
miracoli. Richiamate quel tempo, ed io vi lascio tutto. Nelle
circostanze presenti, dovete lasciar fare ogni cosa a me,
prestandomi appoggio fin dove la religione lo consente. Le
differenze nostre han fatto nascere fra gl'increduli e gli atei
l'idea di gettarsi nel protestantismo, che, dicono, non porta
discussioni, e i cui capi fanno ogni opera per trarre il mondo in
questa via».
Volle anche procacciarsi il monopolio della parola, e a Portalis,
ministro de' culti, il quale avea messo il molto suo ingegno a
tutto servizio di lui, scriveva di abolir tutti i giornali
religiosi, e ridurli a un solo _Giornale dei Curati_: eppur si
sbigottiva quando questo contenesse alcuna cosa avversa alle
libertà gallicane. Non è da tacere che, fin dai primi tempi, ma
viepiù in appresso, falsificava o alterava i documenti emanati
dalla santa sede nel riprodurli sul _Moniteur_ o nel tradurli, nè
esitava di darvi interpretazioni e ispiegazioni fallaci.
Intanto egli s'intrigava di cose strettamente religiose, come la
festa del 15 agosto, per la quale fe comparire un san Napoleone,
fin allora ignoto al calendario francese, e che doveva escluder la
memoria dell'Assunta. Era una nuova occasione ai vescovi di far
elogi all'imperatore, e pur troppo vi strabbondarono in frasi, che
ormai non sono che de' giornalisti.
Volle anche farsi definitore dogmatico nel famoso catechismo. Già
negli articoli organici soggiunti al concordato, aveva imposto non
vi sarebbe che una sola liturgia, un solo catechismo per tutte le
chiese di Francia. Roma, che ama l'unità, non disgradì questa
determinazione. Napoleone, non volendo allora cozzar subito col
papa che l'avea coronato, incaricò di stenderlo un teologo
italiano, addetto alla legazione del cardinale Caprara: ma
avendolo fatto male, l'abate Emery suggeriva di prender il
catechismo di Bossuet, prelato pel quale Napoleone mostrava la più
gran venerazione non per altro se non perchè pareagli ligio a
Luigi XIV. Nella spiegazione del quarto comandamento del decalogo
si era sempre stati contenti d'impor l'obbedienza in generale; e
il catechismo di Bossuet diceva: «Il quarto comandamento impone di
rispettar tutti i superiori, pastori, re, magistrati e altri», nè
di più avea preteso l'imperioso Luigi XIV. Qui bisognò far un
intero capitolo sopra l'obbedienza dovuta ai principi, poi
scendere in particolare a Napoleone I (_Qui s'inserisca la nota_ 6
di p. 558).
Il cardinale Caprara, allora legato pontifizio, non sapeva più
contraddir nulla all'imperatore: e sebbene, allorchè primamente ne
fe motto, il cardinale Consalvi avesse apertamente disapprovato il
catechismo inviato a Roma, e detto che non si poteva imporlo a
tutti i vescovi, e tanto meno conveniva all'autorità secolare
arrogarsi una facoltà, da Gesù Cristo confidata solo alla Chiesa e
al suo vicario, il Caprara tenne celata tale disapprovazione, e il
catechismo apparve come autorizzato dal nunzio nell'agosto 1806,
benchè alcuni vescovi trovassero esorbitante la parte che
l'imperatore si assumeva nelle cose ecclesiastiche.
Pag. 568, linea 4 ultima, aggiungi:
Aggiungasi il Paciaudi, teatino torinese, bibliotecario di Parma e
istigatore o stromento del Dutillot nelle riforme religiose e nel
perseguitare i Gesuiti, che chiamava mercanzia pestifera. Giovan
Battista Riga, avvocato fiscale, scrisse sulle parole di Cristo
_Regnum meum non est de hoc mundo_, e per sostenere il matrimonio
de' preti.
Pag. 601, linea 21, aggiungi:
«La rivoluzione non è che la guerra contro Cristo e contro
Cesare... Non equivoci, non incertezze o confuse dottrine
semi-cattoliche, semi-cristiane, semi-pontificali. Adori pure
ciascuno in casa propria i suoi idoli, i suoi penati: la religione
della rivoluzione è quella che divinizza l'uomo, la sua ragione, i
suoi diritti, disconosciuti, insultati dalla Chiesa... L'Europa ha
intimato a Roma una guerra di religione, nè potremo avanzare d'un
passo senza rovesciare la croce». La stessa guerra egli vuole
intentata ai principi, perocchè «chi lavora pel re lavora per la
ristaurazione della Chiesa: Cristo, Cesare, il papa, l'imperatore,
ecco le quattro pietre sepolcrali della libertà italiana... Ultimo
termine del progresso la legge agraria e l'irreligione, cioè la
progressiva propagazione della scienza che si sostituisca alle
favole del culto e alle contraddizioni fatali della metafisica»
(_Della Federazione Italiana_).
Pag. 614, alla linea 11 ultima, mettasi in nota
(1) Avendo Buchez, nell'Européen, ottobre 1836, detto che Mazzini
avea tolta da lui l'idea della sua _Giovane Italia_, Mazzini
negollo perchè Buchez ammetteva il dogma cristiano e professava
riverenza pel papato, mentre «la scuola ch'io cercava promuovere
respingeva fin dalle prime linee ogni dottrina di rivelazione
esterna, e sopprimeva deliberatamente fra gli uomini e Dio ogni
sorgente intermedia di vero, che non fosse il genio affratellalo
colla virtù, ogni potere esistente in virtù d'un preteso diritto
divino, monarca o papa».
Più esplicitamente Mazzini spiegò gl'intenti della rivoluzione
nell'ottobre 1867, quando Garibaldi assaltava Roma. «Quando noi
ripiglieremo Roma, sarà per dissolvere il papato, e a vantaggio
dell'umanità intera proclamare l'inviolabilità della coscienza,
che la Riforma del XV secolo acquistò solo per mezza Europa, e
anche là ne' limiti della Bibbia... Fa più di trent'anni, io
scrissi che il papato e il cattolicesimo erano due lampade estinte
per mancanza d'olio, cioè del dogma di cui viveano. Il tempo
confermò il mio giudizio. A quest'ora il papato è un cadavere, che
nulla può galvanizzare. È la maschera inanimata d'una religione...
Destituita da ogni sentimento del dovere, d'ogni potenza di
sagrifizio, d'ogni fede nel proprio destino, il papato perdette
ogni fondamento morale, e il suo fine, la sua sanzione, la sua
fonte d'azione. Perciò spira. Ed è un dovere di proclamarlo senza
reticenze ipocrite, senza ambagi, senza fingere di riverir ancora
ciò che s'attacca, senza dividere il problema, invece di
scioglierlo. Per noi tutti, cui sta a cuore d'edificar la città
dell'avvenire e concorrere al trionfo della verità, è un dovere di
guerreggiar il papato, non solo nel poter temporale, giacchè
questo non vi sarebbe modo di ricusarlo al rappresentante
riconosciuto di Dio sulla terra... Quei che osteggiano il principe
di Roma, professando venerare il papa, ed esser cattolici sinceri,
sono convinti di contraddizione flagrante o d'ipocrisia. Quei che
pretendono ridur il problema a Chiesa libera in Stato libero, sono
o stretti da sciagurata timidità, o spogli d'ogni convinzione
morale... Estinta che sia ogni credenza nella vecchia sintesi, e
stabilita la credenza in una sintesi nuova, lo Stato diverrà la
Chiesa... Lo Stato incarnerà in sè un principio religioso, e sarà
il rappresentante della legge morale nelle diverse manifestazioni
della vita». Cioè lo Stato unirà in sè il potere spirituale e il
temporale, come quel papato, che ebbe «una missione sì grande e sì
santa, che che ne dicano oggi i fanatici della ribellione,
falsando la storia, e calunniando nel passato il cuore e lo
spirito dell'umanità».
INDICE ALFABETICO
Accademia di Vicenza, III, 156.
— di Modena, II, 155.
— di San Geminiano, II, 438.
Achilli, III, 575.
Aconzio Jacobo, III, 82.
Adriano VI, I, 355.
Agostino Trionfo, I, 161.
Agostino (S.), sua dottrina sulla Grazia, III, 374.
Alacoque Margherita, III, 464.
Albani Giovanni Girolamo, II, 341.
Alberto Pio, I, 342.
Albigesi, I, 105.
Alciato Gian Paolo, II, 483.
Aleandro, I, 307, 345; II, 257.
Alessandro VI, I, 222.
Alessandro VII, III, 314, 364.
Alfieri, III, 408.
Altoviti, III, 208.
Ammirato III, 120.
Anagrammi, III, 301.
Antitrinitarj, I, 39; II, 481.
— in Valtellina, III, 216.
Aonio Paleario, _vedi_ Paleario
Aosta (val di), III, 735.
Apologisti (primi), I, 20, 38.
— contro i protestanti, I, 306-327;
— odierni, III, 647.
Appia Paolo, III, 353, 582.
Ariani, I, 39.
Archinti, vescovo, III, 236.
Aretino Pietro, I, 394; II, 9, 33.
Arnaldo da Brescia, I, 61; III, 690.
Asselineau, III, 181.
Assonico, III, 151.
Astorini Elia, III, 63.
Astrologia, II, 369.
Aurora, III, 390.
Ausonia (Società), III, 614.
Ausonio Franchi, III, 600.
Autorità della Chiesa, I, 18, 332.
Autorità pontifizia, II, 255.
Autorità ed esame, I, 312.
Averroè, I, 173; III, 145;
e san Tommaso, I, 101.
Avignone, III, 356.
Bacone, III, 322.
Bajo, III, 376.
Ballerini, fratelli, III, 469.
Balsamo detto Cagliostro, III, 399.
Barbaro Daniele, II, 246.
Barletta, I, 207.
Barnabiti, II, 294.
Baronio, II, 284; III, 718.
Barozzi, III, 142.
Bartolomeo (frà) di Venezia, III, 131.
Basilea, III, 82.
Beccaria, III, 84, 88.
Bedell, III, 182.
Bellarmino, III, 121, 330.
Bembo, II, 32;
sue allusioni gentilesche, I, 189.
Benedetto (S.), I, 29.
Benedetto XIII, III, 441.
Benedetto XIV, III, 443.
Benefizj accumulati, I, 202.
Benefizio della morte di Cristo, I, 380.
— suo autore, II, 454.
Belluno, suoi eretici, III, 161.
Beni ecclesiastici, I, 325.
Benvoglienti, II, 451.
Bergamo, suoi eretici, III, 136, 151.
Bergantini, III, 206.
Bernetti, III, 560.
Berni, I, 398.
Berti Gian Lorenzo, III, 468.
Bertini, III, 645.
Betti Francesco, III, 82.
Biandrata Giorgio, II, 486.
Bibiena, I, 251.
Bibbia, libera interpretazione di essa, I, 289; III, 303;
suoi volgarizzamenti, I, 287;
lavori antichi su di essa, I, 290.
Bibbia, sua autorità, II, 253.
— clementina, 283.
Boccalini, III, 205, 325.
Bodino, II, 380.
Bolgeni, III, 485.
Bolla _in Cœna Domini_, III, 113, 118.
— _Quanta cura_, III, 650.
— _Auctorem fidei_, III, 479.
Bollario, II, 284.
Bolle contro gli streghi, II, 385.
Bonafede, III, 411.
Bonavino, III, 600.
Bonfadio, II, 424: III, 149.
Bonifazio VIII, I, 139.
Bonomo, II, 291.
Borri G. Francesco, III, 329.
Borromeo Carlo (S.), II, 237, 289; III, 37, 89, 227, 370.
— Opinione sua sugli streghi, 387.
Borromeo Federico, III, 91, 117.
Borrone Broccardo, III, 229.
Bossuet, III, 203, 350, 364.
Bottero, III, 120.
Brescia, suoi eretici, III, 149.
— nel secolo passato, III, 466.
Broccardo, III, 141.
Bruccioli Antonio, II, 436.
Bruno Giordano, III, 53, 301, 319, 321, 726.
Buonaparte in Italia, III, 516.
Burlamacchi, II, 468.
Cabalisti, I, 370.
Cagliostro, III, 399.
Calandrino, III, 236.
Calderini, III, 149.
Calendario riformato, III, 6.
Calvinismo in Francia, III, 13.
Calvino, I, 319.
— a Ferrara, II, 90.
— sua intolleranza, II, 97.
— e Sadoleto, II, 152.
Campeggi, II, 345; III, 705.
Canton Ticino, III, 84.
Campanella, III, 64, 322.
Cappuccini, II, 293.
Caraccioli Luigi Antonio, III, 387.
Caracciolo Antonio, storico dell'inquisizione, II, 347, 455;
III, 27.
Caracciolo Giovanni Antonio, III, 12.
Caracciolo Galeazzo, II, 79; III, 715.
Caracciolo Giovanni perseguita i Valdesi, III, 354.
Caraffa cardinale, II, 12.
Carboneria, III, 609.
Cardano Girolamo, II, 37, III, 47.
Carlo V, I, 356; II, 232.
— sua coronazione, I, 367.
— sua fine, II, 324.
Carlo Emanuele, III, 360.
Carnesecchi, II, 172, 422; III, 161.
Cano Melchior, III, 112.
Caro, lite col Castelvetro, II, 155.
— Giudizio del Balzac, II, 199.
Carpzovio confuta i Socciniani, II, 490.
Carranza, II, 325.
Cartesio, III, 317.
Casa di Savoja, suoi intenti, III, 421.
Caspano, III, 215.
Castalion, III, 254.
Castelvetro, II, 135 e seg.: III, 718.
— sue liti col Caro, II, 167, e processo, 168.
Casti Giovanni Battista, III, 493.
Catechismo, II, 282.
Catechismo di Napoleone, III, 523, 558.
— di Garibaldi, III, 633.
Caterina De Medici, II,76; III, 11.
Caterina da Siena, II, 30.
Caterino Politi, I, 339; II, 59.
Cavalieri Bonaventura, III, 312.
Cavour, III, 564, 573, 615.
Cecco d'Ascoli, I, 149.
Celestino V, I, 139.
Celsi Mino, II, 463; III, 224.
Censura de' libri, I, 245; II, 277.
— a Venezia, III, 143.
Cellario Francesco, III, 226.
Citolini, III, 149.
Cittadini Celso, III, 342.
Chateaubriand, III, 526.
Chiavenna, III, 214.
Chiesa, sua fondazione e stabilimento, I, 15.
— sua definizione, II, 271.
— e impero, I, 47, 51, 56, 68.
— e Stato, III, 125, 315.
Chiesa libera in libero Stato, III, 539.
Cherici regolari. II, 12, 294.
Chieccarelli, II, 360.
Classici autori tollerati, II, 285.
Clemente VII, I, 362.
Clemente VIII, III, 52.
Clemente XI, III, 441.
Clemente XII, III, 442.
Clemente XIV, III, 445.
Clero primitivo, I, 26.
— sua autorità civile, I, 46, 334.
Commendone, I, 352; II, 66, 239, 488.
Comunione, II, 270.
Como, suoi eretici, III, 48.
Colloquio di Poissy, II, 76.
Colonna, _vedi_ Vittoria Colonna.
Concilj, II, 231.
Concilio primo, I, 40.
— di Costanza, I, 165.
— di Basilea, I, 166.
— di Firenze. I, 467, 295.
— di Pisa, I, 243.
— di Laterano V, I, 243.
— di Trento, suoi preludj, I, 371; II, 234.
— sue difficoltà, 242, 260;
sue decisioni, 248;
è chiuso, 256;
suoi narratori, 263.
— relazioni toscane, II, 441.
Concilio di Pistoja, III, 473.
— di Parigi, III, 522.
Concilio Novemvirale, II, 7.
Concina, III, 379.
Concini, II, 391.
Concordati, III, 123.
— loro natura. III, 563.
Concordato colla Francia, III, 518.
— con altre potenze, 523.
— coll'Austria, 525.
Concubinarj lombardi, I, 55.
Confessione retica, III, 219.
Confessione dei Valdesi, III, 352.
Congiura del Campanella, III, 68.
Congregazioni romane, III, 9.
Contarini, I, 314, 338; II, 71, 79, 258, 269.
Contarini Niccolò, III, 202.
Controversie odierne, I, 328; III, 569.
Conversioni, III, 295, 312.
Cortese Gregorio, II, 148, 165.
Cosimo I De Medici, II, 25, 418.
Costituzione civile del clero francese, III, 480.
Cremona, suoi eretici, III, 49.
Cremonino, III, 145, 302.
Cristo. Sua missione, I, 16.
Cristianesimo. Sua diffusione, I, 23.
— Suoi effetti morali e sociali, I, 24.
Crociate, I, 60.
— contro gli Albigesi, I, 105.
Crudeli Tommaso, III, 433.
Culto nei primi tempi, I, 25.
— dei Santi, III, 453.
Curione Celio, II, 102, 129, 137, 204.
Cuor di Gesù, III, 454.
Cusa (Nicolò da), III, 278.
Da Porto, II, 155, 163, 165, 169.
Dante eretico, I, 145; III, 699.
— e Bonifazio VIII, I, 143.
— sua ortodossia, 149.
Davanzati, II, 305.
Davila Caterino, III, 16.
Decretali false, I, 59; III, 112.
De Dominis, III, 190, 207, 325.
D'Este Ippolito, II, 264.
Della Casa, II, 116, 133; III, 132.
Della Porta Egidio, I, 391.
Della Porta Giambattista, II, 374.
De Maistre, III, 525.
Democrazia favorita dai teologi cattolici, II, 17.
Demonio. Suo culto, II, 393.
De Poggi, III, 558.
De Porta, III, 253.
Deposizione dei re, III, 127.
De Potter, III, 460.
Devozione, III, 462.
Devozioni in Siena, II, 34.
Diodati, II, 474, 480; III, 182, 183.
Dolcino (frà), I, 133; III, 699.
Döllinger, III, 567.
Domenicani, I, 92.
Domenichi Lodovico, II, 435.
Dominio temporale, I, 46, 157; III, 543, 730.
Donazione di Pepino, I, 50.
Doni Anton Francesco, II, 435.
Duchi di Savoja attentano alla libertà di Ginevra, III, 93, 98.
— perseguitano i Valdesi, III, 357.
— loro aspirazioni e politica, III, 343.
Dutillot, III, 439.
Duplessis-Mornay, III, 182, 200.
Egidiane istituzioni, I, 157.
Eglino Tobia, III, 222.
Einsiedlen, III, 257.
Emanuele Filiberto, III, 358, 738.
Enciclopedia, III, 386;
italiana, 412.
Engadina. Il Vergerio vi predica, II, 127.
Enoch, II, 270.
Enrico IV, III, 17, 24.
— e Venezia, III, 185.
Erasmo, I, 243, 261.
Eresia demoniaca, II, 364.
— politica, III, 516, 739.
— scientifica e letteraria, I, 171.
— luterana; I, 274.
Eresie de' primi secoli, I, 37.
— Leggi civili contro di esse, I, 104.
Esame ed autorità, I, 312.
Esegesi, fin dove si stende, I, 294, 313.
Evangelio eterno, I, 121; III, 332, 796.
— di san Giovanni, III, 629.
Evangelici odierni, III, 572.
Fannio, II, 344.
Fatinelli, II, 475.
Febronio, III, 432.
Fede e ragione, I, 17, 21.
Fede e scienza, III, 284.
Federico Barbarossa, I, 236.
Federico II, I, 64, 117.
Feolini, III, 558.
Ferrara. Sua prosperità, II, 88;
suoi eretici, II, 90.
Ferrari, III, 100, 600, 741.
Ficino, I, 179, II, 375.
Filippo II, II, 322.
Filosofia e teologia, III, 284.
Filosofia, definita da Pio IX, III, 629.
— della Storia, III, 646.
Filosofismo francese, III, 384.
Fiordibello Antonio, II, 154.
Fiorentini, loro religiosità, II, 416.
Flacio Matteo, III, 161.
Flagellanti, I, 163.
Flaminio Marcantonio, I, 399; III, 26, 706.
Folengo, III, 48.
Foscarari Egidio, II, 192.
Framassoni, _vedi_ Massoneria.
Francescani, I, 90, 205.
Francesco (S.), I, 90.
Francesco (S.) di Sales, III, 359.
Francesco I, II, 233.
— perseguita gli eretici, II, 87.
Francia (I riformati in), III, 10.
Frati, _vedi_ Monaci.
Fraticelli, I, 123; III, 697.
Friuli, suoi eretici, III, 160.
Fuentes (forte di), III, 232.
Fulgenzio (frà) Micanzio, III, 181.
Gaetano (S.), II, 11; III, 17.
Gaetano (conte) di Ruggero, II, 391.
Galiani, III, 387.
Galileo, III, 275, 317, 794.
Gallicanismo, III, 380.
Garibaldi, III, 619.
Gavazzi, III, 580, 591.
Gentile Valentino, II, 482.
Gentile Alberico, III, 120.
Gerarchia ecclesiastica, I, 26, 337.
Gerdil, III, 412.
Gesuati, II, 64.
Gesuiti, II, 14.
— tacciati di lassismo, III, 377.
— aboliti, III, 442.
Gesuita moderno, III, 535.
Ghibellini e Guelfi, I, 163.
Ghirardini, III, 101.
Ghislieri Michele, II, 340; III 48, 405.
Giannone, II, 359; III, 76, 424.
Giansenisti, III, 377, 468.
Ginevra, III, 92, 625, 626, 738.
Gioachimo (abate), I, 121; III, 382, 695, 696.
Gioberti, III, 268, 526, 533, 593, 703.
Giornali, III, 648.
Giulio II, I, 240, 260.
Giovane Italia, III, 613.
Giulio III, II, 21, 241.
Giulio da Milano, III, 213.
Giunti stampatori, II, 435.
Giuramento, III, 522.
Giuramento politico, III, 490.
Giuseppe II avverso agli ecclesiastici, III, 438.
— al conclave, 444.
Giustificazione, I, 285, 310, 315, 385; II, 249.
— sulla opinione del Morone, II, 177, 249.
Giurisdizione (conflitti di), III, 112.
Gnostici, I, 322.
Gonzaga, III, 48.
— Giulia, II, 359; III, 710.
— Luigi, II, 14.
Gorizia, suoi eretici, III, 161.
Grattarola, III, 151.
Gravina, III, 323.
Grazia (teorie sulla), III, 374.
Grisellini, III, 206.
Gregorio Magno, I, 42.
Gregorio VII, I, 54.
Gregorio XIII, III, 5.
Gregorio XVI, III, 530.
Gribaldi Matteo, II, 484.
Gribaldo, III, 98.
Grigioni, III, 211.
Grillenzoni (famiglia), II, 154, 163.
Guadagnini, III, 468.
Guastaldi, traditore del Giannone, III, 428.
Guelfi e Ghibellini, I, 63.
Guerre civili in Francia, III, 16.
Guerrieri Giuseppe, III, 410.
Guglielmina, I, 114, III, 691.
Guicciardini, I, 192; III, 681.
Guidiccioni, II, 467; III, 709.
Hegel, III, 597, 598.
Hobbes, III, 321.
Huss, I, 164.
Hutten, I, 259; III, 701, 704.
Iconoclasti, I, 43.
Ignazio da Lojola, II, 12.
Illuminati, III, 393.
Imitazione di Cristo, I, 401.
Impero e Chiesa, I, 47, 51, 56, 68 e passim.
Impostori (i tre), I, 66.
Indice (Congregazione dell'), II, 277.
Indulgenze, I, 275.
Infallibilità del papa, III, 381.
Inghilterra (italiani in), II, 72.
Inni corrotti, II, 282.
Innocenzo III, I, 64.
Innocenzo XI, III, 316.
Inquisizione. Sua origine, I, 103; II, 311.
— Sue procedure, I, 107.
— Distinzione fra la romana e la spagnuola, II, 319.
— Respinta dai Napoletani, II, 327.
— dai Milanesi, III, 39.
Inquisizione (manuale dell'), III, 292.
— Sue sentenze, III, 305.
Inquisizione in Firenze, II, 418, 437.
— in Siena, 453.
— a Malta, in Sardegna, III, 434.
— a Napoli, III, 28, 438.
— in Toscana, III, 433.
Intolleranza de' Protestanti, II, 316; III, 109.
Investiture (guerre delle), I, 58.
Isolano Isidoro, III, 49.
Italiani a Ginevra, III, 96, 103.
Jacobone da Todi, I, 127.
Kandler, III, 253.
Kaunitz, III, 455.
Keplero, III, 276, 293, 301, 303.
Kind, III, 258.
Lacordaire e Roma, III, 339.
La Farina, III, 562.
Lainez, II, 255.
Laudi Ortensio, III, 44.
Lazise Paolo, III, 158.
Lazzarini, III, 604.
Lega Borromea, III, 91.
Legazia di Sicilia, III, 126, 439.
Legendarj, I, 297.
Leibniz, III, 322.
Lentulo Scipione, III, 222.
Leon X, I, 250.
Leon XII, III, 529.
Lesdiguières, III, 361.
Leti Gregorio, III, 8, 46, 97, 178.
Liberalismo cattolico, III, 326.
Liberi pensatori, I, 325; III, 594.
Libero arbitrio, I, 297.
Libero arbitrio, tragedia, III, 154.
Libertà e religione, II, 274.
— di culto, II, 315.
Libertà Gallicane, III, 380.
Libri Guglielmo, III, 303, 312.
Libri proibiti in Toscana, II, 438.
Liguori, III, 410.
Lisia Fileno, II, 157.
Lismanin Francesco, II, 501.
Llorente, II, 321, 323.
Locarno, Chiesa eretica, III, 84.
Lodovico il Bavaro, I, 159.
Lomelli, II, 288.
Lombardia. Suoi eretici, III, 32, 722.
Lucar Cirillo, II, 501.
Lucca. Suoi eretici, II, 466.
— Suoi profughi, 470, 472, 478, 479. III, 720.
Ludovici Francesco, III, 145.
Luigi Gonzaga, II, 14.
Luigi XIV, III, 315, 364.
Lullo Raimondo, III, 75.
Lutero, I, 272.
— avverso all'Italia, 282, 306.
— sue variazioni, 304.
— colloquj suoi col Vergerio, II, 106.
Mac Crie, II, 360.
Machiavello, I, 193; III, 321.
Maestro del sacro palazzo, I, 296.
Magalotti, III, 383.
Magia, II, 364.
Mainardo Agostino, II, 129; III, 216, 218, 221, 224.
Malacrida Gabriele, III, 435.
Mamachi, III, 471, 490.
Manfreda, III, 693.
Manicheismo, I, 76.
Manzoni Francesco, III, 408.
Manzoni Alessandro, III, 272, 526.
Maometto, I, 59.
Marchetti, III, 409, 479.
Maresio Giulio, III, 161.
Maria Vergine. Suo culto, I, 89; III, 462.
Maria Stuarda, III, 14, 55.
Marini Giambattista, III, 23.
Marot, II, 101.
Marsiglio Giovanni, III, 181.
Martinengo Celso, II, 487; III, 35, 150.
Martino V, I, 164.
Massoneria, III, 391.
— penetra in Italia, 395.
— odierna, 608.
Mastrofini, III, 488.
Matilde contessa, I, 58.
Matrimonio civile, II, 252, 271.
Matrimonio de' preti, I, 71.
Maturo Bartolomeo, III, 49.
Mazzarella Teofrasto, III, 159.
Mazzini, III, 613, 742.
Mazzoleni, II, 257.
Medici Cosimo I, III, 14.
Melantone e Sadoleto, II, 151, 717.
Menghi, II, 374.
Meriti, II, 183, 269.
Mermillod, III, 102.
Mesolcina, III, 87, 88.
Miceli, III, 411.
Michelangelo, I, 254, 395.
Michele (frà) della Marca, I, 133.
Michele (frà) da Cesena, I, 124.
Milano. I concubinarj, I, 55, i Patarini, 79.
— respinge l'inquisizione spagnuola, III, 39.
Miracoli, I, 336; III, 623.
Mistici, I, 121, 160, 149, 409; III, 333.
Mitologia cristiana, I, 349.
Modena, suoi uomini illustri ed eretici, II, 148.
Moffa, II, 484.
Molina, III, 376.
Molinos, III, 333.
Mollio, II, 338; III, 718.
Monaci, I, 29; II, 293.
— mendicanti, I, 90.
— degenerati, I, 204.
Monarchia siciliana, III, 126, 439.
Moneglia, III, 411.
Monita secreta, III, 204.
Montano Giovanni Fabrizio, III, 88.
Morata Olimpia, II, 96; III, 715.
Morone cardinale, II, 164 e seg.
— Suo processo, 171, 414.
— Sue lettere, II, 258.
Morosini Andrea, III, 182.
Morti, suffragi, II, 272.
Moto della terra, III, 277.
Monson (trattato di), III, 247.
Muralto, III, 84.
Muratori, II, 302; III, 100, 409.
Musica sacra, II, 281.
Musso Cornelio, II, 247.
Muzio, I, 340; II, 48; III, 166, 253.
Muzzarelli, III, 412.
Napoli. Suoi eretici, II, 331; III, 25.
— Quistioni giurisdizionali, III, 117.
— ricusa l'inquisizione, II, 327.
Negri Francesco, III, 153.
Neoguelfi, III, 528.
Neri Filippo, II, 295.
Niccolini ambasciadore, III, 289.
Nifo, I, 183.
Non intervento, III, 531.
Nuytz, III, 538.
Ochino, II, 29, 269; III, 96, 319, 711.
Oliva Antonio, III, 332.
Opere e Meriti, II, 183.
Opposizione ai predicanti, III, 587.
— ai moderni eterodossi, III, 642.
Oratorj, II, 309.
Orelli, III, 84.
Orsi Agostino, III, 470.
Paccanari, II, 20.
Pacio Giulio, II, 484.
Padova, suoi eretici, 144.
Paganizzamento del secolo XV, I, 171.