Morta!
L’incredibile notizia percorse rapidamente il piccolo paese. Non si
voleva credere. Le donne accorsero, per vederla, seguite dai fanciulli
e tutti piangevano.
L’avevano trovata al mattino sulla soglia della sua camera, riversa,
fredda.
— Come mai, — chiedevansi l’un l’altra, — se la sera antecedente si
era ritirata presto ed ora ella era vestita per intero e il letto non
appariva tocco?
Aneurisma, — era stata la sentenza del dottore; ma le donne si
guardavano tra loro con un brivido ed a quella parola incomprensibile
facevano seguire un’interrogazione: Perchè?
Composta amorosamente sulle coltri era bella di una bellezza arcana non
mai vista. Le sue ciglia abbandonando la luce sembravano chiuse sopra
la dolcezza suadente di un sogno.
— In vita non aveva questa espressione beata, — osservò una delle donne.
— No, si direbbe che ora è felice.
Alcuni fanciulli che erano andati in cerca di rami d’abete entrarono
in punta di piedi e ne copersero il letto. La piccola Maria recante
un fascio di ciclamini si accingeva a coronarne il guanciale, ma si
interruppe con una esclamazione di sorpresa:
— Ha degli aghi di pino nei capelli!
— E in basso alla gonna! — confermò un fanciullo.
. . . . . . .
Un silenzio religioso si fece nella camera. Di nuovo le donne
guardarono la morta e si guardarono tra loro, colpite dalla sensazione
di quel mistero che non sapevano spiegare, che stava sospeso sul bel
cadavere a guisa di nube adunata dagli angeli per difendere il segreto
che l’aveva spenta.