con traboccante agitazione,

L'INVASORE

_Questo dramma che qui è pubblicato nel testo integrale[1] fu

rappresentato per la prima volta a Milano dalla Compagnia Talli-Melato

al Teatro Olympia nell'estate del 1915._

_Interpreti principali: Maria Melato, Wera Podrecca, Pina Camera, Febo

Mari._

ANNIE VIVANTI

L'INVASORE

DRAMMA IN TRE ATTI

MILANO

Dott. RICCARDO QUINTIERI — Editore

Corso Vitt. Emanuele, 26

Opere di ANNIE VIVANTI

LIRICA L. 4. —

I DIVORATORI (Romanzo) » 3.50

CIRCE (Il romanzo di Maria Tarnowska) » 3.50

L'INVASORE (Dramma in tre atti) » 3. —

PROPRIETÀ LETTERARIA.

I diritti di riproduzione, di traduzione, di rappresentazione

e di esecuzione sono riservati per tutti i paesi, compresi

la Svezia, la Norvegia, l'Olanda.

_Copyright by Annie Vivanti Chartres 1915._

Per ottenere il diritto di rappresentazione rivolgersi alla

Società Italiana degli Autori, Corso Venezia, 6 — Milano.

Tipografia «MINERVA» — Via Fontana, 16 — Milano — Luglio 1915

_PERSONAGGI._

FLORIAN AUDET — Tenente di Cavalleria.

IL CAPITANO FISCHER }

IL TENENTE VON WEDEL } Ufficiali dell'armata

IL CAPITANO GLOTZ } nemica.

IL TENENTE FELDMANN }

IL REVERENDO FRANK — Pastore Anglicano.

IL DOTTOR BELL.

DELIO AUSTIN — Tenente in un reggimento scozzese.

FRITZ — Cameriere.

CHÉRIE BRANDES.

LUISA BRANDES — sua cognata.

MIRELLA BRANDES — figlia di Luisa.

LA SIGNORA FRANK.

ANNA }

MARY } sue figlie.

JANE — Una infermiera della Croce Rossa.

NELLY }

LUCILLA }

GIOVANNA } Giovinette amiche di Chérie.

FANNY }

LINA — Cameriera.

Il primo atto si svolge nella casa del Dottor Brandes in un villaggio

di un paese belligerante. — Il secondo atto in casa del Reverendo

Frank, in Inghilterra. — Il terzo atto di nuovo in casa Brandes.

ATTO PRIMO

È sera.

Una sala d'entrata nella casa del Dottor GIORGIO BRANDES. Stile

fiammingo.

A sinistra al primo piano tre scalini coperti di tappeto rosso

conducono a un largo pianerottolo adorno di lampade elettriche e di

piante.

In fondo a sinistra la porta d'ingresso. Nel centro un largo

caminetto.

A destra verso il fondo una porta a due battenti con una tenda

drappeggiata e rialzata.

Al primo piano a destra una finestra.

LUISA BRANDES, una bella e giovine donna, siede in atteggiamento

d'abbandono su una poltroncina. Con le mani intrecciate e tese

davanti a sè essa guarda nel vuoto; un'espressione d'abbattimento e

di tristezza è sul suo volto.

Nel fondo MIRELLA — una fanciulletta di quattordici anni, in corta

veste chiara — s'affaccenda intorno a una tavola carica di fiori e

di dolci.

ATTO PRIMO.

MIRELLA

chiamando.

Lina! Lina! Dove sono i marrons glacés?

LINA

Una domestica dal viso duro e

inamabile appare sulla porta.

Sono lì.

Addita un piatto sulla tavola.

MIRELLA

Ma dove?

alzando il piatto.

Questi quattro miseri marroni, che paiono già rosicchiati?

LINA

Li avrà rosicchiati Lei. È tutto il giorno che li mangia.

Volta le spalle ed esce.

MIRELLA

Ma guarda un po' che impertinente!

Rivolgendosi a LUISA.

Mamma! Hai sentito come mi risponde Lina?

LUISA

con un sospiro distratto.

Che cosa c'è, cara?

MIRELLA

avanzandosi verso la madre col

piatto in mano.

Ha detto che i marrons glacés li ho mangiati io.

LUISA

sorridendo.

Sarà anche vero; no, cara?

MIRELLA

Quand'anche; Lina non deve permettersi di dirlo. Del resto io ne avrò

mangiato forse tre o quattro... o dodici... o così, ma non tutti.

LUISA

sorridendo.

Vedo difatti che ne restano quattro.

MIRELLA

contando sulle dita.

Uno per Chérie, uno per me, uno per te, poi vi sono le nostre invitate,

uno per Fanny... E per Giovanna, Lucilla e Nelly, niente! Sarà meglio

addirittura che non ce ne siano. Ti pare?

Li mangia.

Mamma! Cos'hai? Come sei triste!

L'abbraccia.

LUISA

Ah bimba mia! Come potrei non esserlo? Tuo padre lontano... le notizie

sempre più gravi....

MIRELLA

Mamma! stasera non pensare a malinconie. È la festa di Chérie e

vogliamo essere allegre. Anche papà se fosse qui avrebbe voluto che si

festeggiasse il compleanno di sua sorella, che adora tanto!... Ricordi?

L'anno scorso ha voluto che si ballasse. Vogliamo ballare anche

stasera.

LUISA

scattando.

No! Non si balla col nemico in casa.

MIRELLA

Nemico?

Sbigottita, guardandosi

intorno.

In casa? Dov'è questo nemico?

LUISA

È vicino, Mirella! è vicino! Tu non sai che cosa ci sovrasta.

MIRELLA

Non pensarci stasera, mamma! Non rattristare Chérie! Vedrai come s'è

fatta bella. Mette il vestito nuovo, tutto bianco! Sembra una sposa....

Carezzevole.

Tieni, mangia questo marron. È l'ultimo.

LUISA

No, cara, no. Chiama qui Fritz. Ho bisogno di parlargli.

MIRELLA

Vado.

Mettendo in bocca l'ultimo

marron.

Sai che anche Fritz mi fa uno strano effetto in questi giorni. È

scortese, quasi villano. Non risponde quando gli si parla...

LUISA

Sarà preoccupato anche lui, poveretto.

MIRELLA

E lo trovo sempre a sussurrare con Lina...

LUISA

indulgente.

Forse si vogliono bene. Avranno idea di sposarsi.

MIRELLA

ridendo.

Oh Dio!... Così brutti! Tutt'e due!

Corre alla porta.

Fritz... Fritz!

Al domestico che entra.

Andate dalla mamma.

FRITZ, un giovane servitore,

dall'aria fosca, quasi truce,

s'avvicina a LUISA mentre

MIRELLA aiutata da LINA

s'affaccenda ancora per poco

intorno alla tavola ch'è in

fondo alla scena. Indi MIRELLA

esce, seguita da LINA.

LUISA

un po' timida, a FRITZ.

Avete notizie? Vi sono novità?

FRITZ

Secco.

Nossignora.

LUISA

Non sapete nulla di nuovo?

FRITZ

Nossignora.

Ironico.

Eccetto quello che c'è nel giornale della sera.

Spiega un giornale e legge ad

alta voce.

«Si crede che il primo contatto tra i belligeranti avrà luogo nelle

vicinanze di Fléron. Il nemico s'avanza dal Sud Est numerosissimo.»

Appoggia con tono soddisfatto

sull'ultima frase.

LUISA

Disperata.

Ah, ho letto, ho letto!... Ma credevo che voi forse...

esitante.

... avreste avuto occasione di udire qualche cosa di più.

FRITZ

Io? Oh, nossignora.

Quando LUISA non lo guarda un

sorriso di scherno si disegna

sulle labbra di FRITZ.

LUISA

Ditemi ancora, ditemi — che cosa vi ha detto il signor dottore iernotte

quando partiva? L'avete lasciato nel treno, non è vero?

FRITZ

Sissignora.

LUISA

E che cosa ha detto?

FRITZ

freddo.

Che salutassi tutti.

LUISA

No, no! Ripetetemi le sue precise parole...

FRITZ

Ironico.

Ha detto: «Fritz, tu sei un servitore devoto e fedele...»

LUISA

Un poco timida e dubbiosa,

guardandolo.

È vero... è vero! Buon Fritz!

FRITZ

Sempre con un sorriso ironico

e sinistro.

Ha detto: «Lascio qui tutto ciò che ho di più caro.»

LUISA

commossa, congiungendo le

mani.

Ciò che ha di più caro!...

FRITZ

«Mia moglie, mia figlia e mia sorella.»

LUISA

Sì... sì... e poi?

FRITZ

M'ha detto: «Difendile, Fritz, se vengono quelle belve». Ha proprio

detto così: «quelle belve!».

Gli fiammeggiano gli occhi.

LUISA

ansante.

Sì!

FRITZ

«Difendile», ha detto, «difendile colla vita.»

LUISA

Impetuosa.

Ah! so che lo farete.

FRITZ

Sogghignando.

Eh, Signora, è facile a dirsi...

Un breve silenzio.

LUISA

sorridendo, con soavità.

Fortunatamente per il momento «le belve» non ci sono.

FRITZ

con velato sarcasmo.

No, no. Per il momento le belve non ci sono.

Volge lo sguardo verso la

finestra.

LUISA

Un poco impressionata

dall'atteggiamento quasi

minaccioso del servitore.

E poi... dicevate... il treno è partito...

FRITZ

secco.

Ma sì!

LUISA

sorpresa.

Come parlate?

FRITZ

Ho detto, sissignora, il treno è partito.

LUISA

sospirando.

Ah, mio Dio! Quale angoscia!... Chi l'avrebbe detto! Oggi è il 4

agosto. Dieci giorni fa nessuno pensava alla guerra.

FRITZ

Fissandola.

V'era chi ci pensava.

LUISA

Incredula, indietreggiando un

poco.

Da dieci giorni?

FRITZ

lentamente, con ferocia.

No. _Da dieci — anni._

Volta le spalle ed esce.

LUISA

smarrita, seguendolo con lo

sguardo.

Non capisco...

La porta si apre bruscamente.

LINA appare sulla soglia;

anch'essa ha l'aria quasi

insolente e il volto duro e

ostile.

LINA

Il signor tenente Audet.

Entra FLORIAN AUDET in

uniforme d'ufficiale di

cavalleria.

LUISA

Andandogli incontro, lieta e

sorpresa.

Florian! E come mai hai potuto venire?

FLORIAN

salutandola affettuosamente.

Ufficialmente... non sono qui. Sono in giro a portare degli ordini

urgenti... Devo tornar via subito. Giorgio dov'è?

LUISA

Angosciata.

È partito! Pensa, Florian, partito. Hanno mandato a chiamarlo d'urgenza

iernotte.

FLORIAN

Colpito.

E dove è andato?

LUISA

Preciso non lo sapeva neppur lui. Aveva ordine di recarsi al deposito

centrale a Tourgain. E di là l'avrebbero diretto a un'ambulanza da

campo.

FLORIAN

Per Dio!... Sapevo che mancavano i medici. Ma non credevo che Giorgio

partisse così presto.

Con inquietudine repressa.

Ma allora... siete sole voi altre tre? Voi, la piccola Mirella — e

Chérie.

LUISA

Sì. Siamo sole.

FLORIAN

Quasi parlando a sè stesso.

Per Dio!

LUISA

Paurosa.

Cosa c'è?

FLORIAN

Niente.

Una pausa.

LUISA

Incalzando.

Ma sì... che cosa pensi?

FLORIAN

parlando con lentezza grave.

Penso che dovrete avere coraggio.

LUISA

sconvolta.

Ah! Non dirmi di aver coraggio, che mi fai paura!

FLORIAN

ripetendo lentamente e con

enfasi significativa.

Luisa! Dovrete avere... _molto_ coraggio.

LUISA

spaventata.

Che cosa vuol dire?

FLORIAN

Vuol dire... che alle tre di questa mattina i nemici hanno passato la

nostra frontiera.

LUISA

Esterrefatta.

Hanno passato la frontiera?!

FLORIAN

Sì.

LUISA

Sono qui — nel nostro paese?

FLORIAN

Sono nel nostro paese.

LUISA

Dove?!

FLORIAN

A Verviers.

LUISA

A Verviers! A due ore di qui!...

Si copre il viso.

MIRELLA

Entra correndo con una scatola

di dolci a sorpresa in mano.

Oh, guarda... c'è Lolò!

Pone la scatola sulla tavola e

saluta FLORIAN afferrandogli

tutt'e due le mani e

scotendole da parte a parte

con gioia fanciullesca.

FLORIAN

squadrando la figuretta

leggiadra con occhi di

disapprovazione.

Oh, che lusso, Mirella! Che cosa c'è?

Ironico.

Un ballo?

MIRELLA

Ma... la festa di Chérie! Non sei venuto apposta?

FLORIAN

amaramente.

La festa di Chérie! È vero!... La festa di Chérie!

Si accascia su una seggiola.

MIRELLA

Ma che Lolò! L'avevi dimenticato? Adesso glielo vado a dire. Vedrai che

cosa ti farà!

FLORIAN

Passandosi la mano sulla

fronte.

Dov'è?

La sua gravità contrasta

coll'inconscia gaiezza della

fanciulla.

MIRELLA

È disopra che si veste. Si fa una bellissima pettinatura, tutta a

girigoggoli che pare una torta!

Fa per correre via.

FLORIAN

Trattenendola.

No! non dirle niente... Tanto devo andarmene subito. Ma tornerò.

MIRELLA

Distratta, guardando la

tavola.

Tornerai davvero?

D'improvviso.

Oh, guarda un po' quella Lina!... Ha dimenticato l'aranciata.

Corre fuori a sinistra.

FLORIAN

Quanta incoscienza!

A LUISA.

Ma non dovreste avvisarle di ciò che accade... di ciò che le minaccia?

LUISA

Smarrita.

Non so! non so! Giorgio mi ha detto di non spaventarle...

FLORIAN

Ma voi fate festa così, mentre...

LUISA

Oh! Io non faccio festa, Florian! Del resto non vengono che due o

tre piccole amiche di Chérie... Non mi è parso il caso di vietarlo...

rattristarla proprio oggi, che è il suo compleanno.

Una pausa.

E si era comperata apposta per stasera una veste nuova...

FLORIAN

Alzandosi e camminando in su e

in giù.

Le donne!... Che strane creature! Il disastro è alle porte, il mondo

crolla sotto a una immane calamità... ed esse, perchè hanno delle vesti

nuove — ballano!

LUISA

Credi che non dovrei permetterlo?... Manderò a dire a quelle bimbe...

FLORIAN

Ma no... ma no! Lasciatele ballare! Povere creature. Verrà l'ora del

pianto!... Anche troppo presto.

Stendendole la mano.

Addio. Vado a portare questi due messaggi. Ma se posso, tornerò,

non fosse che per un istante, a salutare Chérie. Se non tornassi...

ditele...

commosso.

... ditele che le faccio tanti auguri.

LUISA

Glielo dirò.

FLORIAN

Ditele...

Con improvvisa decisione

Ah! ma tornerò. Farò in modo di tornare.

Le bacia la mano ed esce

rapidamente.

LUISA resta sola qualche

istante immobile e pensierosa.

MIRELLA

Rientrando.

Ecco! Se non ero io, non c'era l'aranciata!

Depone sulla tavola una

caraffa d'aranciata.

LUISA

Mirella... senti, bambina mia.

MIRELLA le va vicino e

LUISA la cinge col braccio

amorosamente.

Se mandassimo a dire alle ragazze di non venire? Ti dispereresti?

MIRELLA

Interdetta.

Di non venire?

LUISA

Tu non capisci, cara, come è grave il momento in cui ci troviamo.

Questa guerra...

MIRELLA

Oh, mamma! Avevi promesso che fino a domani non ne parlavi più. Vuoi

guastar tutto? Vuoi far piangere Chérie? Eccola! Guarda come s'è fatta

bella!

CHÉRIE

Vestita tutta di velo bianco

è apparsa sul pianerottolo in

cima ai tre scalini.

Signora cognata... signora nipote... ammiratemi!

Fa una riverenza e scende con

gesto di danza i tre scalini.

Ma che faccie avete!... Dei bronci lunghi così...

a MIRELLA.

Che cosa è stato?

MIRELLA

Alzando le spalle.

Oh! È per questa noiosa guerra...

CHÉRIE

Con aria di sollievo.

Oh... la guerra?...

crolla anche lei le spalle.

Temevo peggio! Credevo che tu ne avessi fatta qualcuna delle tue.

Va da LUISA, graziosa e

sorridente.

Luisa!... dà un bacio a tua cognata — diciottenne!

L'abbraccia.

E non pensare a malinconie.

LUISA

Ma cara, cara! Nè tu nè Mirella capite...

CHÉRIE

No, no, no! Stasera non vogliamo capir nulla! Domani, domani capiremo

tutto. Pensa che non si compiono i diciott'anni che una sola volta

nella vita.

MIRELLA

Oh, per quello, anche i quattordici non si compiono che una volta.

Avrei potuto dirlo anch'io in Aprile.

Abbraccia anche lei LUISA.

CHÉRIE

rincorrendo Mirella.

Gelosa!

MIRELLA

fuggendo.

Cattiva!

Si volta e getta le braccia

intorno al collo di CHÉRIE.

CHÉRIE

Facendo un giro di ballo con

lei.

Io ho diciott'anni! Io ho diciott'anni...

MIRELLA

cantando.

Io ne ho quattordici....

LUISA

Chérie! Chérie, senti! Ho un messaggio per te.

CHÉRIE

smettendo di ballare.

Da chi?

LUISA

Da Florian Audet.

commossa.

CHÉRIE

Da Lolò? È stato qui?

LUISA

È stato qui un istante solo. Ma ha detto che se può, tornerà a

salutarti.

CHÉRIE

Confusa e felice.

Tornerà!

MIRELLA

Per farle dispetto.

Ma forse non potrà.

CHÉRIE

Perchè no?

LUISA

Il suo squadrone deve partire da un momento all'altro. Sono già

accampati sulla riva del fiume in attesa d'ordini.

CHÉRIE

Oh, povero Lolò! Avrei voluto vederlo.

Abbassa il capo trastullandosi

col ventaglio.

LUISA

Non chiamarlo Lolò! Adesso sei una signorina e non devi dare dei

nomignoli a un giovinotto.

CHÉRIE

ridendo.

Oh!... Lolò, un giovinotto!

LUISA

Ma mi pare. Un tenente di cavalleria!

CHÉRIE

Oh, per me è sempre lo stesso Lolò che aveva dodici anni quando io ne

avevo sei.

LUISA

Oggi ne hai diciotto. Non è più il caso di darsi del tu.

Esce.

CHÉRIE

Ma come! Devo dare dell'illustrissimo a Lolò?

MIRELLA

Sempre infantilmente

dispettosa, ridendo.

Oh, se parte! Chissà quando lo rivedrai.

LINA, la domestica,

apre la porta, e sempre

coll'espressione di fredda

ostilità, introduce due

fanciulle vestite di chiaro

che portano dei fiori in mano.

LINA

Le signorine Doré.

CHÉRIE va al loro incontro.

FANNY

abbracciando CHÉRIE e dandole

i fiori.

Tanti auguri!...

NELLY

Tutte le felicità!

Saluta CHÉRIE e MIRELLA.

CHÉRIE

Volete togliervi i mantelli?... Lina! Fai lume qui, nella mia camera...

Apre la porta a destra. LINA,

sempre col viso impassibile,

entra a destra e vi accende il

lume. S'intravvede una camera

da letto con una finestra

tonda nel centro della parete.

Le quattro fanciulle vi

entrano con LINA.

La scena è vuota per un

istante.

FRITZ

alla porta d'ingresso.

La signorina Valesca.

Entra un'altra giovinetta con

una scatola di dolci e dei

fiori.

CHÉRIE

Uscendo dalla camera a destra

e correndole incontro.

Oh, cara Lucilla!

accettando il dono.

Grazie! come sei buona.

La conduce nella camera a

destra.

FRITZ e LINA rimangono soli un

istante.

FRITZ

Lina!

LINA

sulla porta della camera.

Cosa?

FRITZ

Ci siamo.

LINA

Oh Dio!

FRITZ

rapidamente a bassa voce.

Tu stasera andrai a dormire in casa dei Wolkenstein.

LINA

agitata.

Stasera?...

FRITZ

Stasera.

LINA

Oh, Dio! E dai Wolkenstein, sarò al sicuro?

FRITZ

Sì. Taci.

Esce.

Le fanciulle rientrano

cinguettanti e sorridenti.

FANNY

Chi manca ancora?

CHÉRIE

La Jeannette.

NELLY

Oh, lei si fa sempre preziosa!

LUCILLA

Cosa facciamo? I proverbi?

FANNY

Avete detto che si ballava.

MIRELLA

La mamma non vuole.

FANNY

Alla tavola del buffet,

mangiando dei dolci.

Perchè non vuole?

MIRELLA

Per la guerra. Volete un po' di thè?

FANNY

Oh bella! Cosa c'entra la guerra?

La porta s'apre ed entra

JEANNETTE, leggiadra e

sorridente.

CHÉRIE

Oh, ecco Jeannette!

CHÉRIE abbraccia la nuova

arrivata, a cui LINA toglie

il mantello e lo porta nella

camera a destra. Tutte ridono,

chiacchierano e mangiano

dolci.

JEANNETTE

La mamma non voleva che venissi...

CHÉRIE.

Perchè?

JEANNETTE

Per... per la guerra.

TUTTE

ridendo.

Oh! ancora la guerra! Ma che cosa c'entra?

JEANNETTE

C'entra, che i nemici possono venir qui! Invadere il paese...

CHÉRIE

Oh Dio, che paura!

MIRELLA

Perchè paura? Sai bene che Lina la nostra domestica dice che sono così

belli... biondi... affascinanti...

FANNY

Ho sentito dire anch'io che gli ufficiali sono irresistibili. Portano

il busto! Hanno il vitino piccolo e i baffi così —

Fa il gesto di baffi rivolti

all'insù.

CHÉRIE

Va bene. Ma a vederli arrivar qui!... Mio Dio! Cosa si farebbe se, per

esempio, entrassero adesso?

MIRELLA

Oh! Io farei una bella riverenza... così...

Fa una piroetta e una

riverenza.

... e direi come dicono nel loro paese: _Grüss Gott!_ che vuol dire «Vi

saluti Iddio!»

FANNY

Mi pare una buona idea. Certo sarebbero commossi. Ci saluterebbero

così...

saluta militarmente.

... e tornerebbero via.

TUTTE LE FANCIULLE

Sì, sì!

in coro, rivolte alla porta e

facendo riverenza a dei nemici

immaginari.

_«Grüss Gott!»_

MIRELLA

ridendo e cingendo la vita a

JEANNETTE.

Facciamo un piccolo giro... uno solo...

A LUCILLA.

Tu ci suonerai un valzer. Il mio valzer...[2]

Salgono correndo i tre gradini

e spariscono a sinistra.

NELLY

Oh! tu, Chérie, cantaci prima qualche cosa...

FANNY

O recita la canzone della Regina Myrza.

CHÉRIE

ridendo.

Io no! Mi vergogno.

Si ode un valzer suonato nella

stanza vicina.

FANNY

Sii buona!... Recita!

Le porta una chitarra. CHÉRIE

siede, mentre le altre due

stanno in piedi accanto a lei.

CHÉRIE

accompagnandosi pianamente

mentre il valzer lontano

s'intona cogli accordi della

chitarra.

Recitato.

«C'era una volta una regina bella

«In un castello nero,

«Sempre rinchiusa, ahimè! per destin fiero.»

La porta s'apre ed appare

FLORIAN AUDET. Egli si ferma

sulla soglia ad ascoltare.

CHÉRIE

continua a recitare, ad occhi

bassi, accompagnandosi con

sommessi accordi.

«Ma venne un cavalier dall'armi d'oro,

«E sul veron la vide,

«E le disse: «Fuggiam, vieni, t'adoro.»

«Ella rispose: «Il muro è alto assai,

«Ed è profondo il fosso,

«Crudel la scolta e non s'addorme mai...»

Gaia.

«Rapì egli all'inferno un gran tizzone,

«Ed abbruciò il castello!

«E la dama strappò dalla prigione.»

FANNY E NELLY

ridendo.

Oh!... brava! brava...

CHÉRIE

alzando gli occhi e vedendo

FLORIAN che la guarda fisso in

viso.

«Voi... siete il cavalier leggiadro e forte,

«Io son la prigioniera.

«E vi voglio adorar fino alla morte.»

Le due fanciulle l'applaudono,

salutano FLORIAN AUDET, poi

corrono via a sinistra a

raggiungere le altre. Si ode

ancora il valzer suonato nella

stanza vicina.

FLORIAN

Ho un quarto d'ora di tempo. Sono venuto a salutarti.

CHÉRIE

Timida e graziosa.

Grazie.

FLORIAN

Grave.

Ho tante cose da dirti!...

CHÉRIE

Dimmele, Lolò... oh...

correggendosi.

... dimenticavo!

si copre la bocca colla mano.

FLORIAN

Cosa dimenticavi?

La musica cessa nella stanza

accanto.

CHÉRIE

Che non devo dirti Lolò. E che non devo darti del tu.

FLORIAN

E come mai?

CHÉRIE

No! Da oggi in poi... io sono la signorina Chérie Brandes, e tu...

con un grande inchino.

... sei il signor tenente marchese Florian Audet.

FLORIAN

Per carità!

CHÉRIE

Ordini di mia cognata.

FLORIAN

Ma perchè?

CHÉRIE

Perchè ho diciott'anni.

FLORIAN

inchinandosi.

Non mi resta che obbedire.

Lunga pausa. Si guardano e non

sanno che cosa dire.

Fa caldo... _signorina!_

CHÉRIE

porgendogli il ventaglio.

Desidera... _signore?_

Ridono.

Cosa sono tutte le cose che avete a dirmi?

FLORIAN

apre il ventaglio e fa vento

prima a sè e poi a lei.

Non posso... signorina! Con questo nuovo regolamento, mi pare di essere

paralizzato.

CHÉRIE

Ma quasi quasi... a me piace! Tu mi sembri... voi mi sembrate una

conoscenza nuova.

FLORIAN

Io non voglio essere una conoscenza nuova. Sono Lolò, che ti tirerà le

treccie quando sei cattiva.

CHÉRIE

No, no! più niente Lolò. Ed io non ho più treccie...

volge civettuola la nuca.

Vedete?... Ti piaccio così?

FLORIAN

No. E bada che m'hai dato del tu.

CHÉRIE

Oh Dio! Anche tu!

Un silenzio. Guardandolo.

Io non so più come parlare...

FLORIAN

Neanch'io.

Chérie lascia cadere il

fazzoletto. Florian lo

raccoglie.

CHÉRIE

Sentitelo!

glielo avvicina al naso.

È profumato! Posso profumarmi se voglio, da oggi in poi. Luisa mi ha

dato una bottiglietta... grande così... si chiama _white rose._ Dice

che sono anch'io una «white rose». Ma voi non capite l'inglese.

FLORIAN

Fin lì capisco anch'io —

prendendole la mano.

rosellina bianca!

CHÉRIE

odorando il fazzoletto.

Com'è dolce! Vi piace?

Glielo fa sentire.

FLORIAN

No. Volete sapere qual'è il mio profumo prediletto?

CHÉRIE

Sì.

FLORIAN

Indovinatelo.

CHÉRIE

Violetta?... Peau d'Espagne?... Jockey Club?...

Ad ogni parola FLORIAN scuote

il capo.

Oh, aspetta!... L'Origant di Coty...

FLORIAN

No.

Una pausa.

La benzina.

CHÉRIE

Oh che orrore. La benzina! Per cosa? Per l'automobile?

FLORIAN

No. Per voi.

CHÉRIE

Per me?

FLORIAN

Sì. Un giorno, forse un anno fa, si prendeva il thè, qui; e voi eravate

in collera con me, non so più per che cosa. Vi siete rovesciata una

tazza di thè sulla veste... e Luisa vi ha sgridata... Ricordate? Allora

siete corsa via a pulirvi la veste... e quando siete tornata — tutta

rossa e compunta — mi avete guardato!

pausa.

Sentivate di benzina in modo straordinario.

Da allora in poi... la benzina...

Con molto sentimento,

prendendole la mano.

... è sempre stato il mio profumo prediletto.

Un silenzio.

CHÉRIE

commossa.

Che belle cose voi dite! Sembrano prese da un libro.

FLORIAN

tenero.

No... le ho inventate io... _signorina!_

CHÉRIE

Oh!... Come mi piace che mi diciate «signorina»! Non so perchè... ma...

Pausa.

FLORIAN

Già. Anche a me fa quell'effetto.

CHÉRIE

Non ci daremo mai più del tu.

FLORIAN

Mai più.

CHÉRIE

È così rude e sgarbato.

FLORIAN

È vero. Vorrei avervi sempre detto signorina. Mi pare... non so come

dirlo... di avere sprecato gli anni in cui... non mi sono accorto che

eravate una signorina. Mi pare solo adesso di vedervi.

CHÉRIE

Alzando gli innocenti occhi su

di lui.

Anche a me.

Una pausa.

FLORIAN

Con grande tristezza.

E adesso... devo andar via.

CHÉRIE

Andrete lontano?

MIRELLA e le altre giovinette

entrano allegre.

Prendono dalla tavola dei

dolci a sorpresa e li fanno

scoppiettare; ne tolgono

dei cappelli di carta, dei

fischietti, degli stornelli

che leggono ad alta voce.

MIRELLA

Sentite lo stornello!

leggendo.

«Fiore di rosa,

«So che m'amate e fate la sdegnosa.»

Corre a portare due sorprese a

CHÉRIE.

Tieni Chérie!

Poi torna correndo dalle

altre.

CHÉRIE

a FLORIAN che ha guardato il

suo orologio.

Non guardate l'ora.

Tendendogli una sorpresa.

Tirate...

FLORIAN

grave e preoccupato.

Vorrei parlarvi.

Tirano la sorpresa e FLORIAN

svolge distrattamente la carta

collo stornello.

CHÉRIE

Leggete, leggete!

FLORIAN

Leggendo.

«Fiorin di pero,

«La vita è un sogno, la morte un mistero.»

In tutta questa scena FLORIAN

si sforza a celare sotto

un'apparenza quasi gaia la

profonda angoscia che è in

lui.

CHÉRIE

ridendo.

Oh! com'è poco interessante. Proviamo quest'altra.

Tirano un'altra sorpresa A

Chérie tocca lo stornello.

Legge.

«Fior di mimosa

«Quando vorrete sarò vostra sp...»

s'interrompe confusa.

Si guardano lungamente

silenziosi.

Perchè mi guardate così grave?

FLORIAN

Chérie!

Le afferra le mani.

Devo andar via.

CHÉRIE

Andar via! così presto?

FLORIAN

Subito. Subito! Chissà quando vi rivedrò!

CHÉRIE

Oh, ma dove andate? A quest'ora? Il reggimento non può aver bisogno di

voi a quest'ora!

FLORIAN sorride amaramente.

E poi oggi è la mia festa... Mandate a dire al colonnello che andrete

domani.

FLORIAN

con traboccante agitazione,

sentendo inevitabile e vicina

l'ora in cui dovrà lasciar

sole le donne incoscienti.

Ma Chérie! Non sapete dunque niente, voi? Niente? Non avete letto i

giornali? Vostro fratello, prima di partire non vi ha detto nulla?

CHÉRIE

Ingenua.

Ma sì... so che vi sono state delle cattive notizie...

Viene MIRELLA e circonda col

braccio la cintura di CHÉRIE.

MIRELLA

A FLORIAN.

Dammi il tuo stornello.

Glielo prende di mano.

FLORIAN

sempre agitato.

Di ciò che accade intorno a voi — non sapete niente?

MIRELLA

Infantile.

Sì, sì! io so! So che i nemici ci fanno la guerra!

CHÉRIE

Oh, quello lo so anch'io!

Con una crollatina di spalle.

Ma i nemici... la guerra... per noi donne è così lontano tutto ciò!

FLORIAN

Fuori di sè.

Lontano! Ma è a quaranta chilometri da qui.

MIRELLA

Quaranta chilometri?... Quanto è quaranta chilometri?

CHÉRIE

leggiera.

Oh — come da qui a Verviers.

FLORIAN

Lento e scandendo le parole.

I nemici — sono — a Verviers.

CHÉRIE

A Verviers?! E che cosa fanno?!

FLORIAN

Che cosa fanno?

Feroce.

Dio! Dio!

Con un ruggito d'ira.

_Che cosa fanno?!_

MIRELLA

Allegra.

Bravo, Lolò. Va a vedere. Poi domani ce lo dici.

Corre via a raggiungere le

altre fanciulle.

CHÉRIE

Tornerete davvero domani?

FLORIAN

Domani!

Amaramente.

Ah, no. Non domani — nè per tanti domani... Ditemi addio — piccola

white rose!

CHÉRIE

Addio...

Si ode il valzer suonato

pianamente nella stanza

vicina.

Gli dà la mano.

Non so dirvi... quanto mi rattrista che partiate.

Con semplicità e mestizia.

Non ho neppur più voglia di ballare.

FLORIAN

Angosciato.

Chérie!... Ditemi una parola... datemi un ricordo... qualche cosa da

portar via con me.

CHÉRIE

Volete questo stornello?

Con soavità.

«Fior di mimosa,

«Quando vorrete — sarò vostra sposa.»

Glielo porge.

FLORIAN

prendendolo e recandolo alle

labbra colla mano di CHÉRIE.

Chérie! Per nessun altro mai sarà questa piccola mano?

CHÉRIE

grave.

Mai.

FLORIAN

Addio! Oh! vedo le lagrime nei vostri cari occhi! così puri... così

puri! si direbbe che non hanno mai guardato altro che il cielo!

CHÉRIE

commossa.

Addio.

FLORIAN

Addio, Chérie!...

Egli sa che questo è forse un

addio eterno. Con soffocato

impeto di dolore.

Addio.

Esce.

CHÉRIE va alla finestra e sta

immobile guardando giù.

Entra FRITZ e va rapidamente

verso di lei.

FRITZ

con voce dura

Signorina —

CHÉRIE

volgendosi sconvolta.

Oh... Fritz!

FRITZ

Devo passare.

La prende rudemente pel

braccio e l'allontana dalla

finestra. Indi si sporge lui

a guardar fuori. Con gesto

rapido si toglie un fazzoletto

dalla tasca e lo lega

all'imposta.

CHÉRIE

sbigottita.

Ma Fritz! che cosa fate?... Salutate quelli che partono?

FRITZ

fissandola negli occhi con

insolenza.

No. Quelli — che arrivano.

Esce.

CHÉRIE

a LUISA che rientra.

Luisa! Hai visto Fritz? Hai sentito che cosa ha detto?

LUISA

terrorizzata.

Non capisco... Mio Dio, mio Dio...

Si guardano costernate. Le

fanciulle appaiono gaie e

ridenti sul pianerottolo, e

danzano una quadriglia.

D'improvviso si ode lontano

il rombo d'un cannone. Tutte

si fermano. Vi è un istante di

silenzio.

NELLY

ridendo nervosamente.

Che cosa sarà stato?

JEANNETTE

Un saluto per la festa di Chérie!

Tutte ridono.

LUISA

Bimbe care — andate a casa. Lina e Fritz vi accompagneranno.

TUTTE

Oh... andare a casa! Ma è presto!... siamo appena arrivate...!

LUISA

Correte — correte! Ho paura di tenervi qui. Ho paura!

Tutte le fanciulle si

sparpagliano come un volo

di passerette. Indossano

i mantelli celesti, rosa,

bianchi, baciano LUISA, CHÉRIE

e MIRELLA.

Addio! Addio!

Un secondo rombo di cannone

le ferma tutte immobili sulla

porta.

NELLY

tra il riso e lo spavento.

I nemici?

LE ALTRE

Uh! che paura! Addio... Addio!...

Escono.

LUISA, CHÉRIE e MIRELLA

rimangono sole.

CHÉRIE

dopo un breve silenzio

guardandosi attorno.

Non so... mi pare di essere in un sogno...

MIRELLA

ancora sorridendo.

Fiorin di pero

La vita è un sogno, la morte un mistero!

CHÉRIE

a LUISA abbassando la voce.

E... se... se davvero venissero qui?

MIRELLA

Chi?... Chi?...

LUISA

mettendole un braccio al

collo.

I nemici... quelli che sono a Verviers.

MIRELLA

frivola e bambinesca.

Oh, se vengono, vorrei che venissero questa sera, mentre siamo vestite

così!...

Fa svolazzare la gonna di

tulle.

S'ode un nuovo rombo di

cannone.

CHÉRIE

Luisa!... Luisa! Ho paura.

Nasconde il volto sulla spalla

di LUISA.

LUISA

terrorizzata.

Oh Dio, Dio! — Florian, dove sarà? Se potessimo richiamarlo.

Corre alla porta.

Fritz! Fritz!...

Dopo un istante.

Lina!

LINA

in giacca e cappello con una

borsetta in mano, freddamente.

Sì? Cosa vuole?

LUISA

Ma — Lina! come parli?... E dove vai? — Dov'è Fritz?

LINA

È uscito.

LUISA

Uscito?... Ma dove è andato?

LINA

con un cattivo sorriso.

Adesso andrò a vedere.

CHÉRIE

Ma no, Lina! Sta qui con noi!...

LUISA

Vi vieto di uscire.

LINA

con insolenza.

Oh! Passato il tempo dei divieti.

Esce e chiude la porta.

CHÉRIE

Ma che cosa accade?...

LUISA

Non capisco.

CHÉRIE

Siamo sole!... E pensa, Luisa, pensa! Se... _quelli_ venissero — che

cosa faremmo?

LUISA

Per carità! Non pensiamoci!

CHÉRIE

Ma bisogna pensare. Bisogna essere preparate a tutto. Dobbiamo

pensare...

LUISA

Ma, mia cara, non verrebbero qui.

CHÉRIE

Non credi?

LUISA

Qui? In casa nostra? A far che? Ma andrebbero... non so...

all'albergo...

CHÉRIE

Credi? All'albergo?...

Una pausa.

Non posso imaginare...

Un altro silenzio.

Già, che cosa verrebbero a fare in questo paesetto?... Cosa potrebbero

volere da noi?

MIRELLA

cominciando ad impressionarsi.

Avete paura davvero?...

Ride, nervosa.

CHÉRIE

Se mai... certo non verranno — ma se mai... quando picchiassero giù

alla porta, bisognerebbe dire che non li possiamo ricevere.

S'ode fuori delle voci e un

clichettio di sciabole.

MIRELLA

correndo alla finestra con uno

strillo.

Ma sono qui...

LUISA E CHÉRIE

No!...

MIRELLA

Sono qui, vi dico! Sono in cinque o sei. Non picchiano! Sono entrati.

C'è Fritz... è lui che apre la porta! Vengono su. Oh Dio, vengono su!

Stanno tutt'e tre immobili

guardando la porta; questa

s'apre sbattuta villanamente

dal di fuori.

Entrano il capitano FISCHER,

quarantenne, il tenente VON

WEDEL, bel giovane di ventisei

anni, e tre soldati.

IL CAPITANO FISCHER

guardandosi intorno senza

badare alle donne. Al tenente

VON WEDEL.

Dunque qui, dove siamo?

VON WEDEL

leggendo una carta.

Giorgio Brandes, medico e ufficiale di riserva, quattro in famiglia —

12 stanze, scuderia, due cavalli, una motocicletta, cantina, telefono.

IL CAPITANO FISCHER.

Uomini adulti?

VON WEDEL

Uno solo, il dottore. Partito iersera — per la capitale, credo. Deve

aver preso la strada di Tourgain.

FISCHER

C'era un nostro incaricato qui?

VON WEDEL

Sì, certo Fritz Müller.

FISCHER

Dov'è questo Müller?

VON WEDEL

Il domestico. Era lui dabbasso, che ci ha aperto

FISCHER

Ah. Vediamo le stanze.

Consultando la carta.

Tre a questo piano, quattro di sopra —

A VON WEDEL gettando uno

sguardo sulle tre donne.

Tu sta qui.

Esce seguito dai tre soldati.

VON WEDEL

Sta un momento immobile

guardando da LUISA a CHÉRIE,

da CHÉRIE a MIRELLA e ancora

CHÉRIE. Un lento cinico

sorriso gli si disegna sul

volto. Poi si volge e va alla

tavola del buffet.

Toh! Un banchetto... Si direbbe che ci aspettavate!

Prende un sandwich.

A LUISA.

Vi aspettavate di vederci? O è una bella sorpresa che vi facciamo?

LUISA

esterrefatta.

Signore — spero che avrete la bontà di tornar via. Mio marito non è qui.

VON WEDEL

ridendo.

Ah davvero? Sono desolato. Aspetteremo che ritorni.

LUISA

Ma non torna stasera.

VON WEDEL

Ah no? Che marito poco galante!... E dove sarebbe andato?

LUISA

ingenua.

A Tourgain, per la via di Landor.

VON WEDEL

Attento.

Ah, per la via di Landor? — Solo?

MIRELLA

A LUISA.

Taci mamma! Non dirlo!

VON WEDEL

Ridendo.

Ma guarda guarda, come siamo furbe e diplomatiche!

Ironico a MIRELLA.

Posso chiedere alla mamma se il papà è fumatore?

Le donne si guardano

sbigottite.

VON WEDEL

secco, impaziente.

Sigari... sigarette, ne avete in casa? Sì? Andatele a prendere. Su,

donna, movetevi. Ho i polmoni che si struggono dalla voglia di un

Nestor.

LUISA fissandolo con occhi

trasognati s'avvia lentamente

verso la scalinata — sale e

sparisce.

VON WEDEL

S'avvicina a CHÉRIE e MIRELLA

che indietreggiano.

Ebbene, colombelle? Ci aspettavate dunque!... Vi siete vestite da festa

per riceverci? Eh!...

Pizzica la guancia a CHÉRIE.

Come ti chiami tu?

Le due ragazze indietreggiano

terrorizzate.

Carolina?... Eh? Maria?... Teresina?... Eh?

Le prende il mento.

Rispondi.

CHÉRIE

senza fiato

Chérie.

VON WEDEL

Cosa mi dici? _Chérie?_ Caruccia anche tu.

Si china in avanti per

baciarla.

MIRELLA

lanciandosi su di lui con un

grido.

No!... No!

Fa per percuoterlo.

VON WEDEL

ridendo dell'ira di MIRELLA.

Ah, che piccola vipera!... Aspetta un po' — vedrai cosa ti faccio!

LUISA entra portando delle

scatole di sigarette. Le

depone sul tavolo.

VON WEDEL

a LUISA.

Brava. E da bere cos'avete? Qui —

additando il tavolo.

... non vedo che sciroppi. Sciampagna ne avete? E cognac? e rhum? e

kirsch? Portate qui tutto.

A MIRELLA.

Viperetta, va anche tu — e porta qui tutto. Fa presto — va — va.

MIRELLA

No!...

Avviticchiandosi a CHÉRIE.

VON WEDEL

Hai paura che te l'ammazzi, tua sorella?

MIRELLA

Non è mia sorella.

VON WEDEL

E cos'è?

MIRELLA

È mia zia.

VON WEDEL

ridendo.

Ah — è tua zia? Anch'io ho una zia. Ma non è così. Le scambieremo; va

bene, vipera? Ti darò la mia zia, e tu mi darai la tua. Va bene?

MIRELLA

No!...

VON WEDEL

feroce.

Va a prendere da mangiare... corri o ti strozzo...

MIRELLA fugge.

LUISA

Signore... noi... noi non siamo che donne...

VON WEDEL

Eh! me ne accorgo.

Le prende il braccio.

LUISA

piangendo.

Anche voi... avrete delle donne a casa vostra...

VON WEDEL

Oh là! là! là! Non cominciamo cogli appelli ai sentimenti nobili.

Abbiamo fame e sete. _Marsch_, buona donna.

LUISA si volge per partire.

E se pensate di scappare... se fra tre minuti non è tutto qui in

tavola, io mi mangio questa colombella — capite? Me la mangio — _aah!_

Afferra il braccio di CHÉRIE e

se lo porta alla bocca.

LUISA esce barcollando.

a CHÉRIE.

Che parentela hai con quella Niobe piangente?

CHÉRIE

a bassa voce.

È mia cognata.

VON WEDEL

Eh? Non capisco. Parla più forte. Tua cognata?... Caruccia!

Pizzicandole il mento.

E io sarò tuo cognato, va bene?

Rientra il Capitano FISCHER.

Si ferma sulla porta a dare

degli ordini ai tre soldati

che lo seguono.

FISCHER

Direte al capitano Glotz e al tenente Feldmann di venir qui. Avranno

le due stanze all'est. Voi cenerete all'osteria e quattro ordinanze e

quattro uomini verranno a dormire qui nelle soffitte. Sarete qui alle

undici. Non vi ubbriacate.

I soldati salutano e fanno per

partire.

Oh! E lasciate stare le donne di malaffare.

Capite? Non voglio che mi si avveleni il battaglione.

Pausa.

Donne non ne mancano.

I soldati salutano ed escono.

FISCHER

avanzandosi.

Tutto fatto. E qui si mangia?

VON WEDEL

Salutando.

Sì, mio capitano.

FISCHER

sciogliendosi la cintura.

Smetti pure il capitano. Qui torniamo cugini, Hans. Eh, che porcheria

d'un paese. Quell'animale d'un parroco!... Guardate qui cos'ho sugli

stivali.

Sporge un piede.

Fango e sangue! Bah!... E ho qualche cosa al braccio...

Si toglie la giubba.

VON WEDEL

Ma sei ferito.

FISCHER

Già.

Guardando CHÉRIE.

Cosa fa quella ballerina? Venga qui.

Le fa cenno di avvicinarsi.

Ha paura d'un povero ferito?

Si è tolto la giubba, e la

manica della camicia appare

macchiata di sangue.

VON WEDEL

Ridendo.

È mia cognata.

La caccia innanzi verso

FISCHER.

FISCHER

Ridendo.

Tua cognata? Brutto animale! Te la sei già accaparrata? Tu mi porti

sempre via di sotto al naso ciò che c'è di meglio. Maledetti i tuoi

ventisei anni.

VON WEDEL

additando la piccola MIRELLA

che entra portando delle

bottiglie.

Eh! guarda com'è carina la viperetta qui.

FISCHER

Peuh! Il sapor di latte non mi dice niente.

Vede LUISA che entra recando

altre bottiglie e bicchieri.

Oh! Ecco piuttosto...

VON WEDEL

con una grossolana risata.

Quella è la Niobe piangente.

CHÉRIE tenta fuggire ma egli

la prende per un braccio e la

trattiene.

FISCHER

Va incontro a LUISA e le

prende le bottiglie dalle

mani.

Bella signora — come vedete sono malconcio.

Additandole il braccio ferito.

Portatemi dell'acqua calda e fatemi da suora.

LUISA

con voce sorda.

Di sopra c'è acqua calda.

FISCHER

sdraiandosi sul divano.

Ah, ma io la voglio qui.

VON WEDEL

ridendo mentre stura la

bottiglia di cognac.

La Niobe si preoccupa dei suoi tappeti, eh?

Sputa sul tappeto.

Lurido paese.

LUISA esce barcollando.

VON WEDEL

a CHÉRIE e MIRELLA.

Avanti con questa cena. Servite il capitano.

Beve.

CHÉRIE e MIRELLA restano

immobili guardandosi in

faccia. Stanno vicine l'una

all'altra, terrorizzate e

incerte.

VON WEDEL

con uno scoppio di voce.

Servite il capitano.

Le due ragazze prendono piatti

e bicchieri e li porgono

al Capitano FISCHER che è

sdraiato sul divano.

FISCHER

Non voglio che un cognac. Questo braccio mi fa maledettamente male.

A MIRELLA.

Dite a quella donna che faccia presto coll'acqua calda.

MIRELLA

Sì. Lo dirò.

Volgendosi a CHÉRIE.

Vieni anche tu con me.

VON WEDEL

afferrando CHÉRIE.

Ah già! Così scappate tutt'e due! No! Una deve sempre star qui.

Ride.

E noi la strozzeremo se le altre non tornano!

MIRELLA

Sto qui io.

A Chérie.

Va a chiamar la mamma.

CHÉRIE

ansante guardando dai due

uomini a MIRELLA.

No!

MIRELLA

fissandola con grandi occhi.

Va, ti dico.

Mentre CHÉRIE le passa

accanto.

E chiama Fritz!

CHÉRIE

piano.

Ci ha tradite.

Esce.

VON WEDEL

Eh la viperetta —

Si sdraia in poltrona.

ho fame. Puoi servire anche me.

MIRELLA

con aria selvatica e audace.

Voi? Cosa siete voi? Tenente? Io no. Io non servo che i capitani.

Versa un altro bicchierino di

cognac a FISCHER.

FISCHER

ridendo.

Toh, Hans! Prendi e metti ciò alla bottoniera.

Beve.

VON WEDEL

ridendo.

Impertinente rospicciattolo!

Si alza e va al tavolo.

FISCHER

a Mirella.

Chissà che odio hai in cuore contro di noi! Di' la verità.

MIRELLA

Io? Ma niente affatto. Sono contenta che siate arrivati. M'annoiavo a

morte. E poi... io so il tedesco.

Fa una piroetta e getta un

bacio a FISCHER.

«_Grüss Gott!_»

FISCHER

ridendo.

Quanti anni hai?

MIRELLA

pronta.

E tu?

I due ufficiali ridono.

FISCHER

Non hai paura di noi?

MIRELLA

Io — paura? Paura!

Ride convulsa.

Ma anzi... non ho mai visto...

Tira un fiato come un

singulto.

... nessuno di più bello... Vi aspettavo alla finestra... Non avete

visto?

A FISCHER sedendogli accanto

sul bracciolo del divano.

Ti fa sempre male il braccio?

FISCHER

Sì. Guarda.

Scopre la ferita.

MIRELLA

con un brivido.

Oh!

FISCHER

Ti fa pena?

MIRELLA

No, mi fa schifo.

FISCHER

ridendo.

Che bel tipo!

Entra LUISA portando una

catinella d'acqua, e serviette

e bende.

Essa depone in terra la

catinella accanto al divano.

FISCHER

con ammirazione guardando

LUISA.

Ah! ecco la mia suora di carità!... Grazie, bella signora!... Dite

un po', vostro marito è medico, non è vero? Avrete in casa qualche

disinfettante... dell'acido borico? Del sublimato?

LUISA

Sì.

FISCHER

Portatemene, vi prego.

LUISA esce a sinistra e

ritorna quasi subito con una

fialetta in mano.

FISCHER

prendendo la fialetta.

Cos'è? «Sublimato»... Ecco... una tabletta nell'acqua. Così.

Le rende la fialetta che

essa depone sopra una mensola

dietro al divano.

Grazie, bella Samaritana. Volete aiutarmi?... Volete fasciare la ferita

al nemico? Al nemico... ammiratore?

LUISA s'inginocchia accanto a

lui e gli fascia la ferita.

VON WEDEL

a LUISA

Dov'è rimasta la colombella?

LUISA

Non so...

VON WEDEL

Vado a cercarla.

MIRELLA

con un grido.

No! Non voglio!

VON WEDEL

Oh bella questa! E come vuoi impedirlo?

Va alla porta.

MIRELLA

precipitandosi.

Vengo anch'io. Non voglio che tu le faccia male.

VON WEDEL

ridendo.

Vieni pure, scorpioncino.

VON WEDEL esce con MIRELLA.

LUISA

Mio Dio!

Si slancia per seguirli.

FISCHER

Trattenendola.

Restate qui. Von Wedel non le farà nulla.

Mostrandole il braccio.

Guardate piuttosto che ferita profonda!... E voi... me ne fate

un'altra, guardandomi con quegli occhi così dolci e paurosi.

Avete paura di me?

Pausa.

LUISA

con un singhiozzo.

Sì.

FISCHER

Perchè? Non sono un selvaggio... non vi farò niente. Siamo più teneri

noi altri nordici colle donne, che non i vostri egoisti d'uomini.

Accarezzandole il viso.

Assai più teneri...

LUISA

scoppiando in pianto.

Per pietà!... per pietà!

FISCHER

bonario.

Ma sì, ma sì, avrò pietà. Non è un oltraggio dirvi che siete bella e

che mi piacete...

La porta si apre ed entrano

il Capitano GLOTZ e il tenente

FELDMANN.

GLOTZ

sulla porta.

Ma guarda un po' che dolce quadro d'intimità!... Ti disturbiamo?

FISCHER

alzandosi.

No — no! venite. Ho trovato una Samaritana che m'ha fasciato la ferita.

Avete messaggi?

GLOTZ

Niente. Per stasera si sta qui. Domattina alle cinque si prosegue su

Tirlemont.

FISCHER

Avete pranzato?

FELDMANN

Niente. Siamo affamati.

GLOTZ

Qui c'è da sfamarsi...

Spingono la tavola verso il

centro.

Entra VON WEDEL conducendo

pel braccio CHÉRIE, che ha

uno scialletto sulle spalle,

seguita da MIRELLA che piange.

VON WEDEL

Preda di guerra!... Voleva fuggire, la colomba. Per punirla le

legheremo le ali.

Toglie lo scialletto a CHÉRIE

e fa per legarle le braccia

dietro alle spalle.

MIRELLA

strillando.

Non voglio.

Con impeto d'infantile

ira alza la mano per

schiaffeggiare VON WEDEL.

VON WEDEL

Afferrandole il braccio e

torcendoglielo con finta

collera.

Ah! E a questo scorpioncino schiacceremo la testa.

FISCHER

paterno.

Via, lasciale stare, Hans.

GLOTZ

sempre a tavola.

I piagnistei mi guastano l'appetito.

Sogguardando le due fanciulle.

Cosa sono? Paiono ballerine.

FELDMANN

mangiando.

Brave!... Brave! Se è così, ballate per divertirci.

FISCHER

facendo sedere LUISA accanto a

lui sul divano.

Sorridete un poco, suora di carità! Bevete un sorso di champagne con me.

Le porge il suo bicchiere

LUISA

No! no!

FISCHER

Prego... un sorso...

FELDMANN

Al capitano bisogna obbedire.

Anch'egli siede accanto a

LUISA sul divano e le prende

le mani.

LUISA

piangendo.

Per pietà!... La casa è vostra... ma lasciateci andar via... ve ne

imploro.

GLOTZ

Che non ha smesso di mangiare.

Ma sì. Mandatele via tutte quante! Mi guastano l'appetito.

VON WEDEL

Mia cognata no. La voglio qui.

Mette lo scialletto intorno a

CHÉRIE stringendone le braccia

dietro le spalle.

A MIRELLA.

Rospo... tu puoi andare a letto.

MIRELLA

No! non vado a letto. Sto qui.

A FISCHER.

Vero, capitano, che mi fai star qui?...

Vedendo sua madre che piange

seduta tra FISCHER e FELDMANN

sul divano.

Perchè fai spavento a mia mamma? Lasciala andare, e parla con me. Io

non ho paura...

LUISA

piangendo.

Mirella, Mirella, va via!

FELDMANN

Prendendo la chitarra.

Chi fa musica di voialtre?

VON WEDEL

Sarà il rospo!

Ride forte. A CHÉRIE.

Oppure sei tu, colombella?

L'attira a sè.

CHÉRIE

singhiozzando.

Lasciatemi.

MIRELLA

D'improvviso guardandosi

intorno.

Ah!

Con uno strillo terribile.

Mamma, mamma! Ho paura! Mandali via. Mandali via! Ho paura!

GLOTZ

sempre a tavola.

Questa qui mi dà fastidio davvero. Mi rovina la digestione.

A FELDMANN.

Portala via e chiudila in soffitta.

FELDMANN

ridendo.

Sta bene. In soffitta ci sono otto soldati —

Abbranca MIRELLA.

LUISA

con un urlo, strappandosi alla

stretta di FISCHER.

No! no... Dio!

Cade in ginocchi davanti a

FISCHER.

Non permettete!...

FISCHER

severo a FELDMANN.

Non permetto.

FELDMANN

Allora, dove la metto? Se al capitano Glotz fa venire l'indigestione...

VON WEDEL

Chiudila in cantina. Lì c'è nessuno...

Ridendo.

... eccetto sorci e rospi e ragni come lei.

FISCHER

bruscamente a FELDMANN.

Chiudetela davvero in cantina. Sarà meglio. E voi...

Con un'occhiata severa.

... tornate qui subito. Capite? Subito.

FELDMANN

Capisco.

Saluta, e porta fuori MIRELLA

che piange e si dibatte.

FISCHER

A LUISA.

Non piangete, signora. Ringraziatemi piuttosto.

Additando VON WEDEL e GLOTZ

che bevono il cognac.

Non capite che per la vostra bambina è meglio così?

LUISA

Lasciate andare anche noi... anche noi...

VON WEDEL

Che cosa dice? Vuol andare in cantina anche lei?

Ride sguaiatamente.

La mia cognatina in nessun modo va. Che ne dici, Glotz?

GLOTZ

Senza alzare gli occhi.

Ho fame io.

Si indovina nel contegno

burbero di GLOTZ un celato

desiderio di venire in aiuto

delle donne e salvarle per

quanto è possibile dalla

brutalità degli altri tre.

VON WEDEL

Ho fame anch'io.

Stringendo CHÉRIE.

Da tanto tempo digiuno!

CHÉRIE

Non mi tenete così... scioglietemi le braccia.

VON WEDEL

No, no. Mi piaci così... in mio potere.

Avvicina il suo viso al viso

di CHÉRIE.

Non chiudere gli occhi. Guardami bene in faccia. Son brutto? No, eh?

Adesso bevi questo cognac.

Le mette il bicchiere alle

labbra.

_Eins — zwei — drei_ — bevilo!

CHÉRIE distoglie il volto.

FISCHER

Sempre sul divano, a LUISA

che s'è gettata in ginocchio

davanti a lui.

Ma non vi disperate così. Alla vostra bambina non accadrà nulla.

Andiamo pure a vedere...

Si alza.

Ma è un buon uomo, Feldmann. Tutt'al più le avrà dato qualche scoppola

per farla star zitta. Andiamo, andiamo... non piangete...

Escono.

GLOTZ

venendo avanti.

A VON WEDEL che tiene sempre

serrata nello scialletto la

piangente CHÉRIE.

Cosa tormenti le donne, tu? Non sarebbe meglio mandarla a farci del

caffè?

VON WEDEL

A CHÉRIE.

Quell'uomo è brutale. È tutto stomaco. Io no. Sono tutta poesia.

Beve il cognac e abbraccia

CHÉRIE.

GLOTZ

sedendole dall'altro lato.

Non gli credete. È più brutale lui di me.

Accende una sigaretta.

La disturba il fumo, signorina?

VON WEDEL

Ma no... fuma anche lei — guarda!

Si sporge avanti e le caccia

una boccata di fumo sulle

labbra.

Bella mia, se non bevi... guarda che ti dò da bere, io — allo stesso

modo... come t'ho dato io il fumo. Capisci?... O non capisci?

Le porge un calice di

champagne e la forza a bere.

CHÉRIE

singhiozzando.

Mio Dio! Mio Dio! Non c'è nulla, nulla ch'io possa dirvi perchè abbiate

pietà?

VON WEDEL

Che male ti facciamo? Ecco, guarda, ti sciolgo le braccia.

Toglie lo scialletto col quale

la teneva prigioniera.

CHÉRIE

Coprendosi il volto.

Orrore!... Orrore!...

VON WEDEL

ridendo.

Ma che? Che cosa è un orrore? Glotz, qui, è un bel giovane... E

anch'io... Via, non mi pare di essere ripugnante.

GLOTZ

Guardi, signorina. Se vuole assicurarsi la nostra benevolenza non

piagnucoli così. Pensi che da tre giorni non vediamo che lacrime,

non udiamo che lamenti ed urli. Non ci fanno proprio più nessuna

impressione.

VON WEDEL

Anzi, ci urtano i nervi. Se tu ridessi, ballassi, cantassi, faresti di

noi ciò che vuoi tu.

GLOTZ

Già. Divertiteci un poco!... Affascinateci!... domateci!

VON WEDEL

E bevi dell'altro champagne.

CHÉRIE

Beve.

Non piangerò più. Non piangerò più.

Ripresa dal terrore.

Ma non farete nulla alla piccina!

VON WEDEL

Al rospo? Chi vuoi che lo tocchi?

CHÉRIE

Nè a mia cognata.

GLOTZ

Niente, niente. Non faremo niente a nessuno. La Niobe, del resto, è

sotto l'ala del capitano Fischer che ha moglie e figli a casa.

CHÉRIE

Ah!

Con un gran sospiro.

Ha moglie... e figli?...

VON WEDEL

Sì, la moglie è grassa così!

CHÉRIE sorride.

E cinque figli.

CHÉRIE

sorridendo.

Oh Dio! Che bella cosa... Mi piace pensare che ha cinque figli... Non

so perchè, ma mi sento un po' più rassicurata...

Con ingenuità soave a VON

WEDEL.

Voi non li avete... cinque figli?

VON WEDEL

Facendola bere.

No. Noi no. Ma li potremmo avere.

GLOTZ

E subito!

VON WEDEL

E con entusiasmo!

CHÉRIE

Guardando dall'uno all'altro.

Mi pare di avere un po' meno paura di voi...

GLOTZ

Eh! lo champagne...

VON WEDEL

E il nostro fascino personale...

CHÉRIE

No. No. È perchè avete detto che vi piacciono i bambini. Allora non

potete essere proprio cattivi...

VON WEDEL

ridendo.

I bambini! Ma sono una passione per noi. Non pensiamo ad altro...

Le bacia la nuca.

CHÉRIE

Ritraendosi.

Non fate così!

GLOTZ

Bevete una goccia anche dal mio bicchiere.

CHÉRIE

No — no! Ho paura che mi vada alla testa.

VON WEDEL

E quand'anche? Che male ci sarebbe?

Feroce.

Avanti!

La forza a bere.

CHÉRIE

Già briaca, sorridendo.

Ma pensate un po'!... Se io mi ubbriacassi...

Ride.

VON WEDEL

Adesso ci canti qualche cosa.

CHÉRIE

Oh! mi gira la testa.

GLOTZ

prendendo la chitarra.

Non importa. Io tengo la chitarra e tu la suoni.

L'attira a sè.

VON WEDEL

Irritato, a GLOTZ.

Non far l'imbecille.

GLOTZ

un po' brillo.

Tu accoppati...

Mette un braccio intorno a

CHÉRIE.

VON WEDEL

Feroce.

Vuoi litigare?

GLOTZ

Io no. T'amo troppo.

Mette l'altro braccio intorno

a VON WEDEL.

VON WEDEL

L'invasore: dramma in tre atti · 第 1 / 4 段