La vigilia del Natale verso il mezzodì una carrozza si fermò
all'ingresso del cortile.
--È quel vagabondo di Carlo, disse la Margherita correndo fuori con
premura.
Ma tosto soggiunse, come per nascondere il sentimento buono che le
faceva provare una vera consolazione pel ritorno del fanciullo:
--Ecco, me lo riconducono. Il mal seme non si perde mai. E si compose un
viso arcigno mentre si affrettava verso la carrozza.
Ma ne discese soltanto una suora di carità.
Invece di ricondurre il bimbo veniva a cercarlo.
Andrea era in fin di vita, e desiderava vederlo prima di morire.
La Margherita si senti mancar il cuore a quella notizia; e, nel
malcontento della delusione provata, disse brutalmente:
--A quest'ora, pensa al suo nonno come alle prime scarpette che ha
portate. È fuggito ieri per andare a far il chiasso fuori, e non è più
tornato nè per mangiare nè per dormire.
E ricominciò a battere i dintorni in cerca del fanciullo, mentre la
carrozza s'allontanava.
Suor Maria s'era fatta monaca a ventisette anni nello scoraggiamento
d'un disinganno d'amore, che aveva troncati dei disegni d'avvenire
lungamente vagheggiati.
Oltre al dolore della delusione sofferta, aveva contribuito molto a
farle prendere quella risoluzione, l'idea di sfuggire ai commenti della
gente, a cui s'era presentata per molti anni come fidanzata; e
fors'anche una speranza segreta di commuovere l'amante infedele.
Non per nulla aveva scelto l'ordine delle Suore di carità, dove i voti
sono annuali.
Ma quando, dopo meno d'un anno, ammogliandosi prosaicamente con una
vedova ricca, quell'uomo tolse alla povera giovine l'ultima illusione,
che mettendo un po' di poesia nel sacrifizio, l'aiutava a sopportarlo,
ella ne sentì tutto il peso, e rimpianse amaramente le gioie dell'amore
e della maternità alle quali aveva rinunciato.
Era troppo dignitosa per uscire dal convento, _in cerca d'un altro
sposo_, come non avrebbero mancato di dire i malevoli.
Ma vi rimase senza passione e senza convinzione.
Il bene, che faceva per vero sentimento di carità, avrebbe preferito
farlo senza quella messa in iscena di regolamenti e di costume, e
sopratutto senza quella privazione d'ogni affetto durevole, che la
isolava e le assiderava il cuore.
La sua anima appassionata prendeva a ben volere tutti gli infermi, tutti
i trovatelli abbandonati.
Poi, gli infermi che la morte risparmiava, se ne andavano, e non li
rivedeva più.
I trovatelli venivano reclamati dai parenti, da una nutrice, da un primo
venuto, che ne aveva bisogno per farsi servire, ed essi pure se ne
andavano, e non li rivedeva più. Tutti i suoi affetti erano troncati, e
la monaca rimaneva sempre sola.
Intanto gli anni passavano, ed a misura che cresceva in età, suor Maria
trovava più gravosa quella vita di soggezione; anche la sua salute s'era
alterata in quella reclusione continua, nell'aria malsana degli
ospedali.
Più volte i medici l'avevano consigliata a svestire l'abito religioso
per tornare ad un'esistenza più confacente alla sua salute delicata.
Suo padre, morendo, le aveva lasciata una rendita sufficiente pe' suoi
bisogni. Allora era già lontano il tempo in cui si sarebbe potuto
supporre che uscisse dal convento _per la smania di pigliar marito_. Non
era più giovine, ed il mondo non si curava più di lei.
Eppure d'anno in anno differiva quella risoluzione.
Era una di quelle anime amorose, che hanno bisogno di vivere per
qualcheduno, di sacrificarsi. Vivere per sè stessa, le sembrava l'ultima
espressione dell'egoismo, e, malgrado le esigenze della sua salute, se
ne sarebbe vergognata.
--Qui almeno sono utile a qualcheduno, pensava. Se proprio mi sentirò
incapace di resistere, uscirò dal convento; ma finchè posso...
Ed a forza di tirare innanzi, di girar gli ospedali, se n'era fatta
un'abitudine, quasi una necessità; e sebbene non avesse rinunciato al
disegno di rifarsi laica, nessuno ci credeva più; era piuttosto un'idea
vaga, un sogno destinato a rimaner sempre sogno, per consolarla
dell'aridità della sua vita reale.
Aveva quarantacinque anni quando Carlo l'aveva conosciuta quella
domenica. La mattina il medico le aveva detto:
--Il numero trentanove va male; ne avrà per un paio di giorni al più.
La monaca era corsa presso Andrea, e s'era commossa profondamente della
desolazione che turbava le ultime ore di quel vecchio, al pensiero
dell'abbandono in cui lasciava un bambino.
Lei pure aveva aspettato con ansietà il fanciullo, e mentre l'aveva
tenuto sulle ginocchia, e ne aveva sentito scotere le fragili membra
nella convulsione del pianto, aveva pensato come il vecchio:
--Cosa sarà di lui?
Più tardi tornò, sola e pensosa, al letto del moribondo e gli susurrò
dolcemente:
--Quel bimbo è vostro nipote?
Il vecchio chinò più volte il capo in atto di sconforto, come per dire:
--Pur troppo!
--Non ha nessun parente? domandò ancora la monaca.
--Solo al mondo! sospirò l'infermo con accento disperato; ed i suoi
poveri occhi spenti si velarono di lagrime.
Quel giorno Suor Maria fu impensierita e distratta.
Più volte traversò la corsia senza scopo, e, nell'oratorio, invece di
recitare le solite preghiere, rimase assorta in riflessioni profonde, e
tratto tratto fu udita sospirare:
--Sono quasi vecchia... Ma! Ma! Cosa fare?...
Pensava al mondo cui aveva desiderato di tornare, e le pareva che fosse
un deserto.
Si hanno dei parenti, degli amici; ma col tempo i vecchi muoiono, i
giovani si disperdono.
Uno che tornasse dopo tanti anni sarebbe isolato...
Guardava i pochi mobili della sua cella, il letto, il crocifisso,
l'inginocchiatoio, e si sentiva presa da una profonda tenerezza per
quegli oggetti rozzi e logori.
Un medico, attribuendo quell'eccitamento al suo malessere, la fermò
mentre traversava la corsia, e le disse, toccando leggermente la sua
larga cuffia insaldata:
--Dovete risolvervi a lasciar la _cornetta_, Suor Maria, se volete star
bene.
--Oh se fosse per me sola, a questa ora non ci penserei più, sospirò la
suora. Ma, cosa fare?
Quando Andrea la fece chiamare, per pregarla di condurgli ancora una
volta il bambino prima che morisse, Suor Maria rimase un pezzo immobile
a guardare il moribondo, come combattuta fra due pensieri; poi si avviò
lentamente senza rispondere.
Ma dopo pochi passi si fermò, tornò risolutamente indietro, e disse:
--Mettete l'anima in pace, pover'uomo; al vostro bimbo ci penserò io;
uscirò dal convento, e lo terrò con me; siete contento?
Andrea strinse le mani congiunte, come in atto di adorazione; poi,
nell'impeto della riconoscenza, riuscì a piegare il capo verso la sponda
del letto, dove la monaca posava una mano, e la baciò, lasciandola
bagnata di lagrime.
Suor Maria uscì subito in carrozza per condurre il fanciullo al suo
vecchio parente; ma Carlo era fuggito, e quando la suora tornò
all'ospedale con quella nuova disperante, Andrea era morto.
--Meglio così! sospirò la monaca. Dio gli ha risparmiato l'ultimo
dolore.
Poi chiuse pietosamente gli occhi del morto, e gli coprì il volto col
lenzuolo, pensando a quel bambino che errava abbandonato, con un gran
cruccio sul cuore.