DETTI, _e_ ARNHOLM, VIOLETTA, HILDA, LYNGSTRAND.
(_che vengono dal giardino e salgono la terrazza. Lyngstrand saluta ed
esce da destra; gli altri entrano nel salone_).
ARN. Abbiamo fatto dei grandi progetti.
HILDA. Questa sera vogliamo andare sul fiordo, e....
VIOL. (_interromp._) Sta zitta!
WAN. Anche noi abbiamo fatto dei progetti. Ellida, questa sera, parte
per Skjoldvik, ove si tratterrà qualche tempo.
VIOL. Parti?
ARN. Fa bene, signora Wangel.
WAN. Ellida vuol tornare a casa sua! Ritornare alla riva del mare.
HILDA. (_correndo verso Ellida_) Tu parti? tu ci lasci?
ELLIDA. (_spaventata_) Hilda, che cos’hai?
HILDA. (_dominandosi_) Nulla, nulla. (_allontanandosi dice a bassa
voce_) Tu puoi partire, tu!
VIOL. (_con spavento_) Babbo, ti leggo in viso che tu pure partirai per
Skjoldvik.
WAN. No, non v’andrò, forse, che di quando in quando.
VIOL. E noi? e questa casa?
WAN. Starò anche qui.
VIOL. Di quando, in quando?
WAN. Fanciulla mia, è necessario! (_va al fondo_).
ARN. (_a bassa voce_) Ci parleremo più tardi, Violetta. (_s’avvicina a
Wangel_).
ELLIDA. (_a Violetta piano_) Che cosa aveva Hilda? Mi parve commossa.
VIOL. Non hai capito ciò che Hilda di giorno in giorno, aspetta?
ELLIDA. No. Che cosa?
VIOL. Una parola amorevole da te, una sola!
ELLIDA. Ah!... Avevo dunque un compito da adempiere qui?
VIOL. (_guarda la porta di destra, poi ne apre l’uscio_) Babbo, la
colazione è pronta.
WAN. (_dominandosi per mostrarsi calmo_) Grazie. Prego, professore,
passi prima lei. Andiamo a tavola e, vuotando i nostri bicchieri daremo
il saluto alla donna del mare!
(_Tutti si incamminano a destra_).