DETTI _e_ ARNHOLM.
ARN. Buon giorno, mia cara Violetta. Buon giorno, signore. (_guarda e
saluta Lyngstrand con aria di malcontento. Lyngstrand invece gli fa un
grande inchino e si alza_).
VIOL. Buon giorno, signor Professore.
ARN. Come sta oggi?
VIOL. Non c’è male, grazie.
ARN. La sua matrigna è andata anche oggi a prendere il suo bagno?
VIOL. No, è ancora nella sua camera.
ARN. Non si sente forse bene?
VIOL. Non lo so; si è chiusa in camera.
ARN. Hem.... davvero?
LYNG. Si direbbe che alla signora Wangel l’arrivo dell’americano abbia
fatto una grande impressione.
ARN. Come fa a saperlo lei?
LYNG. Lo vidi passeggiare ieri in giardino proprio lui, in carne ed
ossa e lo dissi io alla signora Wangel.
ARN. Ora capisco.
VIOL. Lei, signor professore rimase a discorrere a lungo iersera con
papà?
ARN. Sì, un po’! Abbiamo parlato di cose serie.
VIOL. Ha trovato modo di parlare anche di me.... dei miei desideri.
ARN. No, cara Violetta. Mi è stato impossibile, suo padre era
preoccupato da altre cose.
VIOL. (_con un sospiro_) Eh sì, lo è sempre!
ARN. (_guardandola_) Oh, ne parleremo, ma più tardi. E suo padre dov’è?
È uscito forse?
VIOL. No, deve essere in studio: vado a cercarlo.
ARN. Grazie, non s’incomodi, preferisco andarci io.
VIOL. (_stando in ascolto_) Aspetti, mi pare che egli scenda ora le
scale. Forse era salito da lei. (_Wangel entra dalla porta sinistra_).