VIOLETTA _e_ LYNGSTRAND.
(_Vicino alla tavola di sinistra sta Violetta, seduta al divano e
ricama. Lyngstrand è seduto su una sedia dall’altra parte della tavola.
Si vede in giardino Ballested che dipinge; vicino a lui Hilda che lo
guarda a lavorare_).
LYNG. (_Lyngstrand con i gomiti appoggiati sulla tavola rimane qualche
istante silenzioso guardando Violetta a ricamare_) Dev’essere molto
difficile quel ricamo.
VIOL. Non molto, basta contare bene i punti.
LYNG. Contare? Bisogna contare?
VIOL. E come vorrebbe fare diversamente?
LYNG. È vero. Ma è quasi un lavoro artistico. Sa anche disegnare lei?
VIOL. Ah sì, se ho un modello.
LYNG. In caso diverso, no?
VIOL. No.
LYNG. Allora non è più un lavoro d’arte.
VIOL. È piuttosto un lavoro di pazienza, per il quale ci vuole della
pratica.
LYNG. Eppure io credo che lei potrebbe apprendere un’arte.
VIOL. Io? ma non ho alcuna disposizione.
LYNG. Si consigli con un vero artista.
VIOL. Lei crede che egli potrebbe insegnarmi?...
LYNG. Insegnarle no, ma io credo che la sua arte penetrerebbe in lei a
poco a poco, insensibilmente, come per incanto.
VIOL. Ciò sarebbe strano.
LYNG. (_dopo breve pausa_) Ha lei mai pensato seriamente al matrimonio?
VIOL. (_guardandolo di sottecchi_) Al matrimonio?... no.
LYNG. Io sì invece.
VIOL. Davvero?
LYNG. Certamente; penso sovente a certe cose e al matrimonio in
ispecial modo: anzi ho letto molto in proposito. Credo che il
matrimonio sia una specie di prodigio, che la donna si trasformi
successivamente e finisca per rassomigliare a suo marito.
VIOL. Lei vuol dire avere gli stessi gusti del marito.
LYNG. Sì, benissimo, appunto.
VIOL. Sia pure, ma e la sua capacità? la sua abilità? il suo talento?
LYNG. Hum! vorrei sapere se anche tutto ciò....
VIOL. Lei dunque crede che tutto quanto un uomo ha appreso con la
lettura o con la riflessione, possa trasmetterlo a sua moglie?
LYNG. Sì, a poco a poco, come per un prodigio. Ma so benissimo che
questo può avvenire solamente in un matrimonio bene assortito e
fortunato.
VIOL. Non si è mai chiesto lei se, un uomo nella stessa maniera possa
rassomigliare a sua moglie?
LYNG. Un uomo? Non lo credo possibile.
VIOL. Ma perchè l’una sì e l’altro no?
LYNG. Perchè l’uomo ha una vocazione per la quale egli vive: ed è
appunto ciò che gli dà tanta forza, tanta energia.
VIOL. Dunque tutti gli uomini?
LYNG. Ah, no; intendo parlare sopratutto degli artisti.
VIOL. Lei approva un artista che prende moglie?
LYNG. Sì, purchè egli sposi una donna che ama veramente.
VIOL. Invece a me pare che un artista dovrebbe vivere solamente per la
sua arte.
LYNG. Certo, ma il matrimonio non gl’impedisce di occuparsi della sua
arte.
VIOL. Sia pure, ma quale sarà, in questo caso, lo scopo della vita
della moglie?
LYNG. Essa pure vivrà per l’arte del marito; questa mi pare,
costituisca già una grande felicità.
VIOL. Non ne sono sicura.
LYNG. È certo, signorina, è certo. Non solamente per gli onori e la
stima di cui godrà per lui, ma sopratutto perchè potrà aiutarlo a
creare, perchè gli renderà meno penoso il lavoro incoraggiandolo,
perchè gli renderà la vita dolce e bella. A me pare che tutto ciò debba
infiammare lo spirito di una donna.
VIOL. Lei non comprende fino a qual punto si mostra egoista, parlando
così!
LYNG. Io egoista? io? Se mi conoscesse meglio, signorina Wangel....
(_chinandosi su lei_) Quando, tra poco, non sarò più qui....
VIOL. (_guardandolo con compassione_) Non si angustii.... adesso.
LYNG. E perchè dovrei essere triste?
VIOL. A che cosa pensava allora?
LYNG. Alla mia partenza che sarà tra un mese. Andrò nel Mezzogiorno.
VIOL. Sì, lo so.
LYNG. Penserà a me, qualche volta?
VIOL. Certo, e con piacere.
LYNG. (_contento_) Davvero, e lei me lo promette?
VIOL. Sì, glielo prometto.
LYNG. (_insistendo_) Ma me lo promette sul serio?
VIOL. Sì, su serio. (_cambiando tono_) E perchè vuole questa promessa,
a che cosa le può servire?
LYNG. Oh! non lo dica! Sarei così felice di poter dire che v’è qualcuno
qui che pensa a me!
VIOL. Ebbene, eppoi?
LYNG. Non oso sperare di più....
VIOL. Io neppure. Vi sono molte cose che ci si oppongono.... mi sembra
quasi che tutto si opponga....
LYNG. Ci vorrebbe un miracolo; uno di quei casi che.... Malgrado tutto
io ora credo che la felicità mi seguirà.
VIOL. (_animata_) Ah! lei crede?...
LYNG. Ne sono convinto. Eppoi, tra qualche anno, quando tornerò qui,
sarò uno scultore celebre, avrò un gran nome, avrò riacquistato la mia
salute.
VIOL. Noi lo speriamo ardentemente.
LYNG. Lo speri senza tema, lei che penserà a me durante il mio
soggiorno nel mezzodì, perchè lei me l’ha promesso non è vero?
VIOL. Ho dato la mia parola. (_scuotendo la testa_) Ma non le servirà
nulla.
LYNG. Oh, si! mi aiuterà a lavorare.
VIOL. Lo crede?
LYNG. Lo sento, e mi pare che a lei pure non dovrebbe dispiacere il
pensare che mi sarà d’aiuto nella mia opera d’arte.
VIOL. (_guardandolo_) Ma lei, da parte sua?
LYNG. Io?
VIOL. (_guardando verso il giardino_) Parliamo d’altro. Vedo venire il
professore.
(_Arnholm appare nel giardino a sinistra, si ferma e chiacchiera con
Ballested e Hilda_).
LYNG. Lo ama dunque molto, lei, il suo vecchio professore?
VIOL. Se io lo amo?
LYNG. Sì.... lei ha molta amicizia per lui.
VIOL. Certamente, egli un così buon amico, un così saggio consigliere.
LYNG. È singolare che egli non abbia ancora preso moglie.
VIOL. Lo trova strano ciò?
LYNG. Sicuro, perchè si dice che sia in buonissima posizione.
VIOL. È possibile; ma forse non avrà trovato una donna che lo voglia.
LYNG. E perchè?
VIOL. Perchè egli è stato il professore di quasi tutte le ragazze
che conosce e, si sa, non si sceglie mai come sposo, un nostro antico
professore....
LYNG. Lei non crede che una giovane possa innamorarsi del suo
professore?
VIOL. No, ammenochè essa non sia molto, ma molto giovane.
LYNG. Ah!... Dite davvero?
VIOL. (_con un segno di avvertimento_) Ma silenzio, eccolo qui.
(_Ballested prende il cavalletto, il pliant, ecc. e attraversa il
giardino dirigendosi verso destra. Hilda l’aiuta. Arnholm sale sulla
terrazza ed entra nel salone_).