VIOLETTA, HILDA, LYNGSTRAND _quindi_ ARNHOLM.
(_Violetta è seduta su una panchina di pietra; è ancora occupata a
cucire. Vicino a lei, sulla panca, ci sono dei libri ed una borsa da
lavoro. Hilda e Lyngstrand stanno pescando allo stagno_).
HILDA. (_facendo un gesto a Lyngstrand_) Stia fermo. Eccone là uno
grosso!
LYNG. (_guardando_) Dov’è?
HILDA. (_segnando col dito_) Non può vederlo... Laggiù. E guardi ancora
là. Eccone un altro. (_guardando dalla parte degli alberi_) Auf! adesso
vien lui e me li farà scappare.
VIOL. (_alzando la testa_) Chi viene?
HILDA. Il tuo professore.
VIOL. Il mio professore?
HILDA. Eh, mio Dio, non è certo il mio.
ARN. (_viene da destra del viale degli alberi_) Vi sono anche dei pesci
nello stagno?
HILDA. Qualche pesciolino.
ARN. E vivono in quell’acqua?
HILDA. A quel che pare: ora pensiamo noi a regolare i loro conti.
ARN. Perchè non pescano nel fiordo?
LYNG. Lo stagno ha maggior mistero.
HILDA. È più interessante. Ha preso il suo bagno?
ARN. Or ora.
HILDA. Prudentemente ella sarà rimasto nella vasca.
ARN. Non sono un forte nuotatore.
HILDA. Sa fare il morto?
ARN. No, signorina.
HILDA. Io sì. (_a Lyngstrand_) Andiamo a pescare più in là. (_escono da
destra costeggiando lo stagno_).