DETTI _e_ VIOLETTA, _quindi_ WANGEL _ed_ HILDA.
(_Violetta appare sulla terrazza e scende in giardino_).
VIOL. Vogliono intanto passare nel salone? Papà arriverà a momenti.
ELLIDA. Sì, sì.
WAN. (_che ha cambiato d’abito da sinistra con Hilda_) Eccomi
finalmente libero. Ho sete, beverei volontieri qualche cosa di fresco.
ELLIDA. Aspetta un momento. (_va a prendere i fiori_).
HILDA. Che bei fiori! Chi l’ha portati?
ELLIDA. Mia cara Hilda, me li ha regalati lo scultore Lyngstrand.
HILDA. (_stupita_) Lyngstrand è stato qui un’altra volta!
ELLIDA. (_con piccolo sorriso_). Sì, è venuto a portare i fiori per la
festa.... tu sai bene....
VIOL. (_guardando di sottecchi Hilda_) Ah!
HILDA. (_tra sè_) Che imbecille!
WAN. (_imbarazzato, a Ellida_) Hem.... bisogna che ti spieghi.... ti
dirò mia cara, mia amata Ellida...
ELLIDA. (_interrompendolo_) Venite ragazze. Mettiamo anche questi fiori
con gli altri. (_sale la terrazza_).
VIOL. (_a Hilda_) Vedi Hilda, che non è cattiva come la dici?
HILDA. (_a bassa voce con tono irritato_) Quanto sei sciocca! Fa tutto
questo solo per piacere di più al babbo.
WAN. (_che è salito sulla terrazza, stringendo la mano a Ellida_)
Grazie, grazie: ti sono riconoscente Ellida per questo tuo atto.
ELLIDA. (_cambiando disposizione ai fiori_) Bah! Perchè non debbo fare
qualche cosa anch’io per la mamma?
ARN. Hem....! (_si dirige verso la terrazza, Violetta ed Hilda
rimangono in giardino_).