(_Hilda appare sulla terrazza con lo sgabello. Violetta porta nuovi
fiori. Lyngstrand saluta Violetta_).
HILDA. (_appoggiandosi al parapetto della terrazza e senza rispondere
al saluto_) Violetta mi diceva che lei, oggi, ha avuto il gran coraggio
di entrare in casa nostra.
LYNG. Sì, signorina, mi sono presa questa libertà.
HILDA. Ha fatto la sua passeggiata mattutina?
LYNG. Questa mane non ha durato a lungo questa passeggiata.
HILDA. Ha già fatto il bagno?
LYNG. Or ora. Ho visto anche la sua signora madre che entrava nella
cabina.
HILDA. Mia madre!
LYNG. Sì, sua madre.
HILDA. Ah! sì! (_posa lo sgabello davanti alla poltrona_).
VIOL. (_interrompendo Hilda_) Ha veduto il canotto di papà?
LYNG. Ho visto infatti un canotto che si dirigeva verso la città.
VIOL. Dev’essere quello. Papà è andato a visitare dei malati alle isole.
LYNG. (_sul primo gradino della terrazza_) Come ha disposto bene questi
fiori! Oggi è dunque giorno di festa.
HILDA. Sì.
LYNG. Forse il compleanno del loro padre?
VIOL. (_prevenendo Hilda_) Hem!... hem!
HILDA. (_senza badare ai segni di Violetta_). No, della mamma.
VIOL. (_con un tono di rimprovero_) Hilda!
HILDA. Lasciami in pace (_a Lyngstrand_) Adesso ritornerà a casa per la
colazione?
LYNG. (_scendendo lo scalino_) Sì, vado a mangiare un boccone.
HILDA. Si sta bene, all’albergo?
LYNG. Non abito più all’albergo: era troppo caro.
HILDA. E dove abita adesso?
LYNG. Dalla signora Jensen.
HILDA. Jensen?
LYNG. La levatrice.
HILDA. Scusi, signor Lyngstrand, ma ho da sbrigare qualcosa.
LYNG. Mi scusi signorina, io non dovevo dire....
HILDA. Che cosa?
LYNG. Quello che ho detto....
HILDA. (_con sussiego_) Non capisco.
LYNG. È naturale. Frattanto permetta ch’io mi ritiri...
VIOL. (_sui primi gradini della terrazza_) Arrivederci signor
Lyngstrand. Voglia scusarci per oggi, ma più tardi, quando non saremo
tanto occupate, ci farà piacere se viene a salutarci ed a salutare
nostro padre.
LYNG. Col più grande piacere, non domando di meglio. (_saluta ed esce
dalla porta del giardino — sulla strada saluta un’altra volta_).
HILDA. Buon giorno, e tanti saluti per me alla signora Jensen.
VIOL. (_a mezza voce e prendendola per un braccio_) Hilda, non fare la
cattiva. Ti potrebbe sentire.
HILDA. Non me ne importa nulla.
VIOL. (_guardando a destra_) Ecco papà.