NINFEA

Un soave mattin di primavera

Un luminoso ciel come di seta,

Su per il monte l'antica pineta

Immobilmente taciturna e nera.

E in vetta al monte, dove più secreta

La foresta s'addensa e più severa,

Chiusa in angusto margine una spera

Di lucid'acqua ammaliata e cheta.

E solitaria, in mezzo al trasparente

Vetro dell'acqua, una bianca ninfea

Che nel riso del sol apresi ignuda;

Come un sogno d'amor vivo e fiorente

Che al radïar d'una superna idea

In sen di verginale alma si schiuda.

Avete assaporato, signorine, il sano odor dei pini, e l'incanto

innocente di quelle acque, e il riso ingenuo di quella candida corolla e

la forte purezza di quel sogno? Si? Ebbene, allora esultate; siete

poetesse anche voi.

Ecco un altro sonetto più soggettivo. Quello era una perla questo

un'opale. Due diversi candori, due diverse virtù.

Dal mio verziere : saggi di polemica e di critica · 第 52 / 97 题