L'indomani mattina, uscendo dall'_Aquila Nera_, m'incontrai faccia a
faccia col professore Topler, che veniva a riparlarmi dei libri
italiani. Mi crucciai in cuor mio che suo fratello non gli avesse
ancor detto niente. Risposi che non potevo assolutamente incaricarmene
e che il suo _verehrter Herr Bruder_ ne sapeva il perchè.--Oh
oh!--fece il professore ossequiosamente.--Oh oh, bene! Oh oh,
bene!--Nella cerimoniosa Germania non ho conosciute due persone
cerimoniose come il professore Topler, che anche nominando suo
fratello gli appiccicava degli aggettivi rispettosi. Vedevo che gli
pareva scortese di lasciarmi così su due piedi, e che, mortificato
dalla mia repulsa, non sapeva quale discorso tenermi.
--Iersera abbiamo fatto musica in casa Treuberg--diss'egli.
M'inchinai in silenzio.
--C'era--soggiunse--anche la signorina Luise.
M'inchinai daccapo. Egli attese ancora un poco, mi fece un profondo
saluto e se n'andò.
La signorina Luise! Mi pareva che volesse un gran bene a Violet, e ciò
la rendeva ben cara anche a me. Avrei voluto vederla, parlare con lei
di miss Yves, ma non sapevo se fosse conveniente di farle una visita.
Mi ricordai che mi aveva chiesti i versi italiani fatti per lei nel
Bahnhofswald, e risolsi di portarglieli. Il vecchio Topler, scendendo
meco dal Parkhaus, mi aveva indicato la casa dei von Dobra nella
Marktgasse. Me la ricordavo bene per una statua della Madonna col
Bambino infissa fra due finestre. Topler mi aveva detto che le
signorine, orfane della madre, abitavano lì col loro papà, membro del
Landesgericht di Eichstätt.
Suonavano allora le undici, e trovai che la signora Luise era uscita
da una mezz'ora per andar a prendere una sua sorellina alla
_Volkschule_ delle Benedettine nel convento di Santa Valpurga. Mi feci
insegnare la via, passai dal convento, incontrai molte bambine che ne
uscivano, ma non lei. Tirai avanti per la Westenvorstadt e la trovai
poco lontano, in un prato lungo l'Altmühl, a coglier fiori con la sua
sorellina. Mi chiese se andavo al Tiefenthal, e parve molto lieta di
apprendere che invece ero venuto in cerca di lei con quei versi. Le
domandai di miss Yves. Rispose che aveva passato una bella serata con
lei in casa Treuberg, che una sua cugina aveva cantato molto bene e un
signore di Monaco molto male.
--Sua cugina--diss'io--ha cantato _Haidenröslein_.
--Oh come lo sa,?--esclamò la biondina battendo palma a palma. Risposi
ch'ero passato sotto le finestre di Treuberg, ed ella mi sgridò, mi
disse che ero stato molto cattivo di non salire.
--Iersera ci sarebbe proprio stato bisogno di Lei--soggiunse--Il
vecchio Topler voleva assolutamente sapere l'indirizzo esatto dei...
Nominò la famiglia di comune conoscenza che dimorava a Monaco.
--La zia Treuberg--proseguì--non lo ricordava bene. A me pareva che
fosse così.
Me lo ripetè ed era esatto, ma io tacqui assorto com'ero
nell'immaginar le ragioni di Topler. Pensai subito che volesse
chiedere informazioni sul mio conto. E poi?
--Ci aiuti a coglier fiori--disse la biondina.--Non si pranza mai
senza fiori sulla tavola, noi. Domani si ha gente a pranzo e andrò a
prenderne di più belli nel bosco e anche a Waldmeister; ma oggi non ho
tempo. Se ci aiuta bene, Le faccio poi fare un bel giro, si torna in
città da quei pioppi là, sotto la Burg. Non è vero ch'è bellina la
nostra Eichstätt? Questo edificio grande con il campanile è il
convento di S. Valpurga, lo sa bene; e quell'altra chiesa a destra e
la Jesuitenkirche, e quella più a destra è la Heiligengeisteskirche. E
questi prati, non sono carini?
Ella chiacchierava e coglieva fiori e li gettava nel grembiale della
sua sorellina, dove li faceva posare anche a me, sgridandomi quando i
gambi non erano abbastanza lunghi. Io cercavo pure di ricondurla
all'argomento di prima. Le chiesi se oramai miss Yves stesse veramente
bene.
--Credo di sì,--rispose,--ma è tanto triste. Anche iersera quando mia
cugina cantava era pallida pallida; ho avuto paura che svenisse. Ma
già ci doveva essere qualche mistero iersera.
--Perchè?
--Perchè quando andai a casa Treuberg trovai Violet così turbata, così
distratta! Ne domandai a lei, mi disse che non aveva niente; ne
domandai alla zia, mi rispose ch'era diventata così da un quarto
d'ora, dopo aver ricevuta una lettera. Fui poi presente quando
arrivarono i fratelli Topler.
--Ebbene?
--Non so, si guardarono in un certo modo diverso dal solito. Il
vecchio Topler poi non pareva più lui. Era così serio!--Sì,
sì--soggiunse la signorina porgendo due labbrucci malcontenti--ma Lei
non pensa che a Violet, non si occupa dei miei fiori.
Finita la raccolta, Luise ne fece imbarcare, ciascuno con un fascio di
margherite, garofani chinesi e anemoni, nel rozzo canotto di un
pescatore che ci portò all'altra riva dell'Altmühl. Ella m'indicò dal
fiume la casa che il professor Topler stava preparando per la sposa e
mi disse che miss Yves vi era già andata e vi doveva ritornare quel
giorno stesso. Giudicava poi da qualche frase della stessa Violet
ch'ella si sarebbe trattenuta ad Eichstätt molto meno di quanto aveva
divisato prima. Non avrei dovuto stupirne, ma pure n'ebbi una stretta
al petto. Miss Yves voleva dunque fuggirmi; se ora il vecchio Topler
non parlasse a suo fratello, che potrei fare? Un momento prima avevo
il cuore pieno di speranze; adesso tremavo di essermi illuso. La
gentile signorina Luise dovette rimanere ben poco soddisfatta di me
che guardavo stupidamente nell'acqua o nell'erba invece di mostrarmi
amabile cavaliere, o almeno di ammirare la sua linda cittadetta
accoccolata nella valle, la processione dei pioppi, e, là in alto, il
fantasma della vecchia Burg in rovina. Tacendo io, finì anche lei con
tacere. A pochi passi dalla città, ritornandovi, colse certe foglie
odorose dicendo di voler portare a Violet il suo prediletto
_sweetbriar_. Mi domandò quindi se intendevo andare, quella sera, a
casa Treuberg. Prima avevo deciso di andarvi, ma poichè il vecchio
Topler aveva chieste informazioni sul mio conto in Italia, e forse le
attendeva per parlare col fratello, per pigliare una risoluzione
definitiva, siccome una mia visita avrebbe potuto affrettare la
partenza di Violet, mi parve opportuno di astenermene per ora,
quantunque il sacrificio mi fosse doloroso; risposi che non vi sarei
andato.
Accompagnai la signorina fino a casa, dove mi fece conoscere suo
padre: un signore molto garbato che mi parve devoto suddito della
bionda figliuola. M'invitarono al thè per la sera successiva.--Sarà
contento--diss'ella con un sorriso.--Il nostro thè è eccellente.--Mi
sentii arrossir forte. Il sorriso della biondina era il suo solito
sorriso benevolo sulla bocca ma non negli occhi. Gli occhi brillanti
dicevano chiaro: troverà miss Yves.