=Detti, Selma, Erik= poi =Ringdal.=
(_Durante la scena precedente Selma è stata sulla porta
di destra_).
SELMA. Padre mio, sei soddisfatto adesso? Gli permetti di venire?
BRATSB. Selma! Tu m’implori per lui! tu, che l’altro giorno....
SELMA. L’altro giorno è ormai lontano.... Tutto è rimediato. Ho capito
adesso che egli non è semplicemente una macchina calcolatrice, ma che
sa anche fare delle pazzie!
BRATSB. E te ne rallegri?
SELMA. Sì, che possa farne è un conto, ma che noi gliele lasciamo fare,
è un altro!
BRATSB. Che venga. (_Selma esce_).
RINGD. (_arriva dalla prima porta a destra_). Ecco la vostra lettera di
rinuncia.
BRATSB. Grazie, laceratela.
RINGD. Lacerarla?
BRATSB. Sì, Ringdal, non è redatta nella forma voluta. Oltre a ciò....
ERIK. (_arrivando con Selma dalla destra_). Padre mio, è vero che mi
perdoni?
BRATSB. (_dandogli la cambiale_). Non voglio essere più inflessibile
del destino!
ERIK. Papà, da oggi stesso rinuncio a quel commercio, al quale tu ti
opponevi tanto.
BRATSB. No, ragazzo: non torniamo indietro. Tu non devi lasciar la tua
carriera, ma io, io stesso mi associerò a te. (_Ad alta voce_) Sapete
la novità, signori? Divento socio di mio figlio!
GLI INVITATI. Ma come? voi, voi.... signor ciambellano?...
HEJRE. Tu, mio carissimo?
BRATSB. Sì, è un commercio onesto ed utile, almeno può diventarlo. Non
ho più ragione di astenermene.
LUND. Signor ciambellano, se voi prendete parte alla vita attiva del
paese, sarebbe ridicolo e vergognoso che un vecchio lavoratore come me,
non facesse il suo dovere!
ERIK. Voi, davvero?
LUND. Sì, sì: dopo le delusioni amorose toccate oggi al povero
Stensgard, non vorrei certo forzarlo ad occuparsi degli affari
pubblici. Poveretto, avrà ben altro in mente! Bisogna prima che si
rimetta dalla batosta sofferta; gli faremo cambiar aria, lo manderemo
in viaggio. Intanto, miei cari concittadini, se voi avete bisogno di
me, eccomi qua!
MOLTI INVITATI (_stringendogli la mano_). Grazie, Lundestad! Voi siete
sempre il nostro vecchio Lundestad! Voi non vi smentite mai!
BRATSB. Oh benissimo! Tutto è successo per il meglio, e tutto
finalmente si accomoda bene. Ma chi è, in conclusione, la causa di
tutto ciò?
FIELDBO. Ecco Aslaksen, che ne ha la sua buona parte!
ASLAK. (_spaventato_). Io, signor dottore? Ma se io sono innocente come
l’acqua fresca!
FIELDBO. Ma la lettera che....
ASLAK. Non è colpa mia, ma dell’elezione, di Bastiano Monsen, del
destino, del caso, della signora Rundholmen, e del suo punch: non c’era
abbastanza limone dentro! Ed eccomi ancora sulla breccia colla stampa!
BRATSB. (_avvicinandosi_). Come? che cosa dite?
ASLAK. La stampa, signor ciambellano.
BRATSB. La stampa? Ma non v’ho sempre detto io che al giorno d’oggi la
starhpa è una potenza straordinaria?
ASLAK. Oh, non mi pare, signor ciambellano!...
BRATSB. Bene, bene: fino ad ora non ho mai letto il vostro giornale; ma
in avvenire lo leggerò. Me ne volete dare dieci copie?
ASLAK. Venti, se volete, signor ciambellano!
BRATSB. Ebbene, mandatemene venti. E se il denaro vi mancherà, venite a
trovarmi: ma vi avviso fin d’ora, non scriverò mai una riga.
RINGD. Signor ciambellano, è vero ciò che mi dicono? Vostra figlia è
fidanzata?
BRATSB. Sì, che ve ne pare?
RINGD. Io ne sono felicissimo. Ma da quando?...
FIELDBO (_rapidamente_). Ne parleremo più tardi!
BRATSB. Dal 17 maggio, ultimo scorso!
FIELDBO. Come?
BRATSB. Il giorno stesso che la signorina Anna....
DORA. Come, papà, tu sapevi?...
BRATSB. Sì, mia cara, io l’ho sempre saputo.
FIELDBO. Oh, signor ciambellano!
DORA. Ma chi ha?...
BRATSB. Un’altra volta, mie belle ragazze, parlerete più a bassa voce,
quando io faccio la mia siesta sotto la tenda.
DORA. Oh, Dio, dunque eri là?...
FIELDBO. Ora capisco il vostro modo d’agire.
BRATSB. Sì, ma come avete potuto tacere?
FIELDBO. E a che scopo avrei parlato prima del tempo?
BRATSB. Avete ragione: era destino che le cose finissero così.
DORA (_piano a Fieldbo_). Oh lo vedo che sai tacere! Di tutta questa
storia di Stensgard, perchè non m’hai mai raccontato nulla?
FIELDBO. Quando lo sparviero gira intorno alla colomba, si sta in
guardia, senza spaventarla! (Sono interrotti dalla signora Randholmen).
HEJRE (_a Bratsberg_). Senti; scusa sai, ma bisognerebbe che noi
rimandassimo il nostro processo ad epoca indeterminata....
BRATSB. Ti pare? per me son dispostissimo.
HEJRE. Ho accettato il posto di redattore al giornale di Aslaksen.
BRATSb. Bravo, benissimo.
HEJRE. E capirai tu stesso che le numerose occupazioni....
BRATSB. Figurati, caro amico, io posso aspettare fin che vuoi.
Sig.ª RUNDHOL. (_a Dora_). Oh sì, ho pianto troppo per quell’infame, e
non lo meritava davvero! Adesso ringrazio Dio d’avermi dato Bastiano,
che è così buono e bravo! Quell’altro invece.... falso come Giuda, e
inoltre pieno di vizii; fuma come un turco, ghiottone, come pochi ne ho
veduti.... Infine è stata una fortuna per me d’essermene liberata.
CAMERIERA. Il signor ciambellano è servito.
BRATSB. Io vi ringrazio tutti nuovamente, signori. Signor possidente
Lundestad, voi restate con noi, e anche voi, signor tipografo Aslaksen!
RINGD. Non mancheranno certo gli argomenti per i brindisi!
HEJRE. No, certamente. E sarà anche permesso a un vecchio come me di
fare un brindisi agli assenti.
LUND. Gli assenti possono ritornare, signor Hejre.
HEJRE. Alludete all’avvocato?
LUND. Sì, e credete a me, signori: fra dieci o quindici anni, Stensgard
sarà deputato o ministro, o meglio tutti e due assieme.
FIELDBO. Fra dieci o quindici anni? Ma allora non potrà più essere alla
testa della Lega dei giovani!
HEJRE. E perchè no?
FIELDBO. Perchè anche lui.... sarà d’un’età un po’ equivoca.
HEJRE. Allora si metterà alla testa d’una Lega di gente equivoca: è
questa la vostra idea, Lundestad? Del resto siete anche voi del parere
di Napoleone, che diceva: «La gente equivoca è quella che dà i più
grandi uomini politici.» Eh, eh!
FIELDBO. Ma la nostra unione non morrà, e sarà sempre la Lega dei
giovani. Quando Stensgard, fra il plauso della folla, fu portato in
trionfo, nel giorno fortunoso di libertà, egli proclamò che la Lega dei
giovani contraeva un’alleanza colla Provvidenza. E credo che il nostro
ottimo Pastore, qui presente, approverà questo patto.
BRATSB. Lo credo io pure, miei cari amici. Poichè, davvero noi abbiamo
errato, come smarriti nel buio, ma buoni angeli vegliavano su di noi.
LUND. Sì, grazie a Dio, li abbiamo avuti, anzi in mezzo a noi, gli
angeli tutelari.
ASLAK. E tutto per le nostre condizioni locali, signor Lundestad.