SCENA XI.

=Stensgard, Aslaksen.=

STENSG. Ma che diavolo venite voi a far qui?

ASLAK. Voi mi avete promesso ieri il resoconto della fondazione della

nostra Società.

STENSG. Aspettate ancora un po’.

ASLAK. Ma è impossibile, signor Stensgard. Il giornale esce domattina.

STENSG. Che, che! Noi entriamo in una nuova fase, bisogna cambiar

tutto: circostanze impreviste m’obbligano a ritirare ciò che ho detto

ieri riguardo al ciambellano Bratsberg.

ASLAK. Riguardo a lui? ma è già composto.

STENSG. Levatelo: bisogna modificarlo. Voi mi guardate! Mi credereste

incapace di dirigere degnamente la nostra Società?

ASLAK. Sono lontanissimo da simile pensiero. Vorrei solamente farvi

osservare....

STENSG. Non tollero nessuna osservazione.

ASLAK. Signor avvocato, sapete voi che io sono sull’orlo della rovina?

Quest’inverno, prima che voi arrivaste, il mio giornale andava assai

meglio. Lo redigevo io stesso, guidato da un principio incrollabile: è

il grande pubblico che tiene in vita i giornali; ma siccome il grande

pubblico val poco, così ci vuole un giornale che valga pochissimo.

Tutti i numeri erano ispirati a quest’idea.

STENSG. Male, indiscutibilmente.

ASLAK. Sì, ed io ne ero soddisfattissimo. Ma siete arrivato voi, colle

vostre idee innovatrici; il mio giornale ha preso un colore, e allora

gli amici di Lundestad m’hanno abbandonato: e quelli che mi rimangono

pagano troppo poco.

STENSG. Ma il vostro è diventato un buon giornale.

ASLAK. Grazie mille: ma un buon giornale non dà da vivere. Se un po’

di movimento, un po’ di vita si facesse una volta in questo benedetto

paese, come avete promesso voi ieri, allora si comincierebbe a mettere

in berlina o l’uno o l’altro dei personaggi altolocati, e il mio

giornale pubblicherebbe degli articoli, che tutti leggerebbero con

interesse. Ma sul più bello, voi mancate di parola.

STENSG. Ma che cosa v’eravate messo in mente? che io volessi sollevar

degli scandali, per fare un piacere a voi? No, no, caro mio.

ASLAK. Signor avvocato, non riducetemi alla disperazione, potrebbe

finir male.

STENSG. Che cosa volete dire?

ASLAK. Che sarò costretto a ricorrere ad altri mezzi, perchè il mio

giornale mi renda ancora qualche cosa. Prima del vostro arrivo io lo

riempivo tutto di fatti di cronaca, aggressioni, incendî, suicidî, più

o meno veri, s’intende; e il pubblico s’accontentava. Ma da che siete

venuto voi a mettere sottosopra ogni cosa, il pubblico esige un altro

alimento.

STENSG. Ebbene, io non ho da rispondervi che questo: se voi mi

disubbidite, se volete agire a modo vostro, io vado immediatamente dal

tipografo Halm, per fondare un altro giornale. Persuadetevi bene, che

del denaro noi ne abbiamo abbastanza.

ASLAK. (_pallidissimo_). Non fate questo.

STENSG. Sicuro che lo farò; a me non manca la capacità di redigere un

giornale, che sappia cattivarsi la maggioranza del pubblico.

ASLAK. Quand’è così, io vado immediatamente a parlare col signor

ciambellano.

STENSG. Voi? e per dirgli che?

ASLAK. Oh, credete voi ch’io non abbia capito perchè egli vi ha

invitato qui? Perchè vi teme e voi ne abusate. Io imiterò il vostro

esempio: egli dovrà temere anche me, per quello che gli minaccerò di

stampare: e un po’ di vantaggio lo avrò anch’io, almeno una volta!

STENSG. Ah, voi osereste?.... un intrigante come voi?...

ASLAK. Ma certo, certo. Perchè il vostro discorso non esca sul mio

giornale, bisognerà bene che il signor ciambellano mi paghi.

STENSG. Provatevi a farlo! Ma voi siete ubbriaco, caro mio!

ASLAK. Sarà benissimo; e mi vedrete diventare un leone per difendere

il mio ultimo tozzo di pane, giacchè si vuol portarmelo via. Ah, voi

non avete idea di ciò che di triste, di miserabile è la mia casa: una

povera donna sempre a letto, un ragazzo infermo....

STENSG. E che me n’importa? Pretendereste ch’io m’imbrattassi del

vostro fango? Peggio per voi se avete la moglie ammalata ed i ragazzi

storpi! Ma ricordatevi bene: se osate mettervi sul mio cammino, fra un

anno.... vi garantisco, farete parte dell’asilo di mendicità.

ASLAK. Signor avvocato, aspetterò ventiquattr’ore.

STENSG. Ah, cominciate a diventar ragionevole!

ASLAK. Avviserò i miei lettori che in seguito a leggera indisposizione,

il redattore non ha potuto....

STENSG. Ebbene, fate così per ora: chi sa che in seguito non

c’intendiamo meglio.

ASLAK. Dio lo volesse.... Pensateci bene, signor avvocato! (_Esce dal

fondo_).

La lega dei giovani · 第 25 / 69 题