SCENA VII.

=Stensgard= e =Fieldbo=.

STENSG. Sei tu caro Fieldbo?

FIELDBO. Ai vostri ordini, novello signore del popolo! Dunque, sei

stato eletto presidente ad unanimità?

STENSG. Naturalmente, ma....

FIELDBO. Vedremo ora che cosa ti renderà tale onorificenza: qualche

magnifico posto certamente! Amministratore della cassa di Risparmio, o

forse....

STENSG. Oh, non dir cose che tu non puoi pensare: perchè vuoi far

credere d’aver un cuore arido e vuoto, quando non è così!

FIELDBO. Ebbene, allora niente più malignità: ti ascolto.

STENSG. Oh caro Fieldbo! Ritorna, te ne prego, ad essermi sinceramente

amico, come una volta: perchè da qualche tempo in qua hai assunto

quell’aria scrutatrice ed ironica, che mi ha allontanato da te? Ma ho

avuto torto.... (_Lo abbraccia_) Dio mio, quanto sono felice!

FIELDBO. Sei felice? Ebbene, anch’io lo sono!

STENSG. Non sarei il più miserabile degli uomini se questa gioia non mi

rendesse buono e giusto? Che ho fatto io per meritare tanta felicità?

FIELDBO. Eccoti la mia mano. Questa sera sento di volerti bene!

STENSG. Dimmi la verità, amico: non ti sembra forse una felicità

suprema quella di camminare innanzi, seguito dalla folla plaudente? Non

ti sembra che questo trionfo, commovendo l’animo nostro, lo renda più

buono, più dolce, più affettuoso verso il prossimo? Oh, questa brava

gente! io vorrei abbracciarla tutta, per farmi perdonare, in certo qual

modo, la preferenza che Dio ha mostrato verso di me.

FIELDBO (_a mezza voce_). E dire che un sol uomo può tanto! Questa sera

non saprei uccidere una mosca, nè recidere un fiore dallo stelo!

STENSG. Tu?

FIELDBO. Lascia star questo: io volevo dirti solamente che ti comprendo.

STENSG. Che notte deliziosa! Qui tutto è calma, è silenzio: intorno a

noi risuonano ancora le grida giubilanti della folla, le ultime note

della musica.... Oh chi non si sente migliore in questi momenti, non

merita neanche di vivere!

FIELDBO. Sì, ma dimmi, che cosa farete domani, che cosa farete nei

giorni seguenti, che cosa volete fabbricare?

STENSG. Fabbricare? Ma prima bisogna demolire, caro mio! Fieldbo, ho

sognato una volta che il giorno del giudizio universale era venuto;

io guardavo attraverso le nuvole: il sole era scomparso, solo i

lampi mandavano sinistri bagliori. Poi la tempesta; essa travolse

ogni cosa.... le foglie degli alberi e gli uomini. Questi venivano

trascinati violentemente e sembravano tanti borghesi che corressero

in traccia dei loro cappelli, portati via dal vento! Cosicchè quando

si avvicinarono a me fui assai sorpreso di vedere che erano tutti

imperatori e re, che invano correvano dietro furiosamente alle loro

corone, ai loro scettri. Così ne passarono centinaia e centinaia senza

sapere il perchè di tal corsa sfrenata. Alouni gridavano: «Ma donde

viene questa orribile tempesta?» E si udiva rispondere fra il muggito

del tuono e il sibilo del vento: «Una voce potente si è fatta sentire,

e dall’eco che ha risvegliata si è scatenata la bufera.»

FIELDBO. E quando hai sognato questo?

STENSG. Oh, molti anni fa!

FIELDBO. Forse in quel momento c’era la rivoluzione in qualche parte

d’Europa, tu avevi pranzato bene e letto i giornali....

STENSG. Oh, il medesimo brivido ghiacciato! l’ho sentito questa sera

passarmi per le vene! Sì, farò il mio dovere, sarò la voce che....

FIELDBO. Ascolta, mio caro, e rifletti. Tu vuoi essere la voce, non è

vero? Qui, in questa città? e dove sarà, dimmi, l’eco che solleverà la

tempesta? Della gente come il possidente Monsen, come Bastiano! Invece

di imperatori e re fuggitivi, noi vedremo il signor Lundestad correre

in traccia della sua elezione a deputato.... E che resterà del tuo bel

sogno?... il principio soltanto: dei meschini borghesi che corrono al

vento!

STENSG. Sì, dapprincipio; ma chi può sapere fin dove una tempesta

estenderà le sue rovine?

FIELDBO. Fantasie! E poi, accecato, circuito come sei da questa gente,

finirai col rivolgere contro di noi le tue armi, vedrai!

STENSG. Non è vero.

FIELDBO. Sì, sì, vedrai. Subito dopo il tuo arrivo, Monsen ti ha teso

il laccio, e ti rovinerà, se non ti liberi di lui. Il ciambellano

Bratsberg è un uomo d’onore, te lo assicuro. Sai perchè Monsen lo odia

tanto? Perchè....

STENSG. No, taci: non offendere i miei amici.

FIELDBO. Vediamo, Stensgard: Monsen è proprio un amico tuo?

STENSG. Mi ha accolto in casa sua colla massima gentilezza.

FIELDBO. Sì, ma le persone più considerate in paese non vogliono

saperne di andar da lui!

STENSG. Oh, sarà qualche funzionario ambizioso! oh, li conosco! Per

conto mio posso dire che mi ha ricevuto con tale distinzione, con tanti

riguardi, che....

FIELDBO. Con distinzione! Ah, Dio mio, ma ti pare?...

STENSG. Oh, per questo io giudico imparzialmente. Il signor Monsen ha

delle buone qualità: è istruito e intelligente negli affari pubblici.

FIELDBO. Delle buone qualità? Eh, a modo suo sì. È istruito, perchè

riceve i giornali, e vi legge i tuoi articoli e i tuoi discorsi; è

anche intelligente, se vuoi, negli affari pubblici.... lo ha dimostrato

approvando i tuoi discorsi e i tuoi articoli!

STENSG. Fieldbo, Fieldbo, non ricominciare colle malignità! non dire

quello che tu non pensi.... Io ho une forte motivo per aver agito

così... e te lo confido. Dimmi un po’, conosci tu Anna?

FIELDBO. Anna Monsen? Sì, un po’.

STENSG. Essa va qualche volta in casa Bratsberg?

FIELDBO. Sì, va di nascosto a trovare la signorina Bratsberg, che è sua

compagna d’infanzia.

STENSG. E che te ne pare?

FIELDBO. Da quello che ho inteso dire è una buonissima ragazza.

STENSG. Oh, se tu la vedessi in casa sua, quanto è premurosa e buona

coi suoi fratellini! E quanta assistenza ha fatto a sua madre, povera

donna, che negli ultimi anni era un po’ alterata di mente!

FIELDBO. Sì, lo so, l’ho curata anch’io per qualche tempo. Ma dimmi un

po’, caro amico, non mi vorrai far credere....

STENSG. Ma sì, Fieldbo, io l’amo realmente: e te lo posso dire.

Capisco che ciò ti sorprenda, tanto più che tu saprai del mio famoso

fidanzamento a Cristiania, andato a vuoto....

FIELDBO. Sì, me l’hanno raccontato.

STENSG. È stato tutto un malinteso.... ho dovuto troncare ogni cosa....

era il meglio che potessi fare.... t’assicuro però che ne ho avuto

molto dispiacere.... Ma grazie a Dio, la è finita. È questo uno dei

motivi per cui ho lasciato Cristiania.

FIELDBO. E Anna Monsen corrisponde al tuo affetto?

STENSG. Sì, caro amico, non ho ragione di dubitarne.

FIELDBO. Allora tutto va a gonfie vele!. Puoi proprio chiamarti

fortunato! e ho il mio motivo di dirlo!...

STENSG. Ah, davvero? Credi che ella abbia detto qualche cosa alla

signorina Bratsberg?

FIELDBO. No, tu non puoi capirmi. Ma senti.... come va che ti sei

gettato con tanto ardore nella lotta politica? Perchè aspiri così

vivamente alle acclamazioni della folla?

STENSG. Ma, caro mio, l’amore non deve andar disgiunto dal lavoro: al

contrario lo aiuta, lo nobilita! Ed io debbo appunto attraversar queste

lotte, questo trambusto, per arrivare sino a lei.

FIELDBO. Volgare tragitto, in verità.

STENSG. Eh, che vuoi? Sono ambizioso, lo sai, e voglio percorrere una

via luminosa: il tempo stringe, ho già trent’anni, e quando ci penso,

mi prende il rimorso....

FIELDBO. E ti proponi di emendarti....

STENSG. Ah, tu hai sempre voglia di ridere! Tu non hai mai provato

questo bisogno di movimento, di vita. Tu sei sempre stato indolente,

sempre e dappertutto: in collegio e all’università; all’estero e qui.

FIELDBO. Non dico di no, ma quest’indolenza è piacevolissima, sai?

Non rassomiglia per niente alla stanchezza mortale che vi fa cadere,

voialtri, sotto la tavola, quando....

STENSG. Finiscila con queste sciocchezze; tu ti burli di me, e fai

male: vuoi spegnere tutto il mio entusiasmo....

FIELDBO. Oh, ma sai se il tuo entusiasmo è così poco....

STENSG. Basta, basta; non turbare la mia felicità: non mi credi forse

sincero, Fieldbo?

FIELDBO. Sincerissimo, non ne dubito.

STENSG. E allora non scoraggiarmi, non rendermi diffidente. (_Rumori

sotto la tenda_) Senti, Fieldbo! Bevono alla mia salute. Non è forse

nobilissima l’idea che agita questa folla?

La lega dei giovani · 第 11 / 69 题