NOTE

[1] In questo punto ci viene sottocchio una biografia dell'autore,

premessa a una bellissima edizione d'una nuova traduzione

spagnuola della sua _Storia Universale_, e vi leggiamo: «En

la prison, con medios que solamente los presos saben procurarse,

compuso una novela, en que, ideando un proceso de Estado formado à

Margarita Pusterla por los Visconti, revelaba las iniquidades de

los procesos politicos modernos. Esta novela ha sido colocada al

lado de la de Manzoni, y traducida en todas las lenguas: en

Francia conocemos cinco traducciones diferentes. Una novela que

sobravive al ano en que ha visto la luz, no deja de ser fenòmeno

bastante raro en el dia.»

[2] La famiglia Pusterla era d'origine longobarda, e riconoscevasi

indipendente, cioè rilevava i suoi feudi direttamente

dall'imperatore, portando in segno l'aquila imperiale nello

stemma. A queste famiglie, nel governo a comune, di preferenza

conferivansi le dignità, sì perchè non potevano spendere

largamente, sì perchè non erano legate da giuramento o da fedeltà

ad altro signore. I Pusterla in fatto ebbero altissime cariche e

civili e militari ed ecclesiastiche, e ne conseguirono ingenti

ricchezze. Fin trentacinque ville possedeano con amplissime

tenute, e quasi tutto a loro spettava il territorio di Tradate, in

libero allodio, e non per infeudazione imperiale nè vescovile.

In Milano padroneggiavano quasi tutto il quartiere di porta

Ticinese, da Sant'Alessandro fino al Carrobio, e vuolsi

introducessero nelle case quelle palanche e cancellate, che

costumano fra la porta di via e il cortile interno, e che

chiamiamo pusterle. A un dato giorno questa famiglia allestiva un

enorme cavallo di legno, il quale tirato dai Facchini della Balla,

a suon di strumenti procedeva pel corso di porta Ticinese fino al

duomo; quivi schiudevasi come il cavallo di Troia, e ne usciva

gente coi regali, di cui i Pusterla facevano omaggio alla

metropolitana; terminavasi con lauti trattamenti all'innumerevole

clientela.

[3] Poichè spesso ci verrà fatta menzione delle monete d'allora,

giovi avvertire che l'intrinseco della lira imperiale era di grani

634 d'argento, cioè circa un'oncia e mezzo: la lira dividevasi

in 12 soldi imperiali; e 32 di questi ossia 64 terzuoli formavano

il fiorino o zecchino d'oro, che oggi sarebbe 10 franchi.

[4] È scomparso nei nuovi allineamenti

[5] Oggi Via Torino.

[6] Abbiatene qui un saggio:

Sentii de la paxion de Dè,

qual el sostene de li Zudè.

Che ve vojo dir e contare

Se vuu me volì ascoltare,

Com'ella fo e en qual mesura,

Segondo che dise la Scrittura.

Perzò prego, se vel piaze,

Ca vuu le debia odir en paze

E odir in gran pietate

Del re de sancta majestate,

Zoè Cristo fiol de Dè

Che fo traido dal Zudè,

E che durò gran paxion

Senza nessuna offension.

Ma per nui miseri peccator

Soffri obbrobrio e desonor,

E per nuu sol preso e ligaa

E tutto nuo despojaa.

Color ch'il presen e ligàn

D'aguti spin l'incoronàn,

Suso in alto lo faxian stare,

Poi se l'intinzean adorare

Con befe e con derexion

Tutti stavan in ginucion.

E si dixean: Quest'è re.

Ma no gh'aveano bona fe,

Po ghi coprian i ogi e 'l volto,

Chel no vise poc ne molto,

Una gran cana chigi avean

Entre lor se la sporzean, ecc, ecc.

[7] E in prose e in versi di quei tempi ci è serbato memoria del

fatto.

_Malerba ch'era nel corno destro, blasfemava sancto Ambroxio

in soa lingua.--Maledetto quel camisone bianco che ha menazzato

colla scutica! mai la spata mia a potuto far colpo.--Queste

parole di Malerba furono hodite da tutti. Et siccome Dio, facto

uno funicolo, caccioe quelli compravano nello templo, così el

spirito di sancto Ambroxio spartì loro barbari come se fosse

tratto ogni generatione di bombarde._

E Gaspare Visconti cantava, in bocca d'Antonio Visconti:

A Parabiago, rotto il nostro campo

Era, e già preso il mio fratel Luchino,

E la nemica schiera fea tal vampo,

E ognuno di noi di morte era vicino,

Visibilmente, in aria deste un lampo

Che se po' dir celeste, anzi divino,

Col camisotto bianco et con la sferza,

Che alcun non resse alla percossa terza.

[8] Fu poi demolito nel 1864; come furono cambiati i nomi di molte vie

e delle porte; gran segno di rigenerazione, e forse unico.

[9] _De remediis utriusque fortunæ_, 1, 85.

[10] _De remediis, ecc._, 1, 95.

[11] Vedi i versi latini e l'epistola familiare XVI, 11, 12.

[12] Epistola del 1335, pubblicata poco fa a Padova.

[13] _Non inveni in mundo populum adeo facilem ad conversionem et

subversionem, sieut populum mediolanensem_.

[14] _Mitissimi hominum_.

[15] Per questo fatto e per altri antecedenti e susseguenti, giova

ricordare che questo libro fu compito nel 1831. I cambiamenti si

succedono così a precipizio nell'ordine materiale siccome nel

morale! Oggimai tutto v'è scomposto, e sgarbatamente aperta la

piazza stessa, ch'era unica in Milano.

[16] È il CLXXII degli Statuti Criminali di Milano.

[17] Vedi il _Gentleman's Magazine_ 1795.

[18] _Scour the horse._

[19] Nondum natum sensit regem

Nasciturum juxta lego

Sine viri semine.

Quem dum sensit in hac luce

Tamquam nucleum in nuce

Conditum in virgine....

Lux non erat sed lucerna:

Monstrat iter ad superna

Quibus suum pax eterna

Pollicetur gaudium...

Ab offensis lava, Christe,

Præcursoris et Baptiste

Natalitia colentes,

Et exandi nos gementes

In hac solitudine._

[20] Via Torino

[21] In quel giorno l'arcivescovo, tornando dalla processione a San

Lorenzo, lavava un lebbroso in Carrobio.

[22] Sì questa romanza, sì l'ode dell'_Esule_, furono messe

diverse volte in musica.

[23] _Senitium Lib. V, ep. 3._

[24] Così pronunciano per ceche; certi pesciattolini come anguilline

bianche che il vulgo mangia a Pisa. Per beffa, dicesi che i Pisani

si segnano in nome di san Ranieri, der gioco der ponte, della

luminara e delle cee.

[25] È ad avvertirsi che tutto ciò era stampato dieci anni prima che

un identico fatto si avverasse a Parigi col Partesotti: il quale

fingendosi esule e liberale, tramò coi fuoriusciti italiani, e i

loro disegni comunicava alla Polizia di Milano: ordì di trarre uno

dei capi nello mani di questa, imbarcandolo per una spedizione

contro il regno dì Napoli. Morendo, fu onorato di generose

esequie: poi nelle sue carte si trovarono le copie dell'infame

carteggio.

Margherita Pusterla: Racconto storico · 第 60 / 62 题