CAPITOLO VIII.

La pubertà nei degenerati. Psicopatie sessuali.

1. _La pubertà nei degenerati_. — E qui alcuni ci obietteranno: Mentre

nei genî la coincidenza con la pubertà e coll'ispirazione è generale,

quella della pazzia e della criminalità è parziale, poichè accresce

appena di un tanto per cento la cifra media, ed è transitoria, nè

lascia nella vita dell'individuo l'impronta che vi lascia il genio.

È facile, però, il rispondere che questo fenomeno, di così poca

importanza per gli uomini medi, ne assume una enorme e costante nei

degenerati.

Difatti, le psicosi più gravi della pubertà, quelle che più facilmente

finiscono in demenza, sono ereditarie, degenerative. Kahlbaum ed Ecker

descrissero un'ebefrenìa, o pazzia della pubertà, da causa ereditaria

con alterazioni del sentimento e delirî di peccato che finiscono in

demenza; anche Clouston ammette una psicosi della pubertà, grave, con

deliri eretico-religiosi, con intermittenza di sintomi, guarigione solo

nel 51%: e anch'essa a fondamento ereditario.

2. _Psicopatie sessuali_. — E poi è appunto solo nei psicopatici

ereditari che si possono sorprendere quelle forme di pervertimento

sessuale che presentano precisamente lo stesso andamento da noi trovato

nella creazione geniale: individui con apparato psichico integro, sotto

una data impressione subita o durante o poco prima della pubertà, ne

restano così polarizzati, da foggiarne e fissarne per sempre tutto il

contenuto psicosessuale. Si tratta di quegli individui che non possono

per tutta la vita godere voluttuosamente se non per vecchie, col capo

coperto da una cuffia, o per donne che tengono una candela in mano e

li insultano, ecc., fatti che non hanno rapporto alcuno con l'atavismo

e si spiegano solo quando, interrogato il paziente, ci rivela come nel

momento del primo eccitamento erotico fosse colpito così fortemente

dall'immagine di una donna con la cuffia, ecc., che dopo non fu più

eccitabile al coito se non sotto questo spettacolo.

Gli è che la prima causa anomala eccitatrice alla Venere finisce

per eccitarla sola in seguito, escludendo tutte le altre, anche le

più organiche; così L..., commesso di negozio, predisposto per labe

gentilizia, ebbe la prima erezione all'età di cinque anni al vedere

un suo parente adulto, che dormiva nella stessa camera, mettersi sulla

testa un berretto da notte; e risentì lo stesso effetto un'altra volta

che vide una vecchia serva di casa coprirsi la testa con una cuffia

da notte. In seguito solo l'immaginare una vecchia e laida testa di

donna acconciata a questo modo gli provocava l'erezione e perfino

l'ejaculazione; egli non fu mai innamorato fino all'età di 32 anni, in

cui sposò una bella ragazza; senonchè nella notte delle nozze rimase

ineccitabile, finchè non richiamò alla memoria la immagine della

vecchia e brutta testa coperta della summenzionata cuffia. In seguito

per tutta la vita dovette sempre ricorrere a codesto eccitamento.

Ma costui era un degenerato e, probabilmente, un epilettico. Fin

dalla fanciullezza aveva di quando in quando accessi di depressione

profonda dell'animo con tendenza al suicidio e, talvolta, allucinazioni

notturne terrifiche: l'affacciarsi al balcone gli causava vertigini e

lo gettava in uno stato di ansia: era mancino, eccentrico, e di spirito

debole[22].

C..., d'anni 37, anch'esso di mente debole, con predisposizione

gentilizia, plagiocefalo, vide a quindici anni un grembiale appeso; se

lo legò intorno e vi si masturbò dietro un cespuglio: da quel tempo

non poteva vedere grembiali senza ripetere quell'atto: e scorgendo

qualcuno, uomo o donna non importava, adorno di grembiale, si sentiva

spinto a corrergli dietro. Per toglierlo ai suoi furti infiniti di

grembiali, a 16 anni, fu messo in marina; lì non v'erano grembiali e

stette quieto; ma, rimpatriato a 19 anni, rubò nuovamente grembiali

e venne più volte incarcerato; tentò allora liberarsi del suo fatale

impulso, dimorando più anni in un convento di Trappisti; ma, uscitone,

tornò da capo. In occasione di un nuovo furto, fu sottoposto a perizia

medico-legale e ricoverato in un manicomio. Egli non aveva mai rubato

altro che grembiali e l'inebbriava ancora di piacere la memoria del

primo furto; nè altra cosa sognava se non grembiali; e sempre il solo

rammentarglieli lo rendeva atto alla Venere[23].

Un caso simile ebbi a osservare ed esporre nell'_Uomo delinquente_,

vol. II, in un ladro rachitico degenerato.

R... P..., di 12 anni, provò il primo potente stimolo sessuale un

giorno che casualmente si era coperto con una pelle di volpe: d'allora

in poi si masturbava, coprendosi con una pelliccia o mettendo nel suo

letto un cagnolino peloso. Le sue polluzioni notturne erano provocate

da sogni, nei quali credeva di giacere nudo su molli pelliccie e

di esserne involto da ogni parte; nè uomini, nè donne riescivano ad

eccitarlo.

Tambroni narra di un giovane con labe ereditaria, che, a 11 anni,

vedendo in un giornale illustrato la figura di un vecchio in atto di

calpestare la figlia, ne ebbe senso di voluttà e ejaculazione, che si

ripeteva ogni volta gli tornava nella mente quel disegno, e ciò fino

a 16 anni, epoca in cui andò in un postribolo. Qui s'accorse non poter

sacrificare all'amore se non rievocava quella figura[24].

P... X., d'anni 34, figlio di un alcoolista, fu arrestato per aver

acceso con un sigaro le vesti di tre donne per le vie, per averne

danneggiate altre con vetriolo e per averne tagliuzzate altre con

cesoie: richiesto delle cause che ve lo indussero, ricordò d'essere

stato commosso sessualmente la prima volta da giovanetto alla vista di

un bianco guarnellino che ornava una giovinetta: subito lo rubò, e,

dopo esserci masturbato, lo bruciò, ed alla vista delle fiamme provò

il massimo godimento: da quel giorno il bruciare, il guastare ciò che

aveva prima contemplato con ardore di amante divenne il massimo dei

suoi bisogni.

F... X..., che ha l'ossessione di pungere a sangue le natiche delle

ragazze e sviene dal piacere nel farlo, a 13 anni era stato colpito

alla vista delle natiche di una donna: e dopo d'allora il toccar quella

regione e pungerla era divenuto il suo sogno predominante[25].

Un altro, che aveva un feticismo erotico per le donne vestite da

modella italiana, ricorda d'averne vista una di sfolgorante bellezza a

sedici anni, nella prima accensione della pubertà.

Molti di questi casi non si spiegano se non ammettendo che avvengano,

nell'epoca pubere o poco prima, grazie alla degenerazione, lo

spezzamento e l'arresto di uno o dell'altro dei varî periodi dell'atto

sessuale e dei varî suoi stadi, per cui si passa dal semplice

eccitamento erotico al completo godimento, sicchè quella prima causa

di piacere che ciascuno di noi può provare per breve tempo, senza molto

badarvi al vedere uno stivalino, per esempio, o un fermaglio di donna,

si fissa, si eterna e si sostituisce in tutto o in parte alla serie

completa degli atti della funzione ejaculatrice.

In seguito alla maggiore intensità di piacere incontrata nei primi

periodi (quando vi basta il toccamento, o il pensare, o il vedere una

parte lontana della persona, o l'odorarne gli effluvi sessuali), il

degenerato si ferma a questi periodi, ne ottiene gli interi godimenti

e non passa più agli ultimi stadi, che a poco a poco vengono messi

da parte come meno eccitanti, finchè si obliterano. Questo stadio si

sostituisce dunque a tutto il procedimento erotico, tantochè, per

esempio, l'innamorato del vestiario di modelle non ha più nemmeno

bisogno di vedere la faccia della modella stessa; non occorre che le

parli, non occorre che la tocchi: basta ne scorga da lontano le vesti.

Ma il fatto più importante, in questi come nei genî, fu la

concomitanza, l'azione della pubertà, grazie alla quale si è

perpetuato per tutta la vita sessuale del degenerato il primo stadio

dell'eccitamento sessuale, perpetuandone così i primi incidenti da

sostituirli a tutti gli altri stadi che si succedono nel contenuto

sessuale normale, precisamente come accadde dell'idea geniale fissata

in un dato momento dell'età pubere.

3. _Paranoici_. — Anche in molte paranoie ereditarie si osserva un

fenomeno analogo; il che spiega certe stranezze che la psicologia

normale e l'atavismo sarebbero impotenti a interpretare: si tratta

d'individui, che, colpiti da una forte emozione, ne restano polarizzati

per tutta la vita. Così una ragazza, sentendo un uomo parlare a lungo

degli organi genitali, ne ha un profondo orrore e fissa e fantastica di

sentirsi sempre ripetere quelle oscene descrizioni; così una signora,

dopo che fu spaventata dalla vista del Vesuvio in eruzione, crede

trovarsi sempre in mezzo ai vulcani; un'altra, presente ad una rissa in

una festa da ballo, dopo d'allora vede tutti col volto mascherato.

Il caso più tipico che fa più al nostro tema è quello di Quincey,

che, avendo a 6 anni veduta la sorella morta, ne resta così colpito,

da veder sempre nelle nuvole schiere di letti con bimbe morte. Queste

visioni si perpetuarono in gran parte della sua vita, così che egli

stesso diceva che tutte le nostre idee sono in germe nel bimbo; il

caso, accidente in sè stesso futile, ma decisivo per un dato individuo,

fa sviluppare le nostre idee.

4. _Età_. — Il lettore avrà potuto osservare però che tanto in questi

ultimi casi come anche nelle creazioni geniali non era esatta la

coincidenza dell'epoca pubere.

Ricordiamo però che l'epoca pubere deve intendersi, come già abbiam

visto con Starbuck, già sei anni prima dello sviluppo completo della

pubertà; quest'epoca, poi, deve retrodatarsi e d'assai per i degenerati

e per i genî, in cui la precocità è straordinaria, sicchè negli uni

e negli altri la infanzia si confonde con la giovinezza. Ricordiamo

Mozart compositore a 5 anni, e Gassendi predicatore a 4, e Pico della

Mirandola che conosceva, parecchie lingue a 10 anni, e Kotzebue che

fece a 3 anni la prima commedia[26]. Haller a 4 anni spiegava ai

domestici la ballata; a 15 anni aveva scritto tragedie e poesie.

Ampère da bimbo con stecchi, fagioli e pietre, prima di conoscere le

cifre, aveva sciolti problemi aritmetici. Haendel compose a 10 anni dei

mottetti, a 14 l'opera _Edmond Rameau_; a 7 anni era forte nella musica

come Haidn e Beethoven, a 5 e a 6 come Cherubini. Quando si volle

insegnare l'alfabeto a Victor Hugo, si trovò ch'egli l'aveva appreso da

sè. E questa precocità i genî l'hanno spesso per l'amore: Rousseau a 11

anni, Dante a 9, Canova a 5, Byron a 8[27].

Ora la precocità è appunto un carattere dei selvaggi, è un carattere

degenerativo che si nota appunto nei criminali (dal 31 al 45%) e nella

donna criminale va fino a provocarne la mestruazione due anni prima

della media[28].

Ed anche i grandi delinquenti si mostrarono tali ora allo sviluppo

della pubertà, ora un po' prima. Lasagna tagliava la lingua ai buoi

e la inchiodava sui banchi a 11 anni; Cartouche era ladro a 11 anni;

Boulot a 13.

Nuovi studii sul genio vol. II (Origine e natura dei genii) · 第 15 / 55 题