La pubertà nei degenerati. Psicopatie sessuali.
1. _La pubertà nei degenerati_. — E qui alcuni ci obietteranno: Mentre
nei genî la coincidenza con la pubertà e coll'ispirazione è generale,
quella della pazzia e della criminalità è parziale, poichè accresce
appena di un tanto per cento la cifra media, ed è transitoria, nè
lascia nella vita dell'individuo l'impronta che vi lascia il genio.
È facile, però, il rispondere che questo fenomeno, di così poca
importanza per gli uomini medi, ne assume una enorme e costante nei
degenerati.
Difatti, le psicosi più gravi della pubertà, quelle che più facilmente
finiscono in demenza, sono ereditarie, degenerative. Kahlbaum ed Ecker
descrissero un'ebefrenìa, o pazzia della pubertà, da causa ereditaria
con alterazioni del sentimento e delirî di peccato che finiscono in
demenza; anche Clouston ammette una psicosi della pubertà, grave, con
deliri eretico-religiosi, con intermittenza di sintomi, guarigione solo
nel 51%: e anch'essa a fondamento ereditario.
2. _Psicopatie sessuali_. — E poi è appunto solo nei psicopatici
ereditari che si possono sorprendere quelle forme di pervertimento
sessuale che presentano precisamente lo stesso andamento da noi trovato
nella creazione geniale: individui con apparato psichico integro, sotto
una data impressione subita o durante o poco prima della pubertà, ne
restano così polarizzati, da foggiarne e fissarne per sempre tutto il
contenuto psicosessuale. Si tratta di quegli individui che non possono
per tutta la vita godere voluttuosamente se non per vecchie, col capo
coperto da una cuffia, o per donne che tengono una candela in mano e
li insultano, ecc., fatti che non hanno rapporto alcuno con l'atavismo
e si spiegano solo quando, interrogato il paziente, ci rivela come nel
momento del primo eccitamento erotico fosse colpito così fortemente
dall'immagine di una donna con la cuffia, ecc., che dopo non fu più
eccitabile al coito se non sotto questo spettacolo.
Gli è che la prima causa anomala eccitatrice alla Venere finisce
per eccitarla sola in seguito, escludendo tutte le altre, anche le
più organiche; così L..., commesso di negozio, predisposto per labe
gentilizia, ebbe la prima erezione all'età di cinque anni al vedere
un suo parente adulto, che dormiva nella stessa camera, mettersi sulla
testa un berretto da notte; e risentì lo stesso effetto un'altra volta
che vide una vecchia serva di casa coprirsi la testa con una cuffia
da notte. In seguito solo l'immaginare una vecchia e laida testa di
donna acconciata a questo modo gli provocava l'erezione e perfino
l'ejaculazione; egli non fu mai innamorato fino all'età di 32 anni, in
cui sposò una bella ragazza; senonchè nella notte delle nozze rimase
ineccitabile, finchè non richiamò alla memoria la immagine della
vecchia e brutta testa coperta della summenzionata cuffia. In seguito
per tutta la vita dovette sempre ricorrere a codesto eccitamento.
Ma costui era un degenerato e, probabilmente, un epilettico. Fin
dalla fanciullezza aveva di quando in quando accessi di depressione
profonda dell'animo con tendenza al suicidio e, talvolta, allucinazioni
notturne terrifiche: l'affacciarsi al balcone gli causava vertigini e
lo gettava in uno stato di ansia: era mancino, eccentrico, e di spirito
debole[22].
C..., d'anni 37, anch'esso di mente debole, con predisposizione
gentilizia, plagiocefalo, vide a quindici anni un grembiale appeso; se
lo legò intorno e vi si masturbò dietro un cespuglio: da quel tempo
non poteva vedere grembiali senza ripetere quell'atto: e scorgendo
qualcuno, uomo o donna non importava, adorno di grembiale, si sentiva
spinto a corrergli dietro. Per toglierlo ai suoi furti infiniti di
grembiali, a 16 anni, fu messo in marina; lì non v'erano grembiali e
stette quieto; ma, rimpatriato a 19 anni, rubò nuovamente grembiali
e venne più volte incarcerato; tentò allora liberarsi del suo fatale
impulso, dimorando più anni in un convento di Trappisti; ma, uscitone,
tornò da capo. In occasione di un nuovo furto, fu sottoposto a perizia
medico-legale e ricoverato in un manicomio. Egli non aveva mai rubato
altro che grembiali e l'inebbriava ancora di piacere la memoria del
primo furto; nè altra cosa sognava se non grembiali; e sempre il solo
rammentarglieli lo rendeva atto alla Venere[23].
Un caso simile ebbi a osservare ed esporre nell'_Uomo delinquente_,
vol. II, in un ladro rachitico degenerato.
R... P..., di 12 anni, provò il primo potente stimolo sessuale un
giorno che casualmente si era coperto con una pelle di volpe: d'allora
in poi si masturbava, coprendosi con una pelliccia o mettendo nel suo
letto un cagnolino peloso. Le sue polluzioni notturne erano provocate
da sogni, nei quali credeva di giacere nudo su molli pelliccie e
di esserne involto da ogni parte; nè uomini, nè donne riescivano ad
eccitarlo.
Tambroni narra di un giovane con labe ereditaria, che, a 11 anni,
vedendo in un giornale illustrato la figura di un vecchio in atto di
calpestare la figlia, ne ebbe senso di voluttà e ejaculazione, che si
ripeteva ogni volta gli tornava nella mente quel disegno, e ciò fino
a 16 anni, epoca in cui andò in un postribolo. Qui s'accorse non poter
sacrificare all'amore se non rievocava quella figura[24].
P... X., d'anni 34, figlio di un alcoolista, fu arrestato per aver
acceso con un sigaro le vesti di tre donne per le vie, per averne
danneggiate altre con vetriolo e per averne tagliuzzate altre con
cesoie: richiesto delle cause che ve lo indussero, ricordò d'essere
stato commosso sessualmente la prima volta da giovanetto alla vista di
un bianco guarnellino che ornava una giovinetta: subito lo rubò, e,
dopo esserci masturbato, lo bruciò, ed alla vista delle fiamme provò
il massimo godimento: da quel giorno il bruciare, il guastare ciò che
aveva prima contemplato con ardore di amante divenne il massimo dei
suoi bisogni.
F... X..., che ha l'ossessione di pungere a sangue le natiche delle
ragazze e sviene dal piacere nel farlo, a 13 anni era stato colpito
alla vista delle natiche di una donna: e dopo d'allora il toccar quella
regione e pungerla era divenuto il suo sogno predominante[25].
Un altro, che aveva un feticismo erotico per le donne vestite da
modella italiana, ricorda d'averne vista una di sfolgorante bellezza a
sedici anni, nella prima accensione della pubertà.
Molti di questi casi non si spiegano se non ammettendo che avvengano,
nell'epoca pubere o poco prima, grazie alla degenerazione, lo
spezzamento e l'arresto di uno o dell'altro dei varî periodi dell'atto
sessuale e dei varî suoi stadi, per cui si passa dal semplice
eccitamento erotico al completo godimento, sicchè quella prima causa
di piacere che ciascuno di noi può provare per breve tempo, senza molto
badarvi al vedere uno stivalino, per esempio, o un fermaglio di donna,
si fissa, si eterna e si sostituisce in tutto o in parte alla serie
completa degli atti della funzione ejaculatrice.
In seguito alla maggiore intensità di piacere incontrata nei primi
periodi (quando vi basta il toccamento, o il pensare, o il vedere una
parte lontana della persona, o l'odorarne gli effluvi sessuali), il
degenerato si ferma a questi periodi, ne ottiene gli interi godimenti
e non passa più agli ultimi stadi, che a poco a poco vengono messi
da parte come meno eccitanti, finchè si obliterano. Questo stadio si
sostituisce dunque a tutto il procedimento erotico, tantochè, per
esempio, l'innamorato del vestiario di modelle non ha più nemmeno
bisogno di vedere la faccia della modella stessa; non occorre che le
parli, non occorre che la tocchi: basta ne scorga da lontano le vesti.
Ma il fatto più importante, in questi come nei genî, fu la
concomitanza, l'azione della pubertà, grazie alla quale si è
perpetuato per tutta la vita sessuale del degenerato il primo stadio
dell'eccitamento sessuale, perpetuandone così i primi incidenti da
sostituirli a tutti gli altri stadi che si succedono nel contenuto
sessuale normale, precisamente come accadde dell'idea geniale fissata
in un dato momento dell'età pubere.
3. _Paranoici_. — Anche in molte paranoie ereditarie si osserva un
fenomeno analogo; il che spiega certe stranezze che la psicologia
normale e l'atavismo sarebbero impotenti a interpretare: si tratta
d'individui, che, colpiti da una forte emozione, ne restano polarizzati
per tutta la vita. Così una ragazza, sentendo un uomo parlare a lungo
degli organi genitali, ne ha un profondo orrore e fissa e fantastica di
sentirsi sempre ripetere quelle oscene descrizioni; così una signora,
dopo che fu spaventata dalla vista del Vesuvio in eruzione, crede
trovarsi sempre in mezzo ai vulcani; un'altra, presente ad una rissa in
una festa da ballo, dopo d'allora vede tutti col volto mascherato.
Il caso più tipico che fa più al nostro tema è quello di Quincey,
che, avendo a 6 anni veduta la sorella morta, ne resta così colpito,
da veder sempre nelle nuvole schiere di letti con bimbe morte. Queste
visioni si perpetuarono in gran parte della sua vita, così che egli
stesso diceva che tutte le nostre idee sono in germe nel bimbo; il
caso, accidente in sè stesso futile, ma decisivo per un dato individuo,
fa sviluppare le nostre idee.
4. _Età_. — Il lettore avrà potuto osservare però che tanto in questi
ultimi casi come anche nelle creazioni geniali non era esatta la
coincidenza dell'epoca pubere.
Ricordiamo però che l'epoca pubere deve intendersi, come già abbiam
visto con Starbuck, già sei anni prima dello sviluppo completo della
pubertà; quest'epoca, poi, deve retrodatarsi e d'assai per i degenerati
e per i genî, in cui la precocità è straordinaria, sicchè negli uni
e negli altri la infanzia si confonde con la giovinezza. Ricordiamo
Mozart compositore a 5 anni, e Gassendi predicatore a 4, e Pico della
Mirandola che conosceva, parecchie lingue a 10 anni, e Kotzebue che
fece a 3 anni la prima commedia[26]. Haller a 4 anni spiegava ai
domestici la ballata; a 15 anni aveva scritto tragedie e poesie.
Ampère da bimbo con stecchi, fagioli e pietre, prima di conoscere le
cifre, aveva sciolti problemi aritmetici. Haendel compose a 10 anni dei
mottetti, a 14 l'opera _Edmond Rameau_; a 7 anni era forte nella musica
come Haidn e Beethoven, a 5 e a 6 come Cherubini. Quando si volle
insegnare l'alfabeto a Victor Hugo, si trovò ch'egli l'aveva appreso da
sè. E questa precocità i genî l'hanno spesso per l'amore: Rousseau a 11
anni, Dante a 9, Canova a 5, Byron a 8[27].
Ora la precocità è appunto un carattere dei selvaggi, è un carattere
degenerativo che si nota appunto nei criminali (dal 31 al 45%) e nella
donna criminale va fino a provocarne la mestruazione due anni prima
della media[28].
Ed anche i grandi delinquenti si mostrarono tali ora allo sviluppo
della pubertà, ora un po' prima. Lasagna tagliava la lingua ai buoi
e la inchiodava sui banchi a 11 anni; Cartouche era ladro a 11 anni;
Boulot a 13.