XX.

Riconduciamoci adesso col pensiero a Valduria, nel giorno in cui

Roberto ne era partito insieme a M.^r Black per recarsi a Milano.

Maria, la quale, come sappiamo, aveva accompagnato fino alla carrozza

i due viaggiatori, nel tornare a casa trovò un contadino tutto

trafelato che veniva a chiamarla per parte di Gertrude Regoli. La

vecchia, inferma da un pezzo, s'era aggravata improvvisamente nella

notte ed era ormai in fin di vita.

Solita a correr senz'indugio dove c'era bisogno di lei, Maria non si

fece attendere nemmeno questa volta. Allorchè ella giunse, Gertrude

aveva già perduta la parola. Ma negli occhi le si leggeva ancora la

piena coscienza di sè, e alla vista di Maria quegli occhi brillarono

d'una luce più viva. Ella accennò alla ragazza d'avvicinarsi. Maria

s'inginocchiò fra Cipriano, che stava ritto al capezzale in

atteggiamento di cupo dolore, e il curato che sedeva a piedi del

letto, recitando le orazioni degli agonizzanti.

Gertrude fece un altro segno a Cipriano, che pendeva da ogni suo

movimento. Il giovine la sollevò a sedere e con infinita cura le

acconciò il guanciale sotto la testa. Quindi cadde egli pure in

ginocchio accanto al letto. La moribonda con uno sforzo supremo alzò

ambe le braccia e impose le mani sul capo dei due giovani, come

accomunandoli in un'ultima benedizione. Le sue pupille dilatate si

fissarono prima sul volto fieramente contratto di Cipriano, poi sulla

faccia pallida e mesta della dolce Maria, e parvero voler esprimere un

voto, una preghiera che il labbro non era più capace d'articolare. Un

tremito convulso le agitò tutta la persona, un gemito lungo le uscì

dal petto, e la sua testa canuta si piegò sulle spalle del rude

minatore, che la stringeva fra le braccia chiamando--Mamma, mamma!

--È morta!--disse il prete avvicinandosi.

Nella lotta · 第 32 / 45 题