Il signor Benedetto Dal Bono era di pessimo umore, e sfogava il suo
_spleen_ dando molestia alla diletta consorte.
--Finalmente la ho saputa giusta sulla salute d'Arconti. La signora
Federica diceva che non è nulla, tu come un pappagallo ripetevi le sue
parole, e Lucilla, anche lei, faceva un terzetto con voi altre due. Oh
nulla! Una malattia di cuore! Piccole bazzecole!... Già, con un
deperimento di quella fatta, sfido io che non ci fosse sotto qualche
cosa di serio.... Si è aperta la finestra.... quella lì.... chiudi....
Sono mezzo sudato, e un malanno si fa così presto a buscarlo.... Sono
più giorni che non istò bene.... Chiudi anche l'uscio.
--Ma, babbo, si soffoca--esclamò la Lucilla, ch'era in un angolo del
salotto con la sua cagnetta Gipsy.
--Se soffochi, va in un'altra stanza.
Lucilla non se lo fece dire due volte, e sgattaiolò via seguita da
Gipsy. La signora Giulia avrebbe fatto lo stesso assai volentieri, ma
suo marito la trattenne.
--Ho certe punture qui.... e qui.... non vorrei che ci fosse qualche
ingorgo nella circolazione.... Il medico dice di no....
--Ma se non hai nulla....
--Bravissima, nulla!... È la solita parola.... Bell'aiuto che si ha da
voi donne.... Intanto Mariano Arconti se ne va col treno direttissimo
all'altro mondo.... E in quanto all'età, c'è così poca differenza tra
noi.... Siamo nati nello stesso anno, egli in gennaio, io in dicembre;
coetanei non ci si può dire, io sono più giovine, ma di undici mesi
soltanto.... È vero--continuò il signor Benedetto con piglio più
soddisfatto--è vero ch'io mi sono strapazzato meno.... Non feci il
volontario, io, nel 48.... Non mutai mestiere tre o quattro volte....
Non ebbi mai i capricci della galanteria, mentre lui.... basta....
aggiusti i conti con la signora Federica, chè per noi non ci si deve
entrare.... Dopo tutto, la sua malattia di cuore se l'è voluta.... Me
ne dispiace, ma _chi è causa del suo mal pianga sè stesso_.... Però
son cose che fanno sempre un gran senso.... Impossibile non pensare
che quello che accade agli altri può accadere anche a noi.... Povero
Mariano! Lo conosco da tanto tempo....
Il signor Benedetto si soffiò il naso in attestato di simpatia pel suo
vecchio amico; poi prese una pastiglia da una scatola che teneva in
tasca.
--Che disgrazia per quella famiglia!--esclamò la signora Giulia.
--Disgrazia!... Una rovina addirittura. Ma! spendevano e spandevano
come se fossero principi.... Non si è pensato mai all'avvenire....
Solo adesso Mariano voleva fare sulla sua vita una sicurtà, che
naturalmente gli fu rifiutata.... Una gran lezione, una gran lezione!
Specchiati in questo esempio, tu, che avresti ogni momento qualche
nuova spesa da suggerire....
--Io?--proruppe la signora Giulia nella massima maraviglia.
--Già..... non più tardi di ieri sera t'era venuto il ghiribizzo delle
tendine nuove in salotto.
--Son tutte sdruscite.
--Si rattoppano.
--Si son già rattoppate due volte....
--E si rattoppano anche la terza....
--Se fossimo poveri, direi....
--E che ne sai tu se siam poveri o no?... La casa in via Principe
Umberto spigionata; ad Abbiategrasso una grandine che ha distrutto il
frumento; belle allegrie davvero!... Poveri! E chi lo sa se non si
diventa tali anche noi?... Gli Arconti intanto....
--Ma gli Arconti erano imprevidenti, lo hai detto tu stesso....
--Una ragione di più per non imitarli.
Si sentì il suono di un pianoforte nella stanza vicina. Era Lucilla
che scorreva colle dita sui tasti.
--Mi dispiace anche per quei ragazzi--disse la signora Giulia
guardando verso l'uscio.
--Che? Che?--borbottò il signor Benedetto.--Riscaldi di gioventù.....
Impegni non ce ne sono.... Grazie a Dio, la promessa formale non ha
ancora avuto luogo.... In ogni modo, quando cambiano le
circostanze....
--Ma si amano come due colombi....
--Colombi o tortore, chi non ha quattrini non prende moglie.... E
sarebbe ora di farla finita con quelle sdolcinature di promessi
sposi....
--Si riguardan come tali da parecchi anni....
--Male, malissimo; colpa tua.... Non bisognava permettere....
--S'era tutti d'accordo....
--D'accordo nella massima, forse.... Ma potevano accader tante cose, e
infatti sono accadute. E bisogna far intender ragione agli Arconti....
--In questo momento?... Io non ho certo il coraggio.... Parla tu, se
credi....
--Io? Io?--proruppe il signor Benedetto mettendo in mostra un'altra
faccia del suo carattere, ch'era la vigliaccheria.--Non l'ho mica
arruffata io la matassa.... Parlare? Sicuro che parlerò.... a suo
tempo.... Quei due Arconti, padre e figlio, son certa gente
furiosa.... Piglian fuoco per un nonnulla.... E già m'immagino che
Roberto capiterà qui anche stasera....
--È probabile.... Povero giovine! Che si deve fare! Ha tanto bisogno
d'un po' di sollievo....
--Bei discorsi questi! Intanto, invece di allentare il nodo, lo si
stringe di più.... Oh parlerò, giacchè chi dovrebbe parlare si
rifiuta, parlerò io....
--Ma non adesso, Benedetto, te ne prego--soggiunse in tono
supplichevole la signora Giulia.--Sarebbe un colpo mortale per quel
disgraziato....
--E chi dice adesso?--rispose il Dal Bono, che non vedeva senza
apprensione questo colloquio.--Dico che parlerò.... Intanto passerò
nella mia camera.... Ahi!... Sempre queste punture.... Se Bruni
s'ostina a non voler ordinar nulla, bisognerà chiamare un altro
medico.
Mentre il signor Benedetto si alzava dalla poltrona, entrò il servo
portando due lettere appena giunte.
Erano due circolari che si riferivano al medesimo argomento. L'una,
firmata dalla Presidenza dell'_Unione_, sollecitava i soci a
intervenire o a farsi rappresentare nell'Assemblea generale che
avrebbe avuto luogo la prima domenica di maggio; l'altra, sottoscritta
da _Alcuni azionisti_, invitava a una seduta preparatoria per
discutere la linea di condotta da tenersi appunto nell'Assemblea
generale nell'interesse della Società.
--Non andrò nè all'Assemblea generale, nè alla seduta preparatoria
degli oppositori--disse con magnanimità il signor Dal Bono, gettando
via dispettosamente le due lettere.
--È l'Assemblea dell'_Unione_?--chiese la signora Giulia.
--Già, di quella famosissima _Unione_ che, a sentir Arconti, doveva
diventar quasi una seconda _Banca Nazionale_, che adesso invece ha le
azioni al disotto del pari.... Grazie al cielo, di queste azioni io ne
ho poche.... A dar retta a Mariano, avrei dovuto comperarne qualche
centinaio....
La signora Giulia domandò timidamente.--Non andrai davvero
all'Assemblea?
--Non andrò, non andrò; che c'è?
--Oh.... nulla.... ma Federica sperava che avresti votato per la
Presidenza....
--Io non voterò nè pro, nè contro.... Io non andrò in persona, nè darò
procura a nessuno; ecco quello che farò.... Mi si vorrebbe mettere in
impicci, ma non ci si riuscirà.... Non intendo perder la mia
quiete.... Non intendo guadagnarmi una malattia di cuore, io.... Oh su
questo punto non transigo.... Già non avrei che due voti.... E due
voti di più o di meno non fanno nè caldo, nè freddo.... Io me ne lavo
le mani, me ne lavo le mani affatto.
Dopo aver espresso questa idea conforme ai più rigidi precetti della
pulizia, il signor Dal Bono prese un'altra pastiglia e uscì dalla
stanza, lasciando ordine che non lo si disturbasse per nessuna
ragione.
Lucilla non tardò a ricomparire nel salotto. Gipsy le era alle
calcagna, secondo il solito.
--Adesso che non c'è' più il babbo, si potrà riaprire.... Sta quieta,
Gipsy.... Non salir sulle sedie.
--Senti, Lucilla--cominciò la signora Giulia, che avrebbe pur voluto
preparar l'animo della figliuola agli ostacoli che stavano per sorgere
sul suo cammino. Ma in quel punto si spalancò l'uscio ed entrò
Roberto.
--Dunque, come va?--chiesero le due donne ad una voce.
Roberto tentennò il capo.
--Poco bene sempre.
--Però tu esageri--osservò la ragazza.
--Oh fosse pur vero ch'io esagero--esclamò il giovane tristamente.--Ma
non è così, non è così.
Roberto s'era seduto; la cagnetta Gipsy, posandogli le due zampe
anteriori sulle ginocchia, tentava di attrarre la sua attenzione.
--Non le hai portato lo zucchero, oggi?--domandò Lucilla.
--Oh! come posso ricordarmi dello zucchero in questi giorni?
--Venga qua, _madamigella Gipsy_--riprese la fanciulla;--il signorino
non vuol più saperne di lei.
Roberto alzò la testa e fissò gli occhi malinconici in viso a Lucilla,
che non potè a meno di arrossire.
--Ho detto per ischerzo, sai--ella soggiunse in tono carezzevole.
Egli si mise a camminare per la stanza, poi si avvicinò all'adorata
giovinetta, e posandole la mano sulla spalla:--Sento che la disgrazia
è irreparabile, è vicina--egli disse--e nello stesso tempo non oso
fermarvi la mente. O Lucilla, perduto mio padre, che mi rimane? La
mamma è buona, mi vuol bene, io ne voglio a lei; ma ella considera le
cose sotto un punto di vista tanto diverso dal mio! O Lucilla, mi
resti tu.... Mi amerai sempre?
--Sicuro che ti amerò.... Che discorsi!
--Mi amerai molto?
--Molto, s'intende.... Che aria solenne hai!
--Via, ragazzi, smettete--disse un po' imbarazzata la signora
Giulia.--Se mio marito fosse qui....
--Il signor Benedetto ha ragione--ripigliò Roberto con qualche
amarezza.--Ormai è necessario di trattarsi con sussiego.... non sono
più quello d'una volta.... Domani forse sarò povero....
--Un'altra esagerazione!--esclamò Lucilla.
--Oh no.... In casa abbiamo avuto le mani bucate.... Quando non ci sia
più mio padre, il cui stipendio ci permette di passarcela da gran
signori, bisognerà pur campare con l'interesse della dote della mamma
e con quello che guadagnerò io, che ancora non guadagno nulla.
--Ebbene tu mi sposerai, io son ricca.
--Lucilla!--interruppe la signora Giulia, ch'era sempre più sulle
spine.
--Non abbia paura; signora Giulia. Non consentirei io stesso a questo
matrimonio prima d'avere una posizione.
--Soliti eroismi--osservò Lucilla indispettita.
--Non sono eroismi; è una legge d'onore... Un marito che voglia essere
rispettato non deve vivere a spese della moglie.... Io non consentirei
a sposarti finchè non fossi in grado di mantener la mia famiglia; ma
tu aspetterai fino a quel momento, non è vero? Anche se sarò costretto
ad andar lontano di qui, mi aspetterai?... Oh questo, signora Giulia,
non può sembrarle indiscreto.... La Lucilla ed io ci si ama fin da
fanciulli.
--Figliuoli miei--rispose la signora Dal Bono cedendo suo malgrado
all'intima commozione dell'animo--lo sapete se ho visto di buon occhio
quest'affetto che è cresciuto con voi. Può dirlo la tua mamma,
Roberto, quante volte s'è discorso di farvi marito e moglie.... Io
spero che tutto andrà secondo i nostri desideri; ma adesso ci vuol
pazienza, ci vuol prudenza.... Mio marito ha le sue idee; non conviene
prenderlo di fronte.... Già siete tanto giovani tutti e due.... E tu,
Roberto, hai ingegno, hai buon volere; vedrai che il diavolo non sarà
così brutto come pare.
--Grazie, signora Giulia--proruppe l'Arconti, stringendo la mano della
buona donna.--Avrò dunque una difesa in lei?
--Sì.... ma se cominciassi col chiederti qualche sacrifizio?
--Che sacrifizio?
--Per esempio.... di rallentare un po' le tue visita a Lucilla....
--Oh mamma!--disse la ragazza in tono di rimprovero.
--Adesso dovrei rallentare le mie visite?--esclamò Roberto con
l'accento della più viva commozione.--E non ho altro conforto che
questo! E ho tanto bisogno di veder chi mi vuol bene!
La signora Giulia chinò il capo in silenzio. Ella sentiva che Roberto
aveva ragione.
Il giovine le prese la mano di nuovo:
--Fra poco, forse, io andrò peregrinando pel mondo in cerca di
fortuna; allora nessuno potrà lagnarsi della frequenza delle mie
visite. Finchè son qui, non m'invidii l'unica gioia che mi rimane....
--E avrai proprio questa necessità di andartene in giro pel
mondo?--interruppe Lucilla.
--Credi che lo farò apposta?... Ma prevedo che sarà inevitabile.... E
nel mio esiglio mi consolerà un'immagine, la tua, mi sosterrà una
fede, la fede del tuo amore.... Nelle ore più tristi penserò a te, e
tu forse nel momento stesso tornerai con la fantasia a questo povero
diavolo sbalestrato dalla fortuna.
--Sì sì--saltò a dire Lucilla battendo i suoi piedini con un movimento
d'impazienza.--Farò la Penelope.
--Non ischerzare, Lucilla, te ne scongiuro. La vita è seria....
--Eh me ne accorgo. Vuoi vedermi triste, ingrugnata....
--No, Lucilla, voglio veder sempre il tuo bel sorriso, ma non il folle
sorriso di chi non cura il domani, bensì il sorriso pensoso di chi si
apparecchia a combattere e non trema perchè è a fianco della persona
da cui è amato e che ama.... Me ne vado adesso.... Il babbo mi
aspetta.
Si avvicinò al tavolino su cui aveva deposto il cappello, e l'occhio
gli cadde sulle due circolari che il signor Benedetto aveva lasciate
lì aperte.
--Il signor Benedetto non farà mica causa comune coi nostri
avversari,--disse Roberto.
--Oh no--rispose vivamente la signora Giulia.
--Voterà con noi?
A questo punto la signora Dal Bono non potè dissimulare il suo
imbarazzo.
--Ma.... credo.... spero.... sai.... mio marito è timido.... nel primo
momento dichiarò che voleva restar neutrale.
--Ah!... neutrale--ripetè Roberto con un amaro sorriso.--Pazienza....
Buon giorno, signora Giulia.... Addio, Lucilla.
La ragazza lo accompagnò sino all'uscio della scala, quantunque sua
madre la chiamasse ripetutamente--Lucilla, Lucilla!
--Se tu non avessi quegli slanci da Don Chisciotte--ella susurrò
all'orecchio del giovine--le cose prenderebbero una piega molto
migliore.... Io m'impegnerei di far fare a modo mio il babbo e la
mamma, e ricco o spiantato, tu mi sposeresti entro l'anno....
--No, Lucilla, è impossibile....
--Vedi, sei tu che non vuoi.... Sei tu a cui non importa niente di me.
--Non m'importa di te?... Oh come sei ingiusta!
Roberto cinse col braccio lo svelto corpicino della fanciulla. Ella
arrovesciò la testa con un dolce abbandono, fissò negli occhi di lui i
suoi occhi neri, grandi, pieni di fuoco, e mostrò due labbretti di
rosa che parevano dire--baciatemi.
Sono inviti a cui non si risponde di no, e Roberto non mancò di fare
il debito suo. Gipsy, che aveva raggiunto la sua padroncina, scosse in
aria d'approvazione i sonagli che le pendevano al collo.
--Lucilla! Lucilla!--chiamò di nuovo la signora Giulia, avanzandosi
nell'andito.