III.

Il signor Benedetto Dal Bono era di pessimo umore, e sfogava il suo

_spleen_ dando molestia alla diletta consorte.

--Finalmente la ho saputa giusta sulla salute d'Arconti. La signora

Federica diceva che non è nulla, tu come un pappagallo ripetevi le sue

parole, e Lucilla, anche lei, faceva un terzetto con voi altre due. Oh

nulla! Una malattia di cuore! Piccole bazzecole!... Già, con un

deperimento di quella fatta, sfido io che non ci fosse sotto qualche

cosa di serio.... Si è aperta la finestra.... quella lì.... chiudi....

Sono mezzo sudato, e un malanno si fa così presto a buscarlo.... Sono

più giorni che non istò bene.... Chiudi anche l'uscio.

--Ma, babbo, si soffoca--esclamò la Lucilla, ch'era in un angolo del

salotto con la sua cagnetta Gipsy.

--Se soffochi, va in un'altra stanza.

Lucilla non se lo fece dire due volte, e sgattaiolò via seguita da

Gipsy. La signora Giulia avrebbe fatto lo stesso assai volentieri, ma

suo marito la trattenne.

--Ho certe punture qui.... e qui.... non vorrei che ci fosse qualche

ingorgo nella circolazione.... Il medico dice di no....

--Ma se non hai nulla....

--Bravissima, nulla!... È la solita parola.... Bell'aiuto che si ha da

voi donne.... Intanto Mariano Arconti se ne va col treno direttissimo

all'altro mondo.... E in quanto all'età, c'è così poca differenza tra

noi.... Siamo nati nello stesso anno, egli in gennaio, io in dicembre;

coetanei non ci si può dire, io sono più giovine, ma di undici mesi

soltanto.... È vero--continuò il signor Benedetto con piglio più

soddisfatto--è vero ch'io mi sono strapazzato meno.... Non feci il

volontario, io, nel 48.... Non mutai mestiere tre o quattro volte....

Non ebbi mai i capricci della galanteria, mentre lui.... basta....

aggiusti i conti con la signora Federica, chè per noi non ci si deve

entrare.... Dopo tutto, la sua malattia di cuore se l'è voluta.... Me

ne dispiace, ma _chi è causa del suo mal pianga sè stesso_.... Però

son cose che fanno sempre un gran senso.... Impossibile non pensare

che quello che accade agli altri può accadere anche a noi.... Povero

Mariano! Lo conosco da tanto tempo....

Il signor Benedetto si soffiò il naso in attestato di simpatia pel suo

vecchio amico; poi prese una pastiglia da una scatola che teneva in

tasca.

--Che disgrazia per quella famiglia!--esclamò la signora Giulia.

--Disgrazia!... Una rovina addirittura. Ma! spendevano e spandevano

come se fossero principi.... Non si è pensato mai all'avvenire....

Solo adesso Mariano voleva fare sulla sua vita una sicurtà, che

naturalmente gli fu rifiutata.... Una gran lezione, una gran lezione!

Specchiati in questo esempio, tu, che avresti ogni momento qualche

nuova spesa da suggerire....

--Io?--proruppe la signora Giulia nella massima maraviglia.

--Già..... non più tardi di ieri sera t'era venuto il ghiribizzo delle

tendine nuove in salotto.

--Son tutte sdruscite.

--Si rattoppano.

--Si son già rattoppate due volte....

--E si rattoppano anche la terza....

--Se fossimo poveri, direi....

--E che ne sai tu se siam poveri o no?... La casa in via Principe

Umberto spigionata; ad Abbiategrasso una grandine che ha distrutto il

frumento; belle allegrie davvero!... Poveri! E chi lo sa se non si

diventa tali anche noi?... Gli Arconti intanto....

--Ma gli Arconti erano imprevidenti, lo hai detto tu stesso....

--Una ragione di più per non imitarli.

Si sentì il suono di un pianoforte nella stanza vicina. Era Lucilla

che scorreva colle dita sui tasti.

--Mi dispiace anche per quei ragazzi--disse la signora Giulia

guardando verso l'uscio.

--Che? Che?--borbottò il signor Benedetto.--Riscaldi di gioventù.....

Impegni non ce ne sono.... Grazie a Dio, la promessa formale non ha

ancora avuto luogo.... In ogni modo, quando cambiano le

circostanze....

--Ma si amano come due colombi....

--Colombi o tortore, chi non ha quattrini non prende moglie.... E

sarebbe ora di farla finita con quelle sdolcinature di promessi

sposi....

--Si riguardan come tali da parecchi anni....

--Male, malissimo; colpa tua.... Non bisognava permettere....

--S'era tutti d'accordo....

--D'accordo nella massima, forse.... Ma potevano accader tante cose, e

infatti sono accadute. E bisogna far intender ragione agli Arconti....

--In questo momento?... Io non ho certo il coraggio.... Parla tu, se

credi....

--Io? Io?--proruppe il signor Benedetto mettendo in mostra un'altra

faccia del suo carattere, ch'era la vigliaccheria.--Non l'ho mica

arruffata io la matassa.... Parlare? Sicuro che parlerò.... a suo

tempo.... Quei due Arconti, padre e figlio, son certa gente

furiosa.... Piglian fuoco per un nonnulla.... E già m'immagino che

Roberto capiterà qui anche stasera....

--È probabile.... Povero giovine! Che si deve fare! Ha tanto bisogno

d'un po' di sollievo....

--Bei discorsi questi! Intanto, invece di allentare il nodo, lo si

stringe di più.... Oh parlerò, giacchè chi dovrebbe parlare si

rifiuta, parlerò io....

--Ma non adesso, Benedetto, te ne prego--soggiunse in tono

supplichevole la signora Giulia.--Sarebbe un colpo mortale per quel

disgraziato....

--E chi dice adesso?--rispose il Dal Bono, che non vedeva senza

apprensione questo colloquio.--Dico che parlerò.... Intanto passerò

nella mia camera.... Ahi!... Sempre queste punture.... Se Bruni

s'ostina a non voler ordinar nulla, bisognerà chiamare un altro

medico.

Mentre il signor Benedetto si alzava dalla poltrona, entrò il servo

portando due lettere appena giunte.

Erano due circolari che si riferivano al medesimo argomento. L'una,

firmata dalla Presidenza dell'_Unione_, sollecitava i soci a

intervenire o a farsi rappresentare nell'Assemblea generale che

avrebbe avuto luogo la prima domenica di maggio; l'altra, sottoscritta

da _Alcuni azionisti_, invitava a una seduta preparatoria per

discutere la linea di condotta da tenersi appunto nell'Assemblea

generale nell'interesse della Società.

--Non andrò nè all'Assemblea generale, nè alla seduta preparatoria

degli oppositori--disse con magnanimità il signor Dal Bono, gettando

via dispettosamente le due lettere.

--È l'Assemblea dell'_Unione_?--chiese la signora Giulia.

--Già, di quella famosissima _Unione_ che, a sentir Arconti, doveva

diventar quasi una seconda _Banca Nazionale_, che adesso invece ha le

azioni al disotto del pari.... Grazie al cielo, di queste azioni io ne

ho poche.... A dar retta a Mariano, avrei dovuto comperarne qualche

centinaio....

La signora Giulia domandò timidamente.--Non andrai davvero

all'Assemblea?

--Non andrò, non andrò; che c'è?

--Oh.... nulla.... ma Federica sperava che avresti votato per la

Presidenza....

--Io non voterò nè pro, nè contro.... Io non andrò in persona, nè darò

procura a nessuno; ecco quello che farò.... Mi si vorrebbe mettere in

impicci, ma non ci si riuscirà.... Non intendo perder la mia

quiete.... Non intendo guadagnarmi una malattia di cuore, io.... Oh su

questo punto non transigo.... Già non avrei che due voti.... E due

voti di più o di meno non fanno nè caldo, nè freddo.... Io me ne lavo

le mani, me ne lavo le mani affatto.

Dopo aver espresso questa idea conforme ai più rigidi precetti della

pulizia, il signor Dal Bono prese un'altra pastiglia e uscì dalla

stanza, lasciando ordine che non lo si disturbasse per nessuna

ragione.

Lucilla non tardò a ricomparire nel salotto. Gipsy le era alle

calcagna, secondo il solito.

--Adesso che non c'è' più il babbo, si potrà riaprire.... Sta quieta,

Gipsy.... Non salir sulle sedie.

--Senti, Lucilla--cominciò la signora Giulia, che avrebbe pur voluto

preparar l'animo della figliuola agli ostacoli che stavano per sorgere

sul suo cammino. Ma in quel punto si spalancò l'uscio ed entrò

Roberto.

--Dunque, come va?--chiesero le due donne ad una voce.

Roberto tentennò il capo.

--Poco bene sempre.

--Però tu esageri--osservò la ragazza.

--Oh fosse pur vero ch'io esagero--esclamò il giovane tristamente.--Ma

non è così, non è così.

Roberto s'era seduto; la cagnetta Gipsy, posandogli le due zampe

anteriori sulle ginocchia, tentava di attrarre la sua attenzione.

--Non le hai portato lo zucchero, oggi?--domandò Lucilla.

--Oh! come posso ricordarmi dello zucchero in questi giorni?

--Venga qua, _madamigella Gipsy_--riprese la fanciulla;--il signorino

non vuol più saperne di lei.

Roberto alzò la testa e fissò gli occhi malinconici in viso a Lucilla,

che non potè a meno di arrossire.

--Ho detto per ischerzo, sai--ella soggiunse in tono carezzevole.

Egli si mise a camminare per la stanza, poi si avvicinò all'adorata

giovinetta, e posandole la mano sulla spalla:--Sento che la disgrazia

è irreparabile, è vicina--egli disse--e nello stesso tempo non oso

fermarvi la mente. O Lucilla, perduto mio padre, che mi rimane? La

mamma è buona, mi vuol bene, io ne voglio a lei; ma ella considera le

cose sotto un punto di vista tanto diverso dal mio! O Lucilla, mi

resti tu.... Mi amerai sempre?

--Sicuro che ti amerò.... Che discorsi!

--Mi amerai molto?

--Molto, s'intende.... Che aria solenne hai!

--Via, ragazzi, smettete--disse un po' imbarazzata la signora

Giulia.--Se mio marito fosse qui....

--Il signor Benedetto ha ragione--ripigliò Roberto con qualche

amarezza.--Ormai è necessario di trattarsi con sussiego.... non sono

più quello d'una volta.... Domani forse sarò povero....

--Un'altra esagerazione!--esclamò Lucilla.

--Oh no.... In casa abbiamo avuto le mani bucate.... Quando non ci sia

più mio padre, il cui stipendio ci permette di passarcela da gran

signori, bisognerà pur campare con l'interesse della dote della mamma

e con quello che guadagnerò io, che ancora non guadagno nulla.

--Ebbene tu mi sposerai, io son ricca.

--Lucilla!--interruppe la signora Giulia, ch'era sempre più sulle

spine.

--Non abbia paura; signora Giulia. Non consentirei io stesso a questo

matrimonio prima d'avere una posizione.

--Soliti eroismi--osservò Lucilla indispettita.

--Non sono eroismi; è una legge d'onore... Un marito che voglia essere

rispettato non deve vivere a spese della moglie.... Io non consentirei

a sposarti finchè non fossi in grado di mantener la mia famiglia; ma

tu aspetterai fino a quel momento, non è vero? Anche se sarò costretto

ad andar lontano di qui, mi aspetterai?... Oh questo, signora Giulia,

non può sembrarle indiscreto.... La Lucilla ed io ci si ama fin da

fanciulli.

--Figliuoli miei--rispose la signora Dal Bono cedendo suo malgrado

all'intima commozione dell'animo--lo sapete se ho visto di buon occhio

quest'affetto che è cresciuto con voi. Può dirlo la tua mamma,

Roberto, quante volte s'è discorso di farvi marito e moglie.... Io

spero che tutto andrà secondo i nostri desideri; ma adesso ci vuol

pazienza, ci vuol prudenza.... Mio marito ha le sue idee; non conviene

prenderlo di fronte.... Già siete tanto giovani tutti e due.... E tu,

Roberto, hai ingegno, hai buon volere; vedrai che il diavolo non sarà

così brutto come pare.

--Grazie, signora Giulia--proruppe l'Arconti, stringendo la mano della

buona donna.--Avrò dunque una difesa in lei?

--Sì.... ma se cominciassi col chiederti qualche sacrifizio?

--Che sacrifizio?

--Per esempio.... di rallentare un po' le tue visita a Lucilla....

--Oh mamma!--disse la ragazza in tono di rimprovero.

--Adesso dovrei rallentare le mie visite?--esclamò Roberto con

l'accento della più viva commozione.--E non ho altro conforto che

questo! E ho tanto bisogno di veder chi mi vuol bene!

La signora Giulia chinò il capo in silenzio. Ella sentiva che Roberto

aveva ragione.

Il giovine le prese la mano di nuovo:

--Fra poco, forse, io andrò peregrinando pel mondo in cerca di

fortuna; allora nessuno potrà lagnarsi della frequenza delle mie

visite. Finchè son qui, non m'invidii l'unica gioia che mi rimane....

--E avrai proprio questa necessità di andartene in giro pel

mondo?--interruppe Lucilla.

--Credi che lo farò apposta?... Ma prevedo che sarà inevitabile.... E

nel mio esiglio mi consolerà un'immagine, la tua, mi sosterrà una

fede, la fede del tuo amore.... Nelle ore più tristi penserò a te, e

tu forse nel momento stesso tornerai con la fantasia a questo povero

diavolo sbalestrato dalla fortuna.

--Sì sì--saltò a dire Lucilla battendo i suoi piedini con un movimento

d'impazienza.--Farò la Penelope.

--Non ischerzare, Lucilla, te ne scongiuro. La vita è seria....

--Eh me ne accorgo. Vuoi vedermi triste, ingrugnata....

--No, Lucilla, voglio veder sempre il tuo bel sorriso, ma non il folle

sorriso di chi non cura il domani, bensì il sorriso pensoso di chi si

apparecchia a combattere e non trema perchè è a fianco della persona

da cui è amato e che ama.... Me ne vado adesso.... Il babbo mi

aspetta.

Si avvicinò al tavolino su cui aveva deposto il cappello, e l'occhio

gli cadde sulle due circolari che il signor Benedetto aveva lasciate

lì aperte.

--Il signor Benedetto non farà mica causa comune coi nostri

avversari,--disse Roberto.

--Oh no--rispose vivamente la signora Giulia.

--Voterà con noi?

A questo punto la signora Dal Bono non potè dissimulare il suo

imbarazzo.

--Ma.... credo.... spero.... sai.... mio marito è timido.... nel primo

momento dichiarò che voleva restar neutrale.

--Ah!... neutrale--ripetè Roberto con un amaro sorriso.--Pazienza....

Buon giorno, signora Giulia.... Addio, Lucilla.

La ragazza lo accompagnò sino all'uscio della scala, quantunque sua

madre la chiamasse ripetutamente--Lucilla, Lucilla!

--Se tu non avessi quegli slanci da Don Chisciotte--ella susurrò

all'orecchio del giovine--le cose prenderebbero una piega molto

migliore.... Io m'impegnerei di far fare a modo mio il babbo e la

mamma, e ricco o spiantato, tu mi sposeresti entro l'anno....

--No, Lucilla, è impossibile....

--Vedi, sei tu che non vuoi.... Sei tu a cui non importa niente di me.

--Non m'importa di te?... Oh come sei ingiusta!

Roberto cinse col braccio lo svelto corpicino della fanciulla. Ella

arrovesciò la testa con un dolce abbandono, fissò negli occhi di lui i

suoi occhi neri, grandi, pieni di fuoco, e mostrò due labbretti di

rosa che parevano dire--baciatemi.

Sono inviti a cui non si risponde di no, e Roberto non mancò di fare

il debito suo. Gipsy, che aveva raggiunto la sua padroncina, scosse in

aria d'approvazione i sonagli che le pendevano al collo.

--Lucilla! Lucilla!--chiamò di nuovo la signora Giulia, avanzandosi

nell'andito.

Nella lotta · 第 14 / 45 题