=Detti= _ed_ =Emma=.
(_Emma entra in toeletta ricchissima ed elegantissima, con aria e
incesso da gran signora. Sembra trasfigurata. Mario al vederla non può
trattenere un vivo movimento di sorpresa e ammirazione_)
_Emma._ (_movendo amabilissima incontro ad Arsenia_) Arsenia!
_Arsenia_. Emma!... (_si abbracciano_)
_Mario_. (_a parte, ammirando estatico l’eleganza di Emma_) Com’è
elegante! (Altro che infagottata!)
_Emma_. (_a Mario che imbarazzatissimo s’accinge a far le
presentazioni_) Tralascia le presentazioni. Siamo vecchie amiche....
(_ad Arsenia_) Come ti son grata di esserti ricordata di me!
_Arsenia_. Ho avuto il tuo biglietto jersera... tornata appena in
città... Come vedi, non mi son fatta attendere. Ma lasciami finire i
miei complimenti a tuo marito.... Dal collegio in qua ti sei fatta pur
bella!...
_Emma_. Tu dici?... Cioè... questa sarebbe l’opinione di mio marito!...
Ah sì, se dai retta a lui, in confronto mio la Venere dei Medici si può
nascondere... A sentir lui, non c’è altro di bello sulla terra fuor di
me...
_Arsenia_. (_trasalendo, si sforza sorridere e getta una furtiva
occhiata di corruccio a Mario imbarazzatissimo_) Ah! ah!
_Mario_. (_stupito fra sè_) (E poco fa si lagnava?) Cioè... (_vorrebbe
interloquire, ma Emma l’interrompe_)
_Emma_. Ah, sì, sì... a sentirti...
_Mario_. (_sempre più stupito_) (Ora mi da del tu?...)
_Arsenia_. (_discorre, qui, e più avanti, sforzandosi nascondere sotto
accento affabilissimo e aspetto ilare il dispetto nervoso e gettando
a Mario di soppiatto occhiate furiose_) E fortuna che con te dice il
vero... Se no, sai, le troppo adulazioni dei mariti, alle volte...
_Emma_. Ah, ah, tu scherzi. Ti pare!... Un amore al quale bisognasse
montar la sentinella, e vigilarlo tutte l’ore perchè non mi scappi
via!... Ma non saprei che farne, io, d’un amore simile!... Se l’amore
non fosse una fiducia intera, sublime, il cieco abbandonarsi l’una
all’altra di due anime in un amplesso appassionato ardente..... ardente
come i baci che trassero a perdizione gli angeli di Moore...
_Mario_. (_stupefatto, fra sè_) (Gli angeli di Moore!).
_Emma_. (_terminando la frase_)...... non lo vorrei!.... non lo vorrei!
Neppur tu, n’è vero, Mario?
_Mario_. (_trasecolato a parte_) (È Emma che parla?).
_Arsenia_. (_sottovoce rapidissima, fremente, a denti stretti,
guardando Mario che le è vicino_) Ah... è questa la bambina...
_Emma_. (_insistendo, perchè Mario esita a risponderle_) Neppur tu?...
_Mario_. (_impacciatissimo_) Ma già... gli è che...
_Emma_. (_con energia imperiosa_) Negalo un po’...
_Mario_. (_c. s._) Non nego. (Ma è proprio Emma che parla? Arsenia mi
mangia).
_Arsenia_. (_a Mario con repressa ironia_) E allora, caro conte, le
mie felicitazioni!... Proprio, a vedervi, chi direbbe che quella vostra
aria gioviale, scapata, nasconda tanta fiamma di entusiasmi!... (_con
sorriso forzato_) Qua la mano!.... Non si stringe ogni giorno, in tempi
scettici, la mano (_nello stringere la mano che Mario costretto le dà,
gliela storce per rabbia così forte, che Mario fa una smorfia di dolore
e gli sfugge un_ Ahi! _soffocato_) di un uomo superiore che sa ispirare
di queste fedi intense, ideali... (_sottovoce rabbiosa a Mario_) (È la
poppattola?...)
_Mario_. (_come per ringraziar del complimento_) Baronessa...
_Emma_. (_non perdendo nulla del giuoco dei due, ma senza mostrare di
accorgersene; ad Arsenia_) Non tentar la sua modestia!...
_Arsenia_. Ma io, Emma, sono un po’ in collera con lui. Oh sì! troppo
egoista, conte! Se vostra moglie non si ricordava di me, ancora oggi
non saprei nulla delle vostre gioje! Eppure i vecchi amici ci hanno un
diritto alla lor parte... Non va bene dimenticarli!...
_Mario_. (_complimentoso cercando una risposta che non trova_) Oh, ma
la mia memoria!...
_Emma_. (_pronta levandolo d’imbarazzo_) No, per questo non lo
sgridare...
_Mario_. (Come se n’esce?)
_Emma_. La colpa è mia..... tutta mia. Sono io la egoista che
ho reclamato per me il possesso intero di questi giorni... E lui
poveretto...
_Arsenia_. Ti ho obbedito...
_Emma_. (_vivamente_) Ah sì!.... quanto a questo, fa tutto quel che
voglio...
_Arsenia_ (_fulminando Mario d’un’occhiata_) Ah!
_Emma_. Vorrei ben vedere che non lo facesse...
_Mario_. (Io casco dalle nuvole!...)
_Arsenia._ (_sorridente ad Emma_) Veramente... sai, il codice...
_Emma._ (_vivacissima_) Ma che codice... Come se il codice fosse fatto
pei matrimoni d’amore! Come se il codice dettasse legge al cuore,
quand’esso dice all’uomo: Costei che hai scelto a tua compagna dei
dolori e delle gioje... amala... ponila in alto... su in alto nella tua
mente... e di lassù ove l’hai posta non la far scendere mai; perchè
foss’anche un’illusione, anche un sogno, questo sogno è una luce a’
tuoi giorni, è una forza ispiratrice al tuo ingegno, ti darà visioni
belle, buone, gentili.... il dì che tu rompessi l’incanto, tutta la
prosa del codice non ti compenserà un solo fascino della poesia che hai
perduto...
_Mario._ (_stupefatto affascinato guardandola_) (Ma è lei? proprio
lei!...)
_Arsenia._ (_ad Emma_) Ah!... ti sei fatta romantica...
_Emma._ Oh no, — mi son fatta donna. Sono giovine, senza essere la
Venere che lui pretende, brutta non sono... e se non li facessi, come
donna, valere adesso, sul mio Mario, i diritti della gioventù e della
bellezza, se non cercassi, magari anche di abusarne un tantino, non
sarei una sciocca? Ti pare? N’è vero, Mario, che non me ne vuoi, se
qualche volta un tantino ne abuso?
_Mario._ (_trasecolato, non sa più che pesci prendere, guardando a
vicenda le due che lo fissano_) Tu abusarne... Oibò... (Arsenia mi
fulmina! Ma Emma è un’altra!...)
_Arsenia._ Ah!.... ma brava!...
_Mario._ (Qui è meglio cavarsela....) Se non ti rincresce, Emma, se la
baronessa permette, vado un momento là nel mio studio....
_Emma._ Studio?... adesso?... ohibò... adesso non si studia, si resta
qui.
_Mario._ (Ma che diamine ha?...)
_Emma._ (_proseguendo_) Non tema disturbarci il signorino. Tanto si
parla di lei... Se è per modestia, si metta là (_gli indica il tavolino
al quale stava disegnando_) e mi finisca quel disegno pel mio ricamo.
Doveva esser finito da jeri...
_Arsenia._ (_scandolezzandosi ironicamente_) Oh, sin da ieri?.... siamo
in ritardo degli ordini...
_Emma_ (_ad Arsenia_) Vedessi come disegna! è un amore... Me lo
finisci, Mario?
_Mario._ Sì, sì... (_va al tavolino_) (Con Arsenia sto fresco! Ormai,
tant’è! Ma mia moglie che diavolo ha?...)
_Arsenia._ E così gli comandi? (_Emma sorride affermativamente_) Ah!
Ah!.... Ercole ed Onfale!...
_Emma._ Ah sì! fa tanto piacere....
_Arsenia._ Però, vedi, i libri pretendono che Ercole ne abbia avuto
biasimo...
_Emma_. Perchè Onfale non era sua moglie, ed Ercole per lei tradiva sua
moglie, la più fida delle mogli....
_Mario._ (_mentre disegna, alzando il capo sempre più attonito_) (To!
adesso anche la mitologia!)
_Emma._ ... il che certo non toglie che Onfale dovesse trovarci gusto...
_Arsenia._ Ah già! per una donna, comandare ad un eroe così famoso...
vedersi docile ai piedi il vincitore di battaglie, l’uccisore dell’Idra
e del leone nemèo.....
_Mario_, (_interrompendo il suo lavoro_) Oh questo poi! (_alzandosi,
le mani puntate sul tavolo_) Prego di credere, baronessa, che io non
ho ammazzato nessun leone..... e nel serraglio Bidel vado sempre per
precauzione ai secondi posti... (_torna a sedere e ripiglia il suo
disegno_)
_Emma._ (_vivamente apostrofandolo_) Ed io ti prego di credere che se
non ti ritenessi capace di affrontare occorrendo, per un mio desiderio,
anche i leoni, come il cavaliere della canzone di Schiller che scese
nel circo a raccogliervi il guanto della sua dama.... non ti vorrei...
_Mario._ (_sbalordito_) Ma sì!...... anche Schiller!...
_Emma._ Ma io so che parli per modestia...
{Mario.} Se lo dici... (Tant’è... con Arsenia succeda che vuole, ma mia
moglie, per Dio, è proprio affascinante!)
_Emma._ Io però non credo, Arsenia, che il maggior piacere per Onfale
dovesse essere quello!... soggiogare un eroe!.... che gran cosa!... non
c’è gente, colle donne, più debole degli eroi!....... Sai la voluttà
proprio vera, squisita, quale io penso che fosse per lei? Il pensiero
di averlo portato via a sua moglie, di averlo rubato a un’altra
donna...
_Mario._ (Ahi! ahi!...)
_Arsenia._ Proprio?... tu dici?
_Emma._ Io dico che in noi donne non c’è nulla come il pensiero del
furto per aumentarci la voluttà dell’amore.
_Mario._ (_alzando il capo dal lavoro_) Ma sentila!...
_Emma._ (_seguendo il filo del discorso_) Viviamo di saccheggio
reciproco. E perchè mo’ un uomo fatto e che sia già passato per
parecchi amori, ha per una donna più fascino di un giovinetto che sia
ai primi passi?.... Perchè maggiore è il numero di altre donne su cui
le sembra, conquistandolo, di trionfare. O perchè un uomo innamorato
di una donna bella, invoglia un’altra a farlo suo, più di uno che ne
ami una brutta? Perchè più difficile è il furto... e più ci adesca la
vanità....
_Mario._ (È un trattato di psicologia!...)
_Emma._ (_proseguendo_) E vuoi un esempio? Tanto ora, con te posso
dirlo... e col mio Mario non ci son segreti. E poi, acqua passata non
macina. Quel signorino lì, come lo vedi...
_Mario._ Eh?
_Emma._ Stai lì... come lo vedi, con quell’aria contrita, non credere
mica ch’io sia stata il suo primo amore...
_Arsenia._ Davvero?
_Emma._ Adesso... sì, mi ama.... e come! e come!.... (_gesto di Mario a
cui Emma risponde_) Va là che lo so! lo so! (_si volge ad Arsenia_) Ma
sai che cosa di più mi ha invogliato ad essere amata da lui? lo avere
scoperto per caso, il dì delle nozze, che egli aveva una passione....
(_movimento di Mario ed Arsenia; Mario, quatto, quatto si alza dal
lavoro e gira inquieto per la stanza, come cercando svignarsela_) non
so per chi.... ma per una donna che gli comandava, come io adesso....
una passione che lo portava a finir male... Guarda che t’è caduto un
guanto!... e il pensiero di toglierlo a colei, di farlo mio, tutto mio,
che a quell’altra non ne restasse neppur una briciola....
_Arsenia_. (_sorridente, nervosa, febbrile_) Ah!... sei ben certa di
esserci riuscita?
_Emma_. (_trionfante_) Se lo sono!.... Domandalo a lui! Senti, Mario,
che cosa Arsenia mi chiede!!... Se è vero o no che io la ho supplantata
colei, se è vero o no che l’hai strappata dal tuo core, per farmene
dono, l’immagine di quella femmina.... (_con accento di spregio_).
_Arsenia_. Ah!...
_Emma_. (_non lasciandosi interrompere e rincalzando con forza
crescente_).... perchè, sai, mia buona, mia cara Arsenia, mi dissero
che era anche maritata.... e ch’ella abusava della catena che la
complicità crea, per tradire i suoi doveri, suo marito... tradire,
disonorare, a sangue freddo, — intendi? un uomo leale, che vi colma di
benefici, che vi affida il suo nome, non è vero che tutto ciò è triste,
è odioso, e basso.... e che colei meritava la umiliazione che io le ho
inflitto... non è vero, Arsenia mia cara, che la meritava?.... E l’ha
avuta!... (_Emma s’è venuta nel discorrere, accolorando e concitando —
i suoi occhi dan lampi fissando Arsenia che all’ultime parole balza in
piedi convulsa. Emma ripiglia con voce dolcissima_) Che hai?
_Arsenia._ Nulla.... è tardi....
_Emma._ Oh no, non te ne andare...
_Arsenia._ (_sforzandosi sorridere con tremito convulso nella voce_) Ma
in verità, Emma, si direbbe che tu ti esageri la tua missione sociale!
Ti erigi grande giustiziere del nostro sesso con una solennità, con
una severità che spaventa..... E voi conte, non dite nulla?... (_Mario
che si è rimesso al suo tavolino, incontrando, a questa apostrofe
di Arsenia, lo sguardo imperioso e fascinatore di Emma, invece di
rispondere, si china sul suo disegno, fingendo di lavorare in furia_)
_Emma._ Che vuoi che dica?
_Arsenia._ Non mi par da cavaliere lasciar offendere una donna che non
può difendersi, e che vi avrebbe dato, dopo tutto, il suo amore...
_Emma._ Eh via, che ne sai tu s’era amore o vizio? E a te che ne
importa?... A te? Ma non ti ho detto che egli me l’ha abbandonata?...
_Arsenia._ (_fulminandola dello sguardo e pur ostentando il sorriso a
denti stretti_) Guardati allora dalla legge del taglione!...
_Emma._ (_affabilissima_) Oh! non temere!... non c’è pericolo!...
Perchè io, vedi (_poggiando sulle parole, prende Arsenia amichevolmente
a braccetto e si mette a passeggiare con lei_), da qualunque
umiliazione il mio amor proprio l’ho messo in salvo per tempo...
Ciò che umilia una donna, ciò che la oltraggia a sangue è il sapersi
tradita dopo essersi data... è lo scoprirsi posseduta da un uomo il
quale a sua volta sia in poter d’un’altra donna: perchè gli è come se
ella stessa, — Dio che onta! — fosse in poter di colei! Ma un cuore
intero, non i resti d’un cuore io volevo! Sorprendere un uomo nelle
ore d’ozio dei sensi, e poi tenerlo colla forza dell’abitudine: bel
merito!... Il bello è saperlo, vederlo in balìa d’altra, e senza
l’ombra di un rimprovero, d’un lagno, senza smaniarsi per tirarlo a
sè, aspettare che egli si volga a voi, per sola forza di confronto e di
desiderio, come la calamita al suo polo, come l’eliotropio al sole. E
sentire il risvegliarsi a poco a poco della parte migliore di lui sotto
il vostro alito tiepido: giorno per giorno spiare ad una ad una le
ultime faville della vampa antica che se ne vanno, e i nuovi desiderî
che arrivano: vederla da lontano venire, come per gioco, a traverso
un capriccio da bambina, l’ora che dal gioco divamperà la fiamma; e
giunta, allora sì, dire all’uomo: Amami, adorami, fa ch’io creda al più
bello dei sogni, a ciò per cui provasi la voluttà beata del vivere:
perchè anch’io sono bella, anch’io sono superba, e trionfare sulle
memorie lontano del tuo passato non mi basta....... voglio vive, in
faccia, vederle...
_Arsenia._ (_liberando vivamente la sua mano da quella di Emma, e
volgendosi a Mario_) Mi accompagnate?...
Emma (_rincalzando l’apostrofe_) .... sì, vive in faccia vederle....
e portar alto in faccia ad esse tutta la gioja della mia vittoria,
tutto l’orgoglio del mio amore! (_con voce appassionata, imperiosa,
gli occhi sfavillanti volgendosi e movendosi verso Mario completamente
affascinato_) Mario, sono io la tua Emma! Sono io la tua dea!... Ma
inginocchiati Mario, inginocchiati... (_lo costringe a cadere alle sue
ginocchia e si volge fra ironica e sorridente ad Arsenia_) Vedi bene
che accompagnarti non può...
_Arsenia._ (_a denti stretti all’indirizzo di Mario_) Vigliacco!...