SCENA VII.

=Mario, Arsenia= _e_ =Servo.=

_Servo_. (_annunciando_) La baronessa di Villalba.

_Mario_. (_con voce soffocata andandole incontro, appena uscito il

Servo_). Voi qui?

_Arsenia_. (_tranquilla, sorridente_) Vi sorprende?... Infatti... è un

po’ che non vi si vede... e chi avrebbe detto che ci saremmo riveduti

così! Pare un sogno.... Eh, tutto è sogno nel mondo... ossia, è la

vita...

_Mario_. (_a voce vibrata, repressa_) Ma, in nome di Dio, perchè siete

venuta?

_Arsenia._ (_pacatissima_) Non ve l’ha detto vostra moglie? Perchè vi

han memorie che le anime ben fatte non trascurano.... Emma, mia amica

di collegio, voi, mio amico.... fuor di collegio, — vi pare strano che

Emma m’invitasse e che io accettassi l’invito?....

_Mario_. Ma se Emma sapesse...

_Arsenia_. Sareste voi che andreste a dirglielo? Tranquillatevi. Non

venni a sturbare la felicità vostra. Al contrario, vengo ad ammirarla.

E comincio dal congratularmi della scelta. Emma è una buona ragazza...

un po’ scioccarella... un po’ volgaruccia... (_Mario vorrebbe

protestare_) Oh sì!... questo sì!... fra parentesi, ditele che si vesta

meglio... l’altro dì sul corso pareva infagottata.... Ma, del resto,

una gran buona ragazza!... posto che una fine dovevate farla... tanto

lei che un’altra...

_Mario_. (_risentito_) Arsenia!...

_Arsenia_. E il completare la sua educazione, (perchè, sì, poveretta,

ne ha bisogno)... vi sarà una dolce occupazione del cuore... È quel che

appunto dicevo al dottor Sarchi... L’ho incontrato che veniva qui....

mi verrà a riprendere... Che uomo allegro!...

_Mario_. Sentite, Arsenia! Io vi leggo nel pensiero. Voi venite a

prendervi una rivincita, e con quella fanciulla non è generoso, non è

nobile...

_Arsenia_. (_ridendo_) Rivincita?!... Ah! ah! vi pare? Una rivincita

suppone una battaglia perduta.... ed io non ho perduto nulla, perdendo

voi.

_Mario_. Lasciate l’ironia, ve ne prego. Voi lo sapete meglio di

me. Queste nozze le subii, non le cercai. Ma Emma lo ignora, e deve

ignorarlo. Voi la vedrete... Lei fanciulla debole, ingenua... voi

donna, superba di fascini vi pare una lotta degna di voi?... La

protezione della sua quiete è il meno che io le devo in ammenda di un

inganno che mi pesa...

_Arsenia_. (_ironica_) La sua quiete?... E un po’ anche la vostra,

volete dire. Infatti è giustissimo... Io non ho temuto di compromettere

per voi un giorno il mio onore, e voi temete di compromettere la vostra

quiete?... Chi di noi due il più egoista?

_Mario_. Siete ingiusta.

_Arsenia_ (_c. s._) Ebbene, che c’è di male che io venga a vederla più

d’appresso in che modo è fatta questa quiete matrimoniale?... Siete

pur entrato voi nella mia vita, non ho io il diritto di entrare un po’

nella vostra? Non mi avete scritto sposandovi che restavate in cuore

ancor mio?... Ebbene, se siete mio, questa è anche un po’ casa mia. Mi

ci si chiama... ed io vengo, (_cessando bruscamente l’ironia_) A meno

che... a meno che tu non l’ami quella bambola... come la chiamavi....

_Mario_. Ma no...

_Arsenia_. E lo è ancora adesso una bambola.... n’è vero?... ne

convieni...

_Mario_. Ma sì...

_Arsenia_. (_febbrile, incalzante_) Ma sì, ma no... Dillo che non

l’ami... o ch’io...

_Mario_. Ssss! ella è qui....

La figlia di Jefte · 第 13 / 18 题