=Mario, Arsenia= _e_ =Servo.=
_Servo_. (_annunciando_) La baronessa di Villalba.
_Mario_. (_con voce soffocata andandole incontro, appena uscito il
Servo_). Voi qui?
_Arsenia_. (_tranquilla, sorridente_) Vi sorprende?... Infatti... è un
po’ che non vi si vede... e chi avrebbe detto che ci saremmo riveduti
così! Pare un sogno.... Eh, tutto è sogno nel mondo... ossia, è la
vita...
_Mario_. (_a voce vibrata, repressa_) Ma, in nome di Dio, perchè siete
venuta?
_Arsenia._ (_pacatissima_) Non ve l’ha detto vostra moglie? Perchè vi
han memorie che le anime ben fatte non trascurano.... Emma, mia amica
di collegio, voi, mio amico.... fuor di collegio, — vi pare strano che
Emma m’invitasse e che io accettassi l’invito?....
_Mario_. Ma se Emma sapesse...
_Arsenia_. Sareste voi che andreste a dirglielo? Tranquillatevi. Non
venni a sturbare la felicità vostra. Al contrario, vengo ad ammirarla.
E comincio dal congratularmi della scelta. Emma è una buona ragazza...
un po’ scioccarella... un po’ volgaruccia... (_Mario vorrebbe
protestare_) Oh sì!... questo sì!... fra parentesi, ditele che si vesta
meglio... l’altro dì sul corso pareva infagottata.... Ma, del resto,
una gran buona ragazza!... posto che una fine dovevate farla... tanto
lei che un’altra...
_Mario_. (_risentito_) Arsenia!...
_Arsenia_. E il completare la sua educazione, (perchè, sì, poveretta,
ne ha bisogno)... vi sarà una dolce occupazione del cuore... È quel che
appunto dicevo al dottor Sarchi... L’ho incontrato che veniva qui....
mi verrà a riprendere... Che uomo allegro!...
_Mario_. Sentite, Arsenia! Io vi leggo nel pensiero. Voi venite a
prendervi una rivincita, e con quella fanciulla non è generoso, non è
nobile...
_Arsenia_. (_ridendo_) Rivincita?!... Ah! ah! vi pare? Una rivincita
suppone una battaglia perduta.... ed io non ho perduto nulla, perdendo
voi.
_Mario_. Lasciate l’ironia, ve ne prego. Voi lo sapete meglio di
me. Queste nozze le subii, non le cercai. Ma Emma lo ignora, e deve
ignorarlo. Voi la vedrete... Lei fanciulla debole, ingenua... voi
donna, superba di fascini vi pare una lotta degna di voi?... La
protezione della sua quiete è il meno che io le devo in ammenda di un
inganno che mi pesa...
_Arsenia_. (_ironica_) La sua quiete?... E un po’ anche la vostra,
volete dire. Infatti è giustissimo... Io non ho temuto di compromettere
per voi un giorno il mio onore, e voi temete di compromettere la vostra
quiete?... Chi di noi due il più egoista?
_Mario_. Siete ingiusta.
_Arsenia_ (_c. s._) Ebbene, che c’è di male che io venga a vederla più
d’appresso in che modo è fatta questa quiete matrimoniale?... Siete
pur entrato voi nella mia vita, non ho io il diritto di entrare un po’
nella vostra? Non mi avete scritto sposandovi che restavate in cuore
ancor mio?... Ebbene, se siete mio, questa è anche un po’ casa mia. Mi
ci si chiama... ed io vengo, (_cessando bruscamente l’ironia_) A meno
che... a meno che tu non l’ami quella bambola... come la chiamavi....
_Mario_. Ma no...
_Arsenia_. E lo è ancora adesso una bambola.... n’è vero?... ne
convieni...
_Mario_. Ma sì...
_Arsenia_. (_febbrile, incalzante_) Ma sì, ma no... Dillo che non
l’ami... o ch’io...
_Mario_. Ssss! ella è qui....