--Coraggio! Sì, coraggio, per poter sopravvivere al mio angelo che
muore; ch'io mi ricinga adunque di questa corazza per vederla mancare e
non affliggermi della sua perdita, per poter gettare il mio pugno di
terra sulla sua bara e udirne il rumore sordo senza rimanere impietrato
accanto alla sua tomba.
--Zitto... interruppe la contessa ponendo l'indice sulle labbra; ella si
muove... parla... avviciniamoci.
Un freddo sudore mi bagnò la fronte, e non ebbi forza di muovere un
passo.
Clelia si era scossa, aveva levato lentamente un braccio di sotto le
lenzuola, e riaprendo gli occhi li girava all'intorno.
Mi trascinai daccanto ad essa.
--Che hai? mi disse Clelia.--Voi qui! soggiunse con voce quasi spenta,
vedendo la contessa--quale piacere!...
Poi tacque e non disse altro.
--Ella muore! esclamai.
Clelia riaprì gli occhi, e mi guardò serenamente senza parlare.
--Confortatevi, mi disse a bassa voce la contessa--forse ogni speranza
non è perduta.