LXIV.

"Passai tutto quel giorno accanto al suo letto, senza potermi acquetare

al pensiero della sciagura che mi minacciava.

Avessi io potuto lottare corpo a corpo col destino, avrei vinto la sua

inflessibilità.

Pensavo che sarebbe del mio avvenire, e come avrei potuto sopravvivere

alla morte del mio cuore. Immaginavo, anticipandomene l'amarezza, le

giornate tristi e le ore numerate nella solitudine; e come ogni oggetto

m'avrebbe parlato di lei, e avrebbe risuscitato una memoria del passato,

una memoria della mia felicità e del mio amore; Ahimè, il mio amore, il

mio passato erano perduti inesorabilmente; la mia felicità era

seppellita con Clelia.

Seppellita! terribile pensiero!.. Allora guardavo il volto scarno di

Clelia, vedevo la povera vita di quel corpo adorato fuggire sotto i miei

occhi--nè il mio amore possente aveva forza d'arrestarla un istante.

Alla notte venne la contessa B. Aveva mandato ogni giorno a chiedere

novelle di Clelia, e come seppe del pericolo in cui versava, volle

esserle vicino.--Quella buona signora mi trovò mutato.

--Mi strappa il cuore, le risposi, additandole Clelia; potesse almeno

portarmi seco, potessi almeno morire!...

Due amori · 第 83 / 101 题