"Passai tutto quel giorno accanto al suo letto, senza potermi acquetare
al pensiero della sciagura che mi minacciava.
Avessi io potuto lottare corpo a corpo col destino, avrei vinto la sua
inflessibilità.
Pensavo che sarebbe del mio avvenire, e come avrei potuto sopravvivere
alla morte del mio cuore. Immaginavo, anticipandomene l'amarezza, le
giornate tristi e le ore numerate nella solitudine; e come ogni oggetto
m'avrebbe parlato di lei, e avrebbe risuscitato una memoria del passato,
una memoria della mia felicità e del mio amore; Ahimè, il mio amore, il
mio passato erano perduti inesorabilmente; la mia felicità era
seppellita con Clelia.
Seppellita! terribile pensiero!.. Allora guardavo il volto scarno di
Clelia, vedevo la povera vita di quel corpo adorato fuggire sotto i miei
occhi--nè il mio amore possente aveva forza d'arrestarla un istante.
Alla notte venne la contessa B. Aveva mandato ogni giorno a chiedere
novelle di Clelia, e come seppe del pericolo in cui versava, volle
esserle vicino.--Quella buona signora mi trovò mutato.
--Mi strappa il cuore, le risposi, additandole Clelia; potesse almeno
portarmi seco, potessi almeno morire!...