"Il domani lo aspettai ancora senza frutto--andai in traccia di lui come
nel giorno innanzi, ma senza poterne avere alcuna notizia.
Me ne ritornai a casa fantasticando mille cose senza riuscire ad
appagare il mio spirito irrequieto.
Questa volta Clelia non mi aveva visto dalla finestra, però non venne
sulla soglia ad aspettarmi. Charruà mi additò l'uscio della sala con una
espressione che non sfuggì alla pratica che io aveva del suo volto. Egli
aveva una buona notizia; sapeva di farmi piacere--ma siccome tutto ciò
era stato indovinato, non voleva tradirsi. Mi appressai rapido all'uscio
e udii una voce nota--entrai; era Eugenio.
Eugenio seduto accanto a Clelia, le narrava forse la storia della sua
assenza, una storia mesta perchè Clelia pareva commossa. In quel punto
io non pensai al piacere di rivedere l'amico mio, all'ansietà passata in
quei due giorni, al timore di averlo offeso, tanto io era felice di
veder Clelia così mutata verso di lui. E pensai alle cagioni che avevano
potuto operare questa trasformazione, e mi rallegrai quasi dell'assenza
d'Eugenio, poichè parevami, e forse non andavo errato, di dover
attribuire ad essa sola questo miracolo.
Strinsi la mano d'Eugenio, e m'assisi vicino a lui, interrogandolo cogli
occhi. Clelia risollevò i suoi verso di me e sorrise. Quel sorriso era
un mondo di idee: una confessione vergognosa dell'ingiustizia con cui
aveva sempre trattato Eugenio, una promessa di non farlo più; e quasi un
dirmi: "vedi, t'ho obbedita--perdonami."
Quel sorriso meritava una risposta; le domandai dolcemente che cosa
l'avesse commossa. Mi fè cenno della mano ascoltassi Eugenio. Ascoltai.
E seppi allora come egli fosse stato assente a cagione dell'arte sua; e
come un barone T... tedesco lo avesse chiamato presso di sè in una villa
del Lago di Como per il ritratto d'una bambina morta. La piccina non
aveva che tre anni ed era bella--Clelia aveva pensato a Bianca e s'era
intenerita. Io stesso a quell'immagine melanconica mi sentii
commuovere--se non che in quella udii nella camera prossima la voce
argentina della nostra creatura. Ricambiai con Clelia uno sguardo
d'intelligenza e il suo volto si rifece sereno."