«_gloriosa donna..... la quale da molti fu chiamata Beatrice_»
era, in vita, come l’ha dipinta il pittore, soavissima, bella e
pensosa; e che noi cerchiamo il mistero là dove non è, e che Dante amò
veramente una fanciulla fiorentina che si chiamò Beatrice, e Rossetti
dipinse l’Amore di Dante, Dante e la fanciulla sua, perchè il soggetto
gli si offriva tale da tentare l’ardita e fervida mente d’un artista.
Nel 1879 il Rossetti dipinse la «DONNA DELLA FINESTRA» per illustrare
l’ultimo, quasi, degli episodi della _Vita Nova_;
«_Color d’amore e di pietà sembianti_».
Il pittore ha dato a questa figura un carattere diverso da quello
dato a Beatrice. La testa di Beatrice è purissima; lo sguardo
profondo, sereno e dolce ad un tempo rivela la vergine; la «DONNA
DELLA FINESTRA» è più umana, più vicina a noi. Sotto le vene delle
bianchissime e delicate mani corre, ardente, il sangue e, negli occhi
bellissimi spiranti una dolce pietà, si vela la passione. È questa
veramente la Donna, la Bellezza che sola poteva far vacillare il
grande; il purissimo amore di Dante per la sua Signora; che poteva
quasi offuscarne la memoria nella mente del poeta; che sola, co’ suoi
bellissimi occhi, poteva attrarre tanto a sè gli occhi di lui, che
egli n’era pentito e ancora, nel _Purgatorio_, sentiva il dolore della
infedeltà commessa. È una delle più voluttuose figure dipinte dal
Rossetti, e bisognava che così fosse, perchè Dante l’ha cantata così.
Spesso il Rossetti volgeva l’anima alla _Divina Commedia_; era ancora
lo spirito del grande fiorentino che lo tentava, e, in varie volte, ne
ha dipinti alcuni episodi: «PAOLO E FRANCESCA» e il «SALUTO DI BEATRICE
NELL’EDEN».
«_Guardami ben: ben son ben son Beatrice!_»[13]
Ma nell’aprile del 1882, prima che fosse terminato il quadro
«SALUTATIO BEATRICIS», la morte gli strappò dalla mano i pennelli,
e Dante Gabriele Rossetti scese nella tomba gloriosa, portando seco,
insoddisfatto, il desiderio carezzato tanti anni, di vedere pubblicata
— illustrata da lui — la _Vita Nova_; il libro che gli aveva insegnato
a poetare ed a dipingere d’Amore.