L'ultima conversazione con Mary.
Era una triste sera di gennaio, piena di nebbia.
Una nera fanghiglia copriva le strade di New-York e di minuto in
minuto si sentivano i fischi lunghi e lamentevoli che emettevano i
vapori e i _steam-boats_ per non investirsi nella baia.
Dovendo imbarcarmi il giorno seguente per l'Europa, andavo a salutare
la signorina Mary e i suoi parenti che erano i miei migliori amici.
Dopo che si parlò del viaggio che avevo da compiere in una stagione
così sfavorevole e del piroscafo scelto, la signorina Mary mi ricordò
la promessa fattale di esporle il mio intimo pensiero intorno agli
Stati Uniti.
--Sentiamo, dunque, un po'--mi disse--l'idea che mi avete sempre
taciuta.
--È di una semplicità infantile--risposi.--Io parto pieno
d'ammirazione per questo paese il quale, malgrado certi difetti che
abbiamo più volte notato insieme, è governato dalla costituzione più
democratica che si conosca. Qui regna realmente l'eguaglianza fra i
cittadini; non avete esercito, nè Corti, nè ordini cavallereschi; la
prima cosa che curano i vostri liberi comuni è la pubblica istruzione;
ogni cittadino è elettore; il presidente della Repubblica, sebbene
siate tanto ricchi, non vi costa che duecento mila lire all'anno;
siete senza burocrazia e l'amministrazione della giustizia procede con
grande sollecitudine, senza abuso di carcere preventivo; avete
risoluto il problema politico coll'esercizio del suffragio universale
e dell'autonomia comunale, coll'esercizio cioè della sovranità
popolare; ma non vi siete ancora preoccupati della questione
economica.
--È segno che non ne fu sentito ancora il bisogno.
--Ciò è esatto fino a un certo punto. È verissimo che per la
estensione immensa del territorio e per la sua ricchezza, per la
mancanza dell'esercito, della marina da guerra e di tante altre spese
che stremano i bilanci delle Nazioni d'Europa, negli Stati Uniti non
si trova la miseria del vecchio continente e i salari sono qui più
alti che altrove. Ma non è meno vero che anche voi avete nelle città
dei quartieri pieni di gente povera, lacera, affamata, pigiata in
cameraccie prive d'aria e di luce; non è meno vero che anche qui vi è
dell'infanzia abbandonata e che molte giovani derelitte sono costrette
a far mercato di sè stesse; non è meno vero finalmente che i
lavoratori di tutte le classi, sebbene relativamente pagati meglio che
in Europa, sono sfruttati dai capitalisti e dai monopolii.
--Questo è innegabile.
--Quel sentimento di giustizia e di fratellanza che commuove in questa
fine di secolo tutto il mondo e che fa vendere tante migliaia di copie
del libro del vostro Bellamy,[Nota: _La vita sociale nel 2000_,
romanzo di E. BELLAMY, tradotto da G. OBEROSLER, sulla 330^a edizione
originale americana, ampliata con un _Post-scriptum_ e con l'aggiunta
di un _Dizionario economico-sociale_. Editore Max Kantorowicz, Milano,
1892.--Prezzo L. 1.] non è ancora entrato nel cuore dei vostri
legislatori. Neppure qui il diritto all'esistenza è stato
riconosciuto. Accanto ai re delle ferrovie, del lardo, del petrolio,
della Borsa, di tutte le speculazioni, stracarichi di ricchezze e di
diamanti, trovate spesso anche nelle vostre città più fiorenti
l'operaio disoccupato e digiuno, l'orfano scalzo, la famiglia senza
tetto e senza pane. Come diceva Macaulay molti anni fa scrivendo ad un
amico, finchè avrete negli Stati Uniti un'immensa estensione di terra
fertile e non ancora occupata, i vostri lavoratori staranno
infinitamente meglio di quelli del vecchio mondo. Ma tempo verrà in
cui la Nuova Inghilterra sarà popolata come la vecchia. Presso di voi
il salario diminuirà e subirà le stesse fluttuazioni come in Europa.
Voi avrete la vostra Manchester e la vostra Birmingham dove gli
operai, a centinaia di migliaia, avranno sicuramente i loro giorni di
crisi. Allora si leverà per le vostre istituzioni il gran giorno della
prova. La miseria rende dovunque il lavoratore malcontento e
rivoltoso, preda naturale dell'agitatore, il quale gli espone quanto è
ingiusta questa ripartizione in cui l'uno possiede dei milioni, mentre
l'altro è incerto del pane. Da noi, negli anni di crisi, vi sono molti
lagni ed anche qualche tumulto; ma poco importa, poichè la classe
sofferente non è la classe governante. Il potere supremo è nelle mani
di una classe numerosa, che è la più colta e la quale è e si stima
profondamente interessata al mantenimento dell'ordine, alla guardia
delle proprietà. Ne segue che i malcontenti sono repressi con fermezza
e si passano i momenti critici senza spogliare il ricco per assistere
il povero. Ma come ve la caverete voi quando al principio del secolo
venturo avrete da affrontare prove consimili?
--Bisogna prevederle e prepararsi in tempo per trovare il modo di
superarle felicemente.
--È il voto di tutti, ma l'ipotesi più verosimile è invece che quando
arriveranno i momenti tristi, il vostro governo non sarà capace di
contenere una maggioranza sofferente e irritata. Perchè qui il governo
è nelle mani delle masse, e i ricchi, che sono in minoranza, si
trovano in balìa di esse. Giorno verrà in cui la moltitudine, fra una
metà di colazione e la dubbia prospettiva di una metà di desinare,
nominerà i legislatori. E possibile concepire un dubbio sul genere di
legislatori che saranno nominati? Da una parte avrete un uomo di Stato
che predica la pazienza, il rispetto dei diritti acquisiti; dall'altra
un demagogo che declama contro la tirannia dei capitalisti e degli
usurai e domanda perchè gli uni bevono vino di Champagne e passeggiano
in carrozza, mentre tanta gente onesta manca del necessario. Quale di
questi candidati avrà la preferenza dell'operaio che ha sentito i suoi
ragazzi chiedergli del pane? Oh! allora avverranno qui di quelle cose,
dopo le quali la prosperità non può più rinascere. Allora, o qualche
Cesare, o qualche Napoleone prenderà con una mano potente le redini
del governo, oppure la vostra repubblica sarà nel xx secolo
saccheggiata e devastata come lo fu l'impero romano dai barbari, con
questa differenza: che i devastatori dell'impero romano, gli Unni e i
Vandali, venivano di fuori, mentre i vostri barbari saranno i figli
del vostro paese.
--Secondo tutte le probabilità--disse la signorina Mary, dopo un po'
di riflessione--i barbari verranno fuori prima nei paesi più poveri,
in Europa, se i governi del vecchio continente non si decidono a
ritardarne l'avvento col disarmo, che vorrebbe dire rifiorimento di
tutte le industrie, dell'agricoltura e del commercio, e che nella sola
Italia significherebbe una economia di un milione e mezzo al giorno.
Ora l'esempio di ciò che succederà in Europa servirà di ammaestramento
agli Stati Uniti: almeno speriamolo.
Ed essendo sopravvenuto. Giorgio, si cambiò discorso.